{"id":1846,"date":"2015-07-15T19:13:02","date_gmt":"2015-07-15T17:13:02","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/?p=1846"},"modified":"2015-07-15T19:13:02","modified_gmt":"2015-07-15T17:13:02","slug":"vogliono-tassare-bancomatautonomi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/2015\/07\/15\/vogliono-tassare-bancomatautonomi\/","title":{"rendered":"Vogliono tassare Bancomat&amp;Autonomi"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/files\/2015\/07\/orlandi.jpg\"><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/files\/2015\/07\/orlandi-150x150.jpg\" alt=\"orlandi\" width=\"150\" height=\"150\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-1847\" \/><\/a><br \/>\nAdesso vi spieghiamo perch\u00e9 siamo degli schiavi. Dal punto di vista tributario, certo. Non abbiamo diritti. E quando li rivendichiamo facciamo solo la figura dei fessi. C\u2019\u00e8, in alto, la suprema Agenzia delle Entrate guidata da Rossella Orlandi (foto) che tutto pu\u00f2 e dispone. La storia che segue \u00e8 indicativa. Partiamo dalla coda. Gli autonomi o i professionisti devono appuntarsi, euro dopo euro, come hanno usato i quattrini prelevati con il Bancomat pena sanzione che pu\u00f2 arrivare la 50 per cento del prelevato. Lo prevede un codicillo: il comma 7 Bis che sta per essere varato con un delega fiscale. A meno che il governo non si ravveda.<br \/>\nNon saltate sulla sedia. La follia ha una storia.<br \/>\nTutto nasce da un altro codicillo (il comma 402) di una finanziaria, pensate un po\u2019 voi, varata dal governo Berlusconi nel 2005 (si veda su questa zuppa il post). Probabilmente ieri, come oggi, complice l\u2019ignoranza dell\u2019esecutivo, l\u2019agenzia o chi per lei \u00e8 riuscita ad inserire in una legge complessa una micro norma dagli effetti micidiali.<br \/>\nChiunque (dotato di partita iva) subisca un accertamento fiscale avr\u00e0 sottoposti ai raggi x i bancomat fatti nel periodo di accertamento (anche cinque anni). L\u2019idea del fisco \u00e8 che il nero produca nero. E dunque se un tizio preleva troppo si presume legalmente che l\u2019\u201deccesso di prelievo\u201d alimenti traffici in nero e dunque debba essere colpito da tassazione al pari di un ricavo. La facciamo semplice. Alcuni professionisti che avevano prelevato in un anno 50mila euro, si sono visti abbuonati dall\u2019accertatore 10 mila euro (per spese di vita quotidiana non richiedenti giustificativo) e i restanti 40mila invece tassati come se fossero ricavo e dunque reddito. \u00c8 una follia, ma cos\u00ec \u00e8 stato.<br \/>\nFino a quando un povero cristo  ha ottenuto da una commissione tributaria volenterosa il rinvio alla Corte costituzionale. Nonostante molte sentenze favorevoli all\u2019Agenzia delle entrate da parte della Cassazione, la Corte stabil\u00ec con la sentenza del 2014 numero 228, che si trattava di norma incostituzionale in quanto ledeva il principio di ragionevolezza e di capacit\u00e0 contributiva.<br \/>\nTutto bene dunque quel che finisce bene. S\u00ec, ma non per i nostri amici delle entrate. Come pi\u00f9 volte denunciato da un attuale sottosegretario all\u2018economia Zanetti, sono spesso loro a scrivere materialmente le norme tributarie. E non si lasciano dare per vinti. Sia chiaro: questa roba sui giornali viene sempre descritta come legge indispensabile per combattere l\u2019evasione fiscale. Ma dicevamo, la storia non finisce qua.<br \/>\nGli uomini del fisco amavano molto la possibilit\u00e0 di impicciarsi dei nostri contanti e di presumere legalmente quale fetta di essi configuri evasione. E sono tornati, subdolamente, alla carica. <strong>Nello schema di decreto di riforma delle sanzioni amministrative tributarie di cui si parla in queste ore \u00e8 rispuntata, di fatto, la tassa sui Bancomat, che la sentenza della Corte aveva bocciato.<\/strong> Per aggirare la sentenza non si parla pi\u00f9 di presunzione legale sui prelievi, ma si tirano in ballo le sanzioni in caso di mancanza di giustificativo del beneficiario del prelievo stesso. In sostanza <strong>in occasione di accertamenti bancari chi non indica (o indica in modo inesatto) il beneficiario dei prelevamenti si pu\u00f2 beccare una sanzione che va dal 10 al 50 per cento dell\u2019importo del prelevamento.<\/strong><br \/>\nAvete, un\u2019altra volta, capito bene. Questi sono pazzi. Secondo loro dovremmo appuntarci, dopo ogni prelievo al bancomat, il registro delle spese di quei contanti. Ma fino a qui si tratta di una follia burocratica e dell\u2019ennesima complicazione tributaria. In realt\u00e0 la storia \u00e8 financo peggiore. Non bastano i nostri appuntini, \u00e8 necessaria una prova. Ovviamente con data certa e rilievo fiscale, immaginiamo. Anche se fossimo il ragionier Filini (quello di Fantozzi) non ci riusciremmo: gli scontrini non indicano il codice fiscale di chi lo riceve. Insomma non sono parlanti e dunque servono a nulla al riguardo. Il fisco inventa una norma, diabolica, e non fornisce il modo per rispettarla (fosse pure accettabile, cosa che non \u00e8):  nessuna norma primaria o secondaria infatti impone in che maniera possa essere fornita l\u2019indicazione dei beneficiari. Attenti dunque a dare mance. Diventa pericoloso comprare un pacchetto di sigarette al giorno: sono 1500 euro l\u2019anno che non hanno pezze giustificative ufficiali. Per carit\u00e0 cappuccino e caff\u00e8 beveteli a casa. E se avete un\u2019 amante? Peggio per voi. Il fisco, pi\u00f9 che vostra moglie, ve ne chieder\u00e0 conto.<br \/>\nSi dir\u00e0 che gli uomini delle entrate utilizzeranno questo bazooka di cui dispongono con ragionevolezza.  Non mi fiderei della loro ragionevolezza, posto che i medesimi non si fidano della nostra e all\u2019uopo si dotano di armi di distruzione di massa.<br \/>\nE soprattutto viene da chiedersi che modo di legiferare sia questo. Dopo una sentenza della Corte Costituzionale si reintroduce in modo surrettizio la medesima minaccia fiscale, sperando che nessuno se ne accorga.<br \/>\nEcco ci auguriamo che il governo sventi l\u2019ennesimo colpo di mano della sua agenzia e che dimostri di non essere complice di questa follia tributaria. Ha ancora qualche giorno per farlo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Adesso vi spieghiamo perch\u00e9 siamo degli schiavi. Dal punto di vista tributario, certo. Non abbiamo diritti. E quando li rivendichiamo facciamo solo la figura dei fessi. C\u2019\u00e8, in alto, la suprema Agenzia delle Entrate guidata da Rossella Orlandi (foto) che tutto pu\u00f2 e dispone. La storia che segue \u00e8 indicativa. Partiamo dalla coda. Gli autonomi o i professionisti devono appuntarsi, euro dopo euro, come hanno usato i quattrini prelevati con il Bancomat pena sanzione che pu\u00f2 arrivare la 50 per cento del prelevato. 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