{"id":2044,"date":"2016-10-02T19:35:05","date_gmt":"2016-10-02T17:35:05","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/?p=2044"},"modified":"2016-10-02T19:35:05","modified_gmt":"2016-10-02T17:35:05","slug":"le-vere-macchine-del-fango-non-chiedono-neppure-scusa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/2016\/10\/02\/le-vere-macchine-del-fango-non-chiedono-neppure-scusa\/","title":{"rendered":"Le vere macchine del fango non chiedono neppure scusa"},"content":{"rendered":"<p><em>Da Repubblica a L&#8217;Unit\u00e0, i giornaloni difesero la Marcegaglia e ci insultarono. Ora l&#8217;assoluzione di Porro li sbugiarda e tacciono.<\/em><\/p>\n<p>Sono sei anni che aspettavo. Sono sei anni che tenevo nel mio archivio i ritagli dei giornali che mi descrivevano come un mostro. Due giorni fa il pm e il giudice mi hanno assolto con formula piena dal reato, poi derubricato, di tentata violenza privata nei confronti di Emma Marcegaglia.<br \/>\nSolo il vostro affetto e dei colleghi del giornale, in quelle ore del 7 ottobre del 2010, mi hanno dato la forza di aspettare e di tenere nota di tutto per ricordare. Il Giornale, Noi, eravamo la macchina del fango. E oggi che la giustizia ci d\u00e0 ragione nessun quotidiano (tranne il Tempo) si \u00e8 ricordato di fare altrettanto. Sono cose che capitano. Lo sappiamo.<\/p>\n<p>A vostra e nostra memoria conviene ricordare chi sono quelli che veramente alimentano la macchina del fango, dai loro ufficetti puliti, con la loro coscienza di buon giornalismo, con quella arietta perbene da fustigatori dei corrotti, con la pretesa di essere scrittori e non travet in attesa dell&#8217;Inpgi. Ma andate tutti a quel paese.<\/p>\n<p>Massimo Teodori a lungo pagato proprio dal giornale berlusconiano e che dunque dovrebbe conoscere l&#8217;aria di libert\u00e0 che circola in queste stanze riesce a scrivere su Prima comunicazione: \u00abCASO MARCEGAGLIA E SCHIZZI DI MERDA. La merda che schizza sempre pi\u00f9 veloce dai ventilatori induce ad amare riflessioni su una certa stampa italiana, in particolare su quella pi\u00f9 vicina al premier\u00bb. E ancora: \u00abL&#8217;uso violento dell&#8217;informazione basato su atteggiamenti intimidatori nei confronti dei dissidenti, per quanto mascherato da giornalismo investigativo, deve far riflettere tutti coloro che hanno a cuore la stampa libera e civile\u00bb. E lo scrive sulla rivista, sia pure clandestina, che dovrebbe occuparsi di giornali e giornalisti. \u00c8 la linea. Porro e gli schizzi di merda. Chiss\u00e0 oggi, tra una parolaccia e l&#8217;altra, se avr\u00e0 la voglia questo signore frustrato e che si sente giovane grazie all&#8217;uso della volgarit\u00e0 di chiedere scusa non al sottoscritto, ma a chi gli ha pagato lo stipendio per anni.<\/p>\n<p>Come tanti impartiva lezioni di giornalismo, senza preoccuparsi di chiedere, informarsi, conoscere prima di deliberare. Barbara Spinelli, sempre angosciata di dover meritare il suo cognome, parla, senza sapere, di \u00abViolenza inaudita\u00bb. Il Corriere della Sera e il Sole 24 ore titolano in prima pagina. \u00abDossier contro la Marcegaglia\u00bb. Non presunto, come buona regola del giornalismo avrebbe dovuto far dire. Dossier vero e proprio. Eppure come dir\u00e0 al processo il portavoce della Marcegaglia, la parola dossier non era stata mai pronunciata dal sottoscritto ed era una \u00ablibera interpretazione\u00bb proprio di Rinaldo Arpisella. All&#8217;epoca non si poteva sapere? Eppure i giornali il giorno stesso del fattaccio disponevano di tutte le mie intercettazioni telefoniche per di pi\u00f9 in audio. Neanche dovevano fare la fatica di leggere: erano presenti sul sito del Fatto quotidiano. Chiss\u00e0 da dove sono arrivate? Per l&#8217;Eco di Bergamo e tanti altri giornali fotocopia il titolo era: \u00abDossieraggio contro la Marcegaglia. Blitz al giornale\u00bb. Caso quasi unico Filippo Facci su Libero scrive: \u00abQuando non \u00e8 di sinistra la stampa fa dossieraggio\u00bb. Repubblica e Roberto Mania colgono la palla al balzo e virgolettano la presunta vittima: \u00abLe cose sono andate cos\u00ec, \u00e8 stato davvero sgradevole, pago le critiche al governo\u00bb. Ma cosa sarebbe stato sgradevole non lo chiedono? Il fatto che non abbia mai fatto una telefonata, dico una, alla sciura, non lo chiedono. Antonio Polito, allora direttore del Riformista, ha coraggio e titola a tutta pagina \u00abMetodo Woodcock\u00bb. Grazie. Tra i pochi con Enrico Mentana, allora direttore del Tg de La7 e Antonello Piroso, a farsi qualche domanda. Il direttore dell&#8217;allora Tg2 e oggi direttore del Pd1, Mario Orfeo, si scatena sul suo telegiornale e accosta il caso Marcegaglia al caso Boffo. \u00c8 lo stesso Orfeo che ha ordinato a Uno mattina di non intervistare mai il sottoscritto e ha censurato una mia intervista a Tv Sette. Me ne sono fatto una ragione, e con il tempo ho capito che andare allo stadio nel posto giusto e selezionare gli ospiti in tv rende.<\/p>\n<p>La Marcegaglia ottiene solidariet\u00e0 addirittura dal presidente della Repubblica Napolitano che fa una nota ufficiale, dai tre segretari dei sindacati, da Bersani, Enrico Letta, Giorgio Squinzi, Moratti, Emilio Riva (che nonostante ci\u00f2 ho difeso per quello che poi gli succeder\u00e0) Sergio Marchionne, i Garrone e tanti altri. Tra le poche eccezioni ci fu quella di Luca Cordero di Montezemolo e Diego Della Valle, che conoscevano bene il giro Marcegaglia e i loro vittimismi. All&#8217;epoca non era facile disubbidire e li ringrazio.<\/p>\n<p>La campagna di fango contro il Giornale dura settimane. La sciura piagnucola: \u00abIo vado avanti. Non riusciranno a fermarmi\u00bb e ancora: \u00abNon cambio la mia linea\u00bb. Furbetta: nessuno, come poi si \u00e8 visto dal processo, si \u00e8 mai sognato non solo di minacciarla, ma anche solo di pensarlo.<\/p>\n<p>E la stampa, il cane da guardia della libert\u00e0 di informazione, tra il potente industriale e il giornalista propende per il primo: a quelle precedenti si aggiungono con il passare di giorni le favolose eccezioni come Ostellino e Pansa. Francesco Cundari su Il Foglio mi accusa di non poter scherzare al telefono e mi sfotte poich\u00e9 sarei convinto \u00abdi lavorare al Corriere dei Piccoli\u00bb. Il garantismo del foglio di Ferrara si ferma ad Arcore. Per Peter Gomez sul Fatto il dossier (poi rivelatosi inesistente) era \u00abstato chiesto dalla propriet\u00e0 al giornale\u00bb: Giuseppe D&#8217;Avanzo su Repubblica pontifica: \u00abQuesto non-giornalismo \u00e8 soltanto la vetrina della collera di Berlusconi. Si nutre di calunnia e di menzogna. Diffama e pretende di distruggere ogni reputazione. Contamina ogni rispettabilit\u00e0. Umilia e ferisce. \u00c8 artefice di un linciaggio violento, permanente e senza vincoli che si alimenta degli odi del padrone. \u00c8 soltanto lo strumento di una lotta politica declinata come guerra civile. Una guerra dichiarata unilateralmente da Berlusconi contro tutti. Oggi anche contro la Marcegaglia e Confindustria\u00bb. Ma di che sta parlando? Nessuno di questi fenomeni giudiziari che si chiede per quale motivo il telefono del portavoce di Emma Marcegaglia fosse intercettato dalla procura di Napoli.<\/p>\n<p>La storia finisce con una assoluzione. Sono stato fortunato, ho avuto ottimi avvocati e magistrati (anche dell&#8217;accusa) che hanno letto le carte e tirato fuori da questa macchina del fango. Orchestrata non dal Giornale, ma da fogli in circolazione che ogni giorno ci fanno la morale.<\/p>\n<p>Ps: Sono stato fortunato, molti politici, amministratori, semplici cittadini, non hanno avuto la possibilit\u00e0 di urlare al pubblico la propria innocenza. Anche quando certificata da un magistrato che li ha prosciolti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Da Repubblica a L&#8217;Unit\u00e0, i giornaloni difesero la Marcegaglia e ci insultarono. Ora l&#8217;assoluzione di Porro li sbugiarda e tacciono. Sono sei anni che aspettavo. Sono sei anni che tenevo nel mio archivio i ritagli dei giornali che mi descrivevano come un mostro. Due giorni fa il pm e il giudice mi hanno assolto con formula piena dal reato, poi derubricato, di tentata violenza privata nei confronti di Emma Marcegaglia. 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