{"id":2028,"date":"2016-07-25T12:21:10","date_gmt":"2016-07-25T10:21:10","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/?p=2028"},"modified":"2016-07-25T12:21:10","modified_gmt":"2016-07-25T10:21:10","slug":"la-verita-sulle-tasse-un-euro-su-5-non-va-pagato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/2016\/07\/25\/la-verita-sulle-tasse-un-euro-su-5-non-va-pagato\/","title":{"rendered":"La verit\u00e0 sulle tasse: un euro su 5 non va pagato"},"content":{"rendered":"<p><em>Su 756 miliardi evasi 180 non sono dovuti.<\/em><\/p>\n<p>Ci sono troppi enti, la bellezza di otto, che si occupano di tasse in Italia. Lo fanno in modo disorganizzato.<br \/>\nSui piccoli contribuenti c&#8217;\u00e8 un&#8217;attenzione eccessiva. E la differenza tra quanto viene accertato (la presunta evasione fiscale) e quanto viene riscosso \u00e8 straordinariamente alta. E infine: \u00abIl rapporto tra gettito fiscale e il Pil italiano \u00e8 relativamente alto e stabile\u00bb. Insomma avremo pure questa grande evasione, ma alla fine gli italiani pagano pi\u00f9 dei loro concorrenti europei. La fotografia scattata da Ocse e Fmi sul sistema tributario italiano \u00e8 da brividi. Ieri sono stati finalmente presentati i due rapporti, redatti l&#8217;anno scorso, dai due autorevoli istituti internazionali e incomprensibilmente secretati dal governo italiano. Nonostante fosse stato proprio il ministro Pier Carlo Padoan a commissionarli. Il Giornale, e poi un&#8217;interrogazione dell&#8217;onorevole Anna Maria Bernini, ne chiesero conto alcune settimane fa. Siamo arrivati al dunque. L&#8217;analisi \u00e8 molto articolata e alcuni aspetti positivi ci sono: ad esempio il rapporto fiscale con i grandi contribuenti \u00e8 in linea con le migliori soluzioni europee. Quello che proprio non va sono le pratiche vessatorie nei confronti dei piccoli. Il rappresentante del Fondo monetario internazionale arriva a dire: c&#8217;\u00e8 chi non paga perch\u00e9 il sistema \u00e8 complesso o perch\u00e9 proprio non ne \u00e8 in grado. Benvenuti nell&#8217;inferno fiscale italiano. Siamo ben contenti che qualcosa si sia mosso per le grandi imprese (anche se la pratica dell&#8217;abuso del diritto resta una roba da pazzi) ma, come notano i signori venuti da fuori, qui il problema sono gli accertamenti a strascico. Il cosiddetto debito fiscale \u00e8 arrivato a superare i 750 miliardi di euro: sulla carta \u00e8 la montagna di evasione accumulata negli anni. Ma poi si scopre che la bellezza di 180 miliardi di euro di ruoli fiscali, non sono dovuti. Poich\u00e9 l&#8217;accertatore, cio\u00e8 il governo, ha sbagliato, ha preteso ci\u00f2 che non doveva e non poteva. La facciamo semplice: quante volte l&#8217;Agenzia delle entrate o la Guardia di finanza contestano verbali milionari che poi si risolvono in niente o in pi\u00f9 modeste pretese. \u00c8 proprio questo uno degli aspetti fondamentali che i rapporti mettono in evidenza. Spiace dirlo cos\u00ec chiaramente, ma i politici, a destra e sinistra, sbagliano a strombazzare lo slogan sull&#8217;abolizione di Equitalia. Questa, che certamente potrebbe avere un atteggiamento meno rigido, non si occupa degli accertamenti. Pretende il pagamento sulla scorta di ci\u00f2 che qualcun altro ha stabilito. Ve la prendete con la Beretta che ha sparato, o con la testa che ha dato l&#8217;impulso di premere il grilletto?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Su 756 miliardi evasi 180 non sono dovuti. Ci sono troppi enti, la bellezza di otto, che si occupano di tasse in Italia. Lo fanno in modo disorganizzato. Sui piccoli contribuenti c&#8217;\u00e8 un&#8217;attenzione eccessiva. 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