{"id":1851,"date":"2015-08-22T14:57:47","date_gmt":"2015-08-22T12:57:47","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/?p=1851"},"modified":"2015-08-22T14:57:47","modified_gmt":"2015-08-22T12:57:47","slug":"le-vere-truffe-bancarie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/2015\/08\/22\/le-vere-truffe-bancarie\/","title":{"rendered":"Le vere truffe bancarie"},"content":{"rendered":"<p>Ve lo ricordate Nick Leeson? Era il re dei trader di Barings, la banca della regina d&#8217;inghilterra. Nel 1995 le sue operazioni spericolate fecero saltare l&#8217;istituzione secolare. Fu condannato a sette anni di galera.<br \/>\nE Jerome Kerviel? Anche lui un trader, ma della fracese Societe Generale. Nel 2008 cre\u00f3 nei conti del suo gruppo un buco da 500 milioni, sempre per operazioni ad alto rischio. Fu condannato a sette anni, due subito abbonati.<br \/>\nTom Hayes, ex trader di Ubs e Citi, \u00e9 stato condannato ad agosto da una corte inglese a quattordici anni di galera. La sua colpa? Aver contributo a manipolare i tassi di interesse europei. Dal banco dei testimoni, piangendo, ha detto: \u201cguardate che quello che facevo era contenuto in un dettagliato manuale di istruzioni predisposto da Ubs&#8221;.<br \/>\nMentre nei primi due famosissimi casi di criminialit\u00e1 finanziaria a rimetterci sono state le banche e semmai i loro azionisti, nel terzo, il pi\u00fa recente, ad essere gabbati sono stato milioni di risparmiatori.<br \/>\n\u00c9 la truffa finanziaria 2.0. Mentre le autorita di regolamentazione finanziaria e bancaria di tutto il mondo predispongono regole rigide, rigidissime, sui cosidetti coefficienti di patrimonializzazione, di liquidit\u00e1, di tesoreria e di rischio delle istituzioni finanziarie, le banche internazionali sembrano diventare gli Al Capone delle truffe internazionali. Solide (si spera), ma truffaldine. Esgeriamo? Si calcola che dal 2009 ad oggi le principali 25 banche al mondo abbiano pagato multe per la bellezza di 250 miliardi di dollari. Una cifra monstre: un sesto del Pil italiano. E non \u00e9 finita. Secondo una recente ricerca di Huw van Steeins (morgan stanley) sono in corso giudizi che valgono altri 72 miliardi di multe da oggi al 2017. Dentro c&#8217;\u00e9 di tutto: dal riciclaggio agli aiuti dati ai propri clienti per evadere il fisco. Nei giorni scorsi la Bank of New York Mellon ha patteggiato una multa da 14,7 milioni perch\u00e9 avrebbe corrotto un fondo sovrano medio orientale per ottenere suoi quattrini in gestione. Il modo \u00e9 quello pi\u00fa classico: avrebbe assunto in banca figli e nipoti del Fondo per ingraziarsi i genitori. Jp morgan starebbe trattando in queste ore una multa da 150 milioni per conflitti di interesse sulla sua attivit\u00e1 di private banking. Ve la facciamo semplice: ai propri clienti danarosi non avrebne venduto i prodotti finanziari pi\u00fa vantaggiosi, ma quelli che riconoscevano alla banca commissioni pi\u00fa alte. \u00c9 come se il vostro fruttovendolo vi vendesse le pere praticamente marce. Con il piccolo dettaglio che le pere le potete toccare per giudicarne la qualit\u00e1, mentre per i fondi sperate in Dio e nella reputazione di chi ve li vende.<br \/>\nSi tratta, come direbbero i banchieri, di peanuts. I due veri scandali dell&#8217;ultimo lustro riguardano la manipolazione dei tassi di interesse europei (per cui \u00e9 stato condannato Hayes) e dei cambi. Nel primo caso sono state gi\u00e1 pagate sanzioni per sei miliardi. Nel secondo sono l&#8217;asticella si alza a dieci miliardi. Solo il mese scorso, cinque banche intenazionali, hanno patteggiato una sanzione complessiva da 5,6 miliardi. Il giorno dell&#8217;annuncio, i rispettivi titoli sono saliti in Borsa, e per questa vicenda non c&#8217;\u00e9 ancora nessun singolo banchiere-bancario che abbia pagato. La cosa ridicola \u00e9 che la truffa sui cambi e cio\u00e9 l&#8217;accordo tra banche nel fissare il valore delle monete a loro relativo piacimento \u00e9 avvenuta nel 2012, cio\u00e9 proprio quando si stavano chiudendo i patteggiamenti per la manipolazione dei tassi di interesse interbancari europei. Brr che paura devono aver provato i big boss delle banche. A pagare infatti non sono mai loro.<br \/>\nNon siamo certo culturalmente portati a pensare che il mestiere del banchiere sia quello di un ladro in doppio petto. E siamo anche piuttosto solidali con chi grazie alla propria abilit\u00e1 riesca a fare un mucchio di quattrini. Ma qui abbiamo in problema. Ogni tre anni emerge uno scandalo finanziario, di portata planetaria. Prima della crisi, gli scandali colpivano le fondamenta della banca che rischiava il fallimento. Oggi colpiscono il mercato, fatto da milioni di posizioni che subiscono singolarmente piccole perdite. Poi quando il bubbone scoppia, la banca paga e resiste. La multa si pu\u00f3 considerare alla stregua di un premio assicurativo pagato per continuare a fare affari, anche dopo un incidente di percorso. C&#8217;\u00e9 del marcio nel sistema bancario intenazionale e non \u00e9 giustiziando uno dei loro pi\u00fa oscuri meccanismi come Hayes che ne verremo a capo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Ve lo ricordate Nick Leeson? Era il re dei trader di Barings, la banca della regina d&#8217;inghilterra. Nel 1995 le sue operazioni spericolate fecero saltare l&#8217;istituzione secolare. Fu condannato a sette anni di galera. E Jerome Kerviel? Anche lui un trader, ma della fracese Societe Generale. Nel 2008 cre\u00f3 nei conti del suo gruppo un buco da 500 milioni, sempre per operazioni ad alto rischio. Fu condannato a sette anni, due subito abbonati. Tom Hayes, ex trader di Ubs e Citi, \u00e9 stato condannato ad agosto da una corte inglese a quattordici anni di galera. La sua colpa? 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