{"id":2046,"date":"2016-10-03T11:08:03","date_gmt":"2016-10-03T09:08:03","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/?p=2046"},"modified":"2016-10-03T11:08:03","modified_gmt":"2016-10-03T09:08:03","slug":"gli-sporchi-giochi-politici-della-deutsche-bank","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/2016\/10\/03\/gli-sporchi-giochi-politici-della-deutsche-bank\/","title":{"rendered":"Gli sporchi giochi politici della Deutsche Bank"},"content":{"rendered":"<p><em>Sono passati cinque anni da quel 2011. E la verit\u00e0 sta venendo a galla: con le massicce vendite indebolirono Palazzo Chigi.<\/em><\/p>\n<p>Nella primavera del 2011, Deutsche Bank vende in blocco la bellezza di 7 miliardi in titoli di Stato italiani che aveva in pancia.<br \/>\nNella relazione trimestrale del 30 giugno 2011 si legge un numeretto impressionante. All\u2019inizio del periodo la banca tedesca aveva in portafoglio 8 miliardi di euro tra Btp e Cct e alla fine del periodo la consistenza era scesa a 996 milioni. Come sempre avviene, e per una semplice legge economica, se un venditore getta sul mercato una grande quantit\u00e0 di prodotti, dalle banane ai titoli di stato, il loro prezzo crolla. E se il venditore viene considerato autorevole, in molti lo seguono. \u00c8 ci\u00f2 che avviene sui nostri titoli di Stato. Sono falcidiati dalle vendite e, di conseguenza, il Tesoro italiano, per piazzare la sua merce, deve spendere un mucchio di quattrini in interessi (il cosiddetto spread si allarga con beni simili). La grande istituzione finanziaria fece trapelare che il suo comportamento era dettato dall\u2019incertezza economica dell\u2019Italia. Non voleva tenere in bilancio una merce che poteva andare a male e, dunque, se ne disfaceva. In Italia si grid\u00f2 al complotto: i tedeschi, attraverso Deutsche Bank, mettevano con le spalle al muro il governo allora guidato da Silvio Berlusconi.<\/p>\n<p>E cos\u00ec fu. La botta finale al governo, come tutti ricordano, la diedero i mercati finanziari, che non volevano pi\u00f9 comprare i nostri titoli di Stato e attraverso questa via indebolirono vieppi\u00f9 la guida di Palazzo Chigi. Sono passati cinque anni. E la verit\u00e0 sta venendo a galla. Le massicce vendite tedesche di Btp non rispondevano ad una razionalit\u00e0 economica, ma furono un\u2019arma impropria di battaglia geopolitica. All\u2019inizio del 2016, tra gennaio e febbraio, i mercati hanno messo in dubbio la capacit\u00e0 di Deutsche di pagare le cedole sulle sue obbligazioni subordinate, come una Mps qualsiasi. Poi a luglio non ha passato gli stress test americani ed \u00e8 stata definita come una minaccia finanziaria globale. E in questi giorni si \u00e8 beccata una multa dagli Stati Uniti che la potrebbe mettere definitivamente al tappeto. La malattia della prima banca tedesca \u00e8 che negli anni ha emesso derivati per 75mila miliardi di euro, 20 volte il Pil tedesco, e nel suo bilancio pesano 30 miliardi di euro di derivati ad alto rischio. Titoli tossici che, se dovessero perdere anche solo una piccola percentuale del loro valore, azzererebbero il patrimonio della banca tedesca. Sono passati cinque anni e ci\u00f2 che era chiaro ieri oggi diventa lampante. La banca tedesca scaric\u00f2 l\u2019Italia non per affrontare meglio un bilanciamento dei suoi rischi, che stavano da tutt\u2019altra parte, ma per dare un segnale contro l\u2019Italia. Nessuno lo potr\u00e0 dimostrare per tabulas. Ma lo dice il buon senso. Quello che all\u2019epoca manc\u00f2.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Sono passati cinque anni da quel 2011. 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