{"id":1954,"date":"2016-04-16T18:58:59","date_gmt":"2016-04-16T16:58:59","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/?p=1954"},"modified":"2016-04-16T18:58:59","modified_gmt":"2016-04-16T16:58:59","slug":"lastensione-consapevole","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/2016\/04\/16\/lastensione-consapevole\/","title":{"rendered":"L&#8217;astensione consapevole"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/files\/2016\/04\/trivelle-petrolifere1.jpg\"><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/files\/2016\/04\/trivelle-petrolifere1-150x150.jpg\" alt=\"Offshore Oil Rig Drilling Platform\" width=\"150\" height=\"150\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-1955\" \/><\/a>Per il referendum sulle trivelle ci sono tre scelte. Non due, come una certa propaganda vuole far credere. La prima scelta \u00e8 quella di votare S\u00ec: decidere cio\u00e8 di fermare le macchine anche se il carburante non \u00e8 esaurito. La seconda, ovviamente, \u00e8 quella di votare No. Infine c&#8217;\u00e8 la terza opzione: esercitare il proprio diritto di non recarsi alle urne. Quest&#8217;ultima scelta, per chi scrive, \u00e8 la preferibile. Per un motivo semplice perch\u00e9 pragmatico. Astenersi dal voto \u00e8 il modo migliore per far naufragare il referendum. Si tratta di un&#8217;astensione consapevole.<\/p>\n<p>Chi pens\u00f2 all&#8217;istituto del referendum, inser\u00ec nella Costituzione la necessit\u00e0 di un quorum per abrogare una legge del Parlamento. La decisione non fu casuale. La forza del popolo, mettiamola cos\u00ec, si esercita con il voto della rappresentanza parlamentare. Cassare le scelte del Parlamento si pu\u00f2 fare se vi \u00e8 un forte consenso, altrimenti non si vede per quale motivo metterle in discussione. Un liberale non pensa che una legge, solo perch\u00e9 votata da una maggioranza di eletti, sia di per s\u00e9 giusta e corretta. Ma, a maggior ragione, non ritiene che una minoranza (quella eventualmente rappresentata dai votanti ad un referendum) possa condizionare le scelte fatte dalle Camere.<\/p>\n<p>Dal punto di vista pratico astenersi, dunque, \u00e8 il modo migliore per raggiungere l&#8217;obiettivo. Che poi dovrebbe essere quello comune di un centrodestra liberale. Troppo spesso, in questo Paese, si sono fatte scelte sull&#8217;onda di uno spirito antindustriale e anti-sviluppo. Oggi non si ha il coraggio di sostenere cos\u00ec esplicitamente l&#8217;idiosincrasia nei confronti del progresso economico. Anzi, si cerca di condire la battaglia anticapitalista con una verniciata di verde. Non si \u00e8 contro le trivelle perch\u00e9 non si vuole il gas in cucina, ma perch\u00e9 esse inquinerebbero. Insomma si contrappone sviluppo ad ambiente. Non comprendendo che l&#8217;uno non pu\u00f2 fare a meno dell&#8217;altro. L&#8217;Autostrada del Sole, le case popolari, le centrali elettriche, i porti, il riscaldamento non esisterebbero se volessimo preservare la natura al suo stato originale.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 infine un ultimo retropensiero. Politico. Un successo del referendum rappresenterebbe un insuccesso di questo governo. Si pu\u00f2 immaginare che qualche politico di professione sia eccitato dalla prospettiva. Ma i tanti liberali che ci leggono possono davvero credere che sia questa la scorciatoia migliore per combattere un governo che non hanno votato e non condividono?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Per il referendum sulle trivelle ci sono tre scelte. Non due, come una certa propaganda vuole far credere. La prima scelta \u00e8 quella di votare S\u00ec: decidere cio\u00e8 di fermare le macchine anche se il carburante non \u00e8 esaurito. 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