{"id":1907,"date":"2016-01-25T12:55:09","date_gmt":"2016-01-25T11:55:09","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/?p=1907"},"modified":"2016-01-25T12:57:03","modified_gmt":"2016-01-25T11:57:03","slug":"perche-le-banche-vanno-difese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/2016\/01\/25\/perche-le-banche-vanno-difese\/","title":{"rendered":"Perch\u00e9 le banche vanno difese"},"content":{"rendered":"<p><em>La realt\u00e0 \u00e8 che le banche negli anni scorsi hanno prestato troppo. Ma prendersela con le banche proprio non ci conviene.<\/em><\/p>\n<p>Volere difendere le banche sembra volere difendere l&#8217;indifendibile. Non \u00e8 cos\u00ec. Ci troviamo nell&#8217;imbarazzante situazione per la quale ogni cinque euro prestati, uno \u00e8 probabile che non venga restituito.<br \/>\nPuff. Polverizzato dalle imprese che lo avevano ottenuto. La montagna di prestiti deteriorati \u00e8 pari a circa 350 miliardi di euro. Si pu\u00f2 anche pensare che una parte di questi siano stati affidati agli amici degli amici, come nel caso dell&#8217;Etruria. Ma delle due, l&#8217;una. O crediamo che praticamente tutte le imprese avessero un santo in paradiso bancario e per questa via ottenessero prestiti farlocchi, o, pi\u00f9 verosimilmente, le banche italiane hanno prestato a un sistema economico che essendo caduto in profonda e lunga recessione non \u00e8 pi\u00f9 in grado di restituire quanto ottenuto. In modo contro intuitivo la realt\u00e0 \u00e8 che le banche negli anni scorsi hanno prestato troppo.<br \/>\nNel resto dell&#8217;Europa \u00e8 avvenuto pi\u00f9 o meno lo stesso. In Spagna il sistema ha finanziato la bolla immobiliare e quando \u00e8 scoppiata ha dovuto chiedere all&#8217;Europa di essere aiutata ed \u00e8 stata temporaneamente commissariata. In Germania, dove l&#8217;economia ha tirato anche durante la crisi, le banche hanno invece fatto scommesse finanziarie pericolosissime e sono dovute ricorrere agli aiuti di Stato per circa 280 miliardi al fine di sopravvivere.<br \/>\nIn Italia, tranne che per il caso Mps, non \u00e8 stato richiesto alcun sostegno pubblico. Negli ultimi anni il sistema bancario ha fatto segnare perdite per 55 miliardi e ne ha chiesti ai propri azionisti (privati) quasi altrettanti in forma di nuovo capitale. Il problema dei crediti deteriorati \u00e8 stato spazzato sotto al tappeto. Oggi si vorrebbe radunare tutta la polvere, una montagna di polvere, in un gigantesco cestino. E venderlo, a prezzi ridotti, a qualcuno specializzato nello smaltimento. Una banca ci impiega in media otto anni a far valere le garanzie reali che assistono i prestiti. C&#8217;\u00e8 chi questo lavoro sporco lo fa meglio delle banche.<br \/>\nLe banche vorrebbero che questa megadiscarica avesse qualche garanzia pubblica, giusto per il tempo di realizzare la vendita del suo contenitore. L&#8217;Europa non ce la vuole concedere, dopo che si \u00e8 impegnata per risolvere la crisi tedesca e spagnola. Le banche libere dalla spazzatura potrebbero ritornare a prestare. Maliziosamente si potrebbe dire fino a quando non ricreino un altro casino. Ma questo \u00e8 un altro discorso e se vale, vale per tutti e forse meno per le nostre banche. Ecco. Poi si pu\u00f2 decidere che le banche italiane siano brutte e cattive. Sono state certamente mal gestite. Ma prendersela con le banche oggi proprio non ci conviene.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La realt\u00e0 \u00e8 che le banche negli anni scorsi hanno prestato troppo. Ma prendersela con le banche proprio non ci conviene. 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