{"id":2026,"date":"2016-07-25T12:16:52","date_gmt":"2016-07-25T10:16:52","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/?p=2026"},"modified":"2016-07-25T12:16:52","modified_gmt":"2016-07-25T10:16:52","slug":"se-per-avere-lidentita-digitale-servono-tre-documenti-cartacei","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/2016\/07\/25\/se-per-avere-lidentita-digitale-servono-tre-documenti-cartacei\/","title":{"rendered":"Se per avere l&#8217;identit\u00e0 digitale servono tre documenti cartacei"},"content":{"rendered":"<p><em>Senza l&#8217;invio in formato analogico l&#8217;iter per ottenere lo Spid si blocca.<\/em><\/p>\n<p>Questa ve la voglio raccontare. Gioved\u00ec sono andato ad un convegno di Facebook. Si parlava ovviamente di digitale in tutte le sue forme. A met\u00e0 giornata ho intervistato il ministro Madia, che di digitalizzazione della pubblica amministrazione \u00e8 responsabile.<br \/>\n\u00c8 stata molto convincente. E soprattutto all&#8217;ampia platea di smanettoni ha spiegato cosa fosse lo Spid. Non si tratta di una nuova droga, ma del Sistema pubblico di identit\u00e0 digitale. Una specie di carta di identit\u00e0 digitale che ti permette di fare tutto da casa con il tuo computer. Tutto, che? Boh. Ma suona bene. La voglio.<\/p>\n<p>Tornato a casa, gioved\u00ec pomeriggio, mi sono messo all&#8217;opera. Ci sono vari modi per averla, ma solo uno senza presentarsi fisicamente davanti a colui che te la rilascia. \u00c8 ci\u00f2 che fa per me, penso. Il sistema si chiama InfoCert. E c&#8217;\u00e8 scritto che costa 15 euro. Inizia una piccola odissea. Ovviamente bisogna registrarsi, inventarsi un Id e la solita password da settimana enigmistica. Non la fate semplice. Vi dicono che ci vogliono 15 minuti, ma il sistema si blocca ad ogni passo. Nel senso che non va avanti la registrazione. Compili i moduli di una pagina e poi clicchi procedi, ma non si procede. E poi riprovi a registrarti e ti d\u00e0 segnali di errore. Insomma un casino.<\/p>\n<p>Un po&#8217; esasperato prendo Twitter, che \u00e8 una roba digitale, ma molto pi\u00f9 semplice, e scrivo: \u00abGasato da #fed2016 sto cercando da mezz&#8217;ora di registrarmi su @InfoCert_it. Impossibile. Se penso a mia nonna, fate ridere\u00bb. InfoCert, che di digitale vive, mi risponde e prova a ricontattarmi. Ammetto che sabato e domenica non mi occupo di Spid. Ma all&#8217;ennesima, premurosa e professionale, mail di Infocert riprendo la procedura di registrazione lasciata a met\u00e0 tra gioved\u00ec e venerd\u00ec mattina. Intanto scopro che mio Id e mia Password, a dispetto di quanto dicesse il sistema due giorni prima, funzionano. Sono soddisfazioni.<\/p>\n<p>Provo a continuare la registrazione. Ma tac, al passo tre, quello che mi richiede altri dati personali si blocca. Piccato mando mail ai nostri amici, che tra le altre soluzioni mi consigliano di cambiare browser internet. In effetti ci potevo pensare io (per mia nonna \u00e8 un po&#8217; meno intuitivo), anche se quello che avevo usato \u00e8 Microsoft edge ed \u00e8 appunto l&#8217;ultimo sviluppato da Microsoft, mica da mia nonna. Vado su Firefox (\u00e8 un altro browser) fatto da softwaristi indipendenti. Wow, funziona. In pochi passaggi mi registro. Il sistema diceva che ci avrei a questo punto dovuto impiegare sette minuti e cos\u00ec pi\u00f9 o meno \u00e8 stato. Ad un certo punto mi fanno cliccare sui consensi: si aprono volumi di consensi, che, ammetto, non leggo. Uno dei manuali \u00e8 composto dalla bellezza di 46 pagine.<\/p>\n<p>Bene. Mi chiedono a questo punto di pagare. Sono pigro e, come detto, non voglio andare de visu a farmi riconoscere per ottenere lo Spid che ancora non ho ben capito a cosa mi servir\u00e0. Per un motivo simile ho preso la tessera delle auto Enjoy e non di Car2go: per ottenere la prima si fa tutto su internet, da casa. Per la seconda ci si deve presentare nei loro uffici. Mi chiedono 15 euro e valgono la mia pigrizia. Procedo al pagamento e scopro che diventano 18, ci saranno tasse e commissioni. Chissene, ma la prossima volta dite 18. Mi fate firmare centinaia di carte, che io non leggo, per fare i fenomeni rispettosi, fatelo anche quando devo pagare: 15 non \u00e8 18, che rappresenta il 20 per cento in pi\u00f9. Li pago volentieri, ma non prendetemi per i fondelli.<\/p>\n<p>Pagato, inizio a testare la telecamerina sul pc. InfoCert lo fa per me: a prova di nonna. Perfetto. Intanto nella mia registrazione avevo mandato la copia elettronica della mia carta di identit\u00e0. Non solo: avevo compilato tutto il modulo con i medesimi dati che avevo fornito in elettronica. Non solo: quel modulo, a differenza di quelli pi\u00f9 evoluti, ti obbliga a mettere \/ tra una cifra e l&#8217;altra quando indichi la data di nascita o la data di rilascio e scadenza di un documento. Nei siti pi\u00f9 evoluti non c&#8217;\u00e8 bisogno dello slash te lo mette il sistema, e risparmi preziosi secondi nel compilare questa palla dei moduli. Vabb\u00e8, ma chissene. Anche i sistemi digitali possono essere burocratici o meno. Avete mai provato quello di Alitalia: nel men\u00f9 a tendina, il primo paese \u00e8 l&#8217;Azerbaijan. In qualsiasi men\u00f9 a tendina intelligente il primo paese \u00e8 quello del paese del residente, nel nostro caso Italia, di modo che non ti faccia scrollare tutte le nazioni. Cos\u00ec come per arrivare alla Millemiglia, si passa per decine di altre carte fedelt\u00e0.<\/p>\n<p>Ritorniamo al nostro Spid. Riesco magicamente a connettermi via Pc con una addetta di Infocert. Fantastico. Non ci posso credere: questo \u00e8 il futuro. Da casa, con un pc fai tutto. Mi chiede se ho la carta di identit\u00e0 che le ho inviato in digitale, con me. Fortunatamente \u00e8 cos\u00ec. Pfiuuu: \u00e8 passata.<\/p>\n<p>Ho cantato vittoria troppo presto. \u00abMi faccia vedere la sua carta sanitaria\u00bb. Ma non ce l&#8217;ho. \u00abE il suo codice fiscale, il tesserino bianco e verde?\u00bb. Ma chiss\u00e0 da quanti anni l&#8217;ho perso. Anzi vorrei dire che ho fatto richiesta dello Spid per ottenere proprio i due tesserini di cui lei parla e che non ho pi\u00f9.<\/p>\n<p>Ovviamente non si pu\u00f2 andare avanti, Niet. Io conosco a memoria il mio codice fiscale, e chiunque lo pu\u00f2 ricostruire via internet, eppure il suo tesserino \u00e8 fondamentale per completare una procedura che ti permetter\u00e0 di avere un&#8217;identit\u00e0 digitale. Sapete che c&#8217;\u00e8 di nuovo: andate tutti a farvi fottere.<\/p>\n<p>S\u00ec avete capito bene. Ho diciotto euro di meno. Non ho la tessera sanitaria e neanche il codice fiscale. E non avr\u00f2 lo Spid. Ho una vecchia carta di identit\u00e0 cartacea. E con la pubblica amministrazione voglio avere a che fare il meno possibile. E la prossima volta che incontro la Madia, mi faccio spiegare da Lei per quale dannato motivo per avere un documento digitale, devo presentarne tre analogici. Sono certo che mi daranno una risposta che passer\u00e0 indenne al vaglio del Tar e del Consiglio di Stato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Senza l&#8217;invio in formato analogico l&#8217;iter per ottenere lo Spid si blocca. Questa ve la voglio raccontare. Gioved\u00ec sono andato ad un convegno di Facebook. Si parlava ovviamente di digitale in tutte le sue forme. A met\u00e0 giornata ho intervistato il ministro Madia, che di digitalizzazione della pubblica amministrazione \u00e8 responsabile. \u00c8 stata molto convincente. E soprattutto all&#8217;ampia platea di smanettoni ha spiegato cosa fosse lo Spid. Non si tratta di una nuova droga, ma del Sistema pubblico di identit\u00e0 digitale. Una specie di carta di identit\u00e0 digitale che ti permette di fare tutto da casa con il tuo computer. [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/2016\/07\/25\/se-per-avere-lidentita-digitale-servono-tre-documenti-cartacei\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":11,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[30,1],"tags":[7188,192890],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2026"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/wp-json\/wp\/v2\/users\/11"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2026"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2026\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2027,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2026\/revisions\/2027"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2026"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2026"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2026"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}