{"id":398,"date":"2011-08-05T12:04:48","date_gmt":"2011-08-05T10:04:48","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/2011\/08\/05\/che-succede-sui-mercati-2\/"},"modified":"2011-08-05T12:26:57","modified_gmt":"2011-08-05T10:26:57","slug":"che-succede-sui-mercati-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/2011\/08\/05\/che-succede-sui-mercati-2\/","title":{"rendered":"Che succede sui mercati"},"content":{"rendered":"<p>Una tempesta perfetta. Cos\u00ec un banchiere cinico ma realista ha definito la giornata di ieri sui mercati finanziari mondiali. Solo uno sprovveduto pu\u00f2 legare la questione ai soli affari di casa nostra (non proprio ben condotti dal punto di vista economico). Anzi, converrebbe chie dere allo sprovveduto di sottoporsi alla prova del nove.<\/p>\n<p>Una controprova dei propri pregiudizi \u00e8 a disposizione di chiunque la voglia saggiare. Chi crede che il virus sia italiano si metta a comprare sulle piazze finanziarie a sua scelta di tutto il mondo. E buona fortuna.<br \/>\n Parliamo piuttosto di cose serie e cio\u00e8 di cosa sta accadendo. Peraltro come gi\u00e0 abbiamo scritto, solo poche settimane fa, il grande tema oggi si chiama euro. Un esperimento che alla prova dello stress non sta reggendo. Non \u00e8 possibile immaginare una moneta unica, con politiche fiscali ed economiche divergenti. Non si pu\u00f2 immaginare la Germania che cresce al 3 per cento e con tassi a breve dell\u20191 e a lunga del 2 per cento, competere con l\u2019Italia o la Spagna che crescono meno dell\u20191%,ma con tassi quattro volte pi\u00f9 alti.Con l\u2019aggravante di disporre una moneta unica e soprattutto di una politica monetaria che tiene in considerazione solo l\u2019economia pi\u00f9 virtuosa. Non stiamo bestemmiando in chiesa, stiamo semplicemente sostenendo che le economie europee sono malate, quasi terminali, tranne una.<\/p>\n<p>E, nonostante ci\u00f2, al corpaccione europeo invece di prescrivere un antibiotico si somministra una blanda aspirina. Quando gli Stati Uniti si trovarono, tra la fine del 2008 e l\u2019inizio del 2009,nel panico pi\u00f9 totale, furono investiti da una cura da cavallo targata Fed (la loro banca centrale). Quando a marzo del 2009 i mercati a stelle e strisce ripresero a girare, fu solo per l\u2019intervento massiccio della loro banca centrale che senza tante regole inizi\u00f2 a comprare titoli di debito a piene mani.<br \/>\nOggi la situazione, se vogliamo, \u00e8 ancora pi\u00f9 complessa. L\u2019Europa soffre per l\u2019immenso debito pubblico che i suoi Stati hanno accumulato. I virtuosi tedeschi hanno un debito pubblico pari, in termini assoluti, a quello italiano, e hanno poco da brindare. A ci\u00f2 si aggiunge che le loro banche private hanno in portafogli titoli di Stato di Paesi a rischio in notevole quantit\u00e0. E se questi Paesi dovessero saltare, si trascinerebbero anche i bilanci delle banche di Berlino. Insomma ce n\u2019\u00e8 per tutti.<br \/>\nPer un\u2019Europa che piange c\u2019\u00e8 un\u2019America che non ride. La soluzione del suo problema del 2008, dal punto di vista delle politiche fiscali (non quelle monetarie adottate dalla Fed) \u00e8 stata suicida. O per essere pi\u00f9 semplice \u00e8 stato come nascondere la polvere sotto al tappeto.<br \/>\nIl gigantesco debito che avevano contratto i privati con i loro mutui, con le loro carte di credito, \u00e8 passato dai privati appunto al settore pubblico. Il problema non \u00e8 stato cancellato: \u00e8 solo stato intestato a qualcun altro. E ora si trovano con la loro economia che vale la mostruosa cifra di un quinto di quella globale, impantanata: non cresce, la disoccupazione \u00e8 alta.<br \/>\nCome se non bastasse nei Paesi emergenti si rischia di soffocare, per il motivo opposto: troppa crescita. I loro tassi di interesse sono stati alzati a livelli per noi occidentali favolosi.<br \/>\nE il loro contributo alla crescita globale non \u00e8 detto che continui ai livelli del passato.<br \/>\nChi ha un euro in banca non sa cosa fare. Difficile puntare su un\u2019America cos\u00ec conciata. Troppo a rischio andare sugli emergenti.L\u2019Europa oggi sembra la Lehman. Insomma, le vendite sui nostri mercati, tutti, hanno gioco facile.<br \/>\nNon \u00e8 la fine del mondo. Ma la fine di un mondo forse s\u00ec. Quello del debito e della moneta unica senza guida politica. Ieri sui mercati c\u2019erano solo venditori: il che \u00e8 apparentemente privo di senso. Ma il gioco era vendere tutto sapendo che dopo poche ore si poteva ricomprare quel tutto con un buono sconto. Dall\u2019inizio della settimana la Borsa italiana ha perso il 13 per cento: roba da brividi. La natura, diceva quel filosofo greco, fa di tutto per nascondersi. E cos\u00ec abbiamo fatto noi con i nostri debitucci. Oggi si sono finalmente mostrati nella loro dimensione e la via per risolverli \u00e8 scritta, ma politicamente molto difficile.<br \/>\nPer quanto riguarda noi europei, vi \u00e8 una strada con due tappe. La prima \u00e8 quella di tamponare l\u2019emergenza, spegnere il fuoco. Insomma i quattro big dell\u2019euro (Spagna, Italia, Francia e Germania, fanno l\u201980 per cento del Pil europeo) devono mettersi d\u2019accordo per una politica economica unitaria. Devono, \u00e8 molto difficile, obbligare la Bce a emulare i cugini americani della Fed: interventi forti sui mercati del debito. Insomma, comprare quei titoli pubblici che oggi la speculazione getta nel cestino. \u00c8 la prima tappa, ma non basta.<br \/>\nCi dobbiamo poi mettere in testa che sono finite le generazioni sulle quali possiamo caricare debiti. Basta, stop. Non ci sono pi\u00f9 pasti gratis. Abbiamo un sistema di welfare che non regge pi\u00f9. Non possiamo, ad esempio, permetterci pensioni e tutele di un piccolo mondo che era fatto solo da Noi.<br \/>\nQuel mondo \u00e8 diventato oggi molto pi\u00f9 ampio e i nuovi entranti girano a una velocit\u00e0 sei sette volte la nostra. Si pu\u00f2 anche decidere di mantenere la nostra tradizione: saremmo condannati a un veloce declino. Per niente dorato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Una tempesta perfetta. Cos\u00ec un banchiere cinico ma realista ha definito la giornata di ieri sui mercati finanziari mondiali. 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