{"id":1910,"date":"2016-02-01T16:36:57","date_gmt":"2016-02-01T15:36:57","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/?p=1910"},"modified":"2016-02-01T16:37:50","modified_gmt":"2016-02-01T15:37:50","slug":"zuffa-per-generali-e-confindustria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/2016\/02\/01\/zuffa-per-generali-e-confindustria\/","title":{"rendered":"Zuffa per Generali e Confindustria"},"content":{"rendered":"<p><em>Ci sono in giro pi\u00f9 candidati che scalpitano per i salotti che contano che posti di lavoro disponibili<\/em><\/p>\n<p>Banche, Confindustria e Generali: ci sono in giro pi\u00f9 candidati che scalpitano per i salotti che contano che posti di lavoro disponibili. Ma andiamo con ordine e partiamo da Viale dell&#8217;Astronomia, il palazzone dell&#8217;Eur che contiene gli industriali.<br \/>\nSe fossimo dei matematici, potremmo tracciare un grafico e mettere in relazione il peso degli industriali nella politica economica italiana e il numero di aspiranti candidati alla guida dell&#8217;organizzazione datoriale. La relazione sarebbe inversa, e cio\u00e8 tanti pi\u00f9 industriali aspirano al posto di Giorgio Squinzi, tanto meno conta la Confindustria.Il punto vero \u00e8 che gli unici due industriali che avrebbero potuto, almeno formalmente, sbaragliare la concorrenza, per la loro riconosciuta autorevolezza, si sono tirati indietro.<br \/>\nCarlo Pesenti, l&#8217;uomo che ha tracciato il nuovo statuto, ha venduto l&#8217;azienda di famiglia e, con molta eleganza, si \u00e8 autoescluso anche dal minimo pettegolezzo. Per carit\u00e0, non era dovuto. Basti pensare all&#8217;autocandidatura di Edoardo Garrone che, pur avendo ceduto il suo petrolio, \u00e8 ancora l\u00ec che spera. Sia chiaro, entrambi hanno ancora molti interessi, ma \u00e8 il segnale che conta. Garrone, forse proprio per questa capacit\u00e0 familiare di vendere all&#8217;estero, si occupa, pensate un po&#8217; voi, ancora di internazionalizzazione. La seconda icona che avrebbe messo tutti d&#8217;accordo \u00e8 Gian Felice Rocca. Ma proprio grazie al nuovo statuto il rischio \u00e8 che un parvenue si candidi contro l&#8217;attuale numero uno di Assolombarda. Rocca, che ha una super azienda e molte buone idee, non si mette a trafficare per un voto in pi\u00f9: difficile immaginare Rocca a braccetto con le abilit\u00e0 manovriere della coppia Arpisella-Marcegaglia.<br \/>\nIl Sud ha in mente di portare avanti, Vincenzo Boccia, salernitano, presidente del comitato credito, conosce bene la macchina ed \u00e8 piuttosto stimato dall&#8217;attuale vertice confindustriale. Con il nuovo Statuto, il Sud da solo non va da nessuna parte: s\u00ec e no pu\u00f2 racimolare il 20% di voti necessari per iniziare la partita. L&#8217;Emilia Romagna si \u00e8 messa in testa di essere la Toscana renziana. Ha in corsa quattro candidati: Vacchi, by Luca di Montezemolo, che ha il difettuccio, dicono a Confindustria, di non avere applicato nella sua miniera d&#8217;oro (l&#8217;Ima) il jobs act renziano (vai a sapere se \u00e8 vero&#8230;), e poi Guido Ottolenghi, da Ravenna, Fabio Storchi, da Federmeccanica, e, udite udite, Gaetano Maccaferri. Un bel casino. Il vero padrone del sigaro toscano se la dovrebbe vedere con il suo azionista di minoranza, Aurelio Regina da Roma, anch&#8217;egli candidato forte. Resta lo spazio per un lombardo: il bresciano Marco Bonometti. I veneti, come da migliore tradizione, sono divisi. Un pensierino dicono lo avesse fatto il presidente della Piccola, Baban.<br \/>\n\u00c8 un imprenditore con i fiocchi e basta parlarci un attimo per rendersi conto che viaggia su un altro pianeta rispetto alla media. Ma in Confindustria, dove i coltelli girano da mesi, continuano a far girare la voce che il suo rinnovo alla Piccola non \u00e8 stato cos\u00ec plebiscitario come sarebbe stato necessario per portarlo a Roma. Tutto qua? Chiss\u00e0 quanti ne abbiamo tralasciati. D&#8217;altronde in Confindustria \u00e8 un \u00ablibera tutti\u00bb. Manca un attore non insignificante: il governo. Matteo Renzi ha sempre snobbato le rappresentanze sindacali. Ma Finmeccanica, Ferrovie dello Stato, Eni, Enel, Poste, Fincantieri con chi concorderanno il loro voto? Ovviamente in perfetta autonomia. Seee. In fondo per il governo Confindustria conta nulla, ma ha ancora quella piacevole appendice che si chiama Sole 24 ore. \u00c8 la stampa, bellezza. Verrebbe da dire che il posto di Roberto Napoletano interessa pi\u00f9 di quello di Giorgio Squinzi.Sulle aggregazioni bancarie la bagarre, se si vuole, \u00e8 anche peggiore. Come in quei vecchi balli, tocca vedere chi resta senza partner alla fine della musica. Tutti d&#8217;accordo a scansare la zitella Mps. In queste ore si \u00e8 letto di tutto: persino aggregazioni a tre. Prendete gli ingredienti e mischiateli a piacimento: Ubi, Bipiemme, Banco Popolare, Veneto Banca, Mps e via andando. Un tempo il traffico lo dirigeva Antonio Fazio e gli dissero che aveva esagerato. Oggi ci pensa una mezza dozzina di parlamentari di Tosi, sindaco di Verona, che \u00e8 fondamentale per la maggioranza di Governo. Quando si dice che il territorio conta. Volete mettere Verona e Milano insieme? \u00abMake sense\u00bb poi verr\u00e0 scritto in un colto e ben pagato report di uno degli advisor delle banche coinvolte. Cos\u00ec va la finanza: Tosi (diciamo cos\u00ec a caso) dispone e Jp Morgan o Merrill Lynch (diciamo cos\u00ec a caso) certificano. Volete mettere con Alvito?<br \/>\nNella finanza italiana esiste un solo mito. Prendiamone atto: Leonardo Del Vecchio, il boss della Luxottica. Avete presente quello straordinario sketch dei Nuovi mostri in cui Gassman \u00e8 un cardinale che si trova in una parrocchia di provincia e progressista nei caldi anni &#8217;70? E che avvicinandosi ad un parrocchiano, dice: \u00abHo sentito nei vostri discorsi, annamo, famo, menano\u00bb e poi gli molla uno sganassone e commenta: \u00abMo&#8217; che t&#8217;ho menato, caro confratello, ho forse risolto qualcosa?\u00bb. Ecco, Del Vecchio, come il cardinale Gassman, \u00e8 favoloso e ogni tanto molla ceffoni. L&#8217;ad delle Generali, Mario Greco, fa filtrare sui giornali che la sua uscita deriverebbe da contrasti con alcuni soci, e Del Vecchio, che \u00e8 uno dei soci, molla un cazzottone, dicendo pi\u00f9 o meno cos\u00ec: Greco aveva un contratto di rinnovo pronto e in mano da un paio di mesi, \u00e8 uscito da Zurich come numero due e ora ci torna come numero uno, e quando parla di contrasti con i soci dice \u00absciocchezze\u00bb. Roba forte per la paludata finanza italiana. Del Vecchio porta bene. Quando un bel casotto avvenne nei suoi palazzi, e cio\u00e8 quando sbatt\u00e8 la porta il suo storico amministratore, Andrea Guerra, i giornali gridarono (nei modi dovuti rispetto a Luxottica, si intende) al familismo di casa Del Vecchio e al rischio di Borsa. Il mercato in due giorni vendette i titoli Luxottica per circa il 20 per cento. Chi avesse comprato in quelle ore, oggi sarebbe ricco. Il titolo, dopo due giorni di tracollo, sal\u00ec su vertici che all&#8217;epoca Guerra si sognava. Se il tocco di Del Vecchio si dovesse ripetere lo scopriremo nelle prossime settimane. Per ora Generali, dall&#8217;uscita di Greco, ha perso l&#8217;8% in pochi giorni, nei quattro anni sotto la sua gestione aveva guadagnato il 20%.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Ci sono in giro pi\u00f9 candidati che scalpitano per i salotti che contano che posti di lavoro disponibili Banche, Confindustria e Generali: ci sono in giro pi\u00f9 candidati che scalpitano per i salotti che contano che posti di lavoro disponibili. Ma andiamo con ordine e partiamo da Viale dell&#8217;Astronomia, il palazzone dell&#8217;Eur che contiene gli industriali. Se fossimo dei matematici, potremmo tracciare un grafico e mettere in relazione il peso degli industriali nella politica economica italiana e il numero di aspiranti candidati alla guida dell&#8217;organizzazione datoriale. La relazione sarebbe inversa, e cio\u00e8 tanti pi\u00f9 industriali aspirano al posto di Giorgio [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/2016\/02\/01\/zuffa-per-generali-e-confindustria\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":11,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[22],"tags":[197,3142,38366],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1910"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/wp-json\/wp\/v2\/users\/11"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1910"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1910\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1913,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1910\/revisions\/1913"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1910"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1910"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1910"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}