{"id":427,"date":"2011-09-06T22:48:17","date_gmt":"2011-09-06T20:48:17","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/?p=427"},"modified":"2011-09-06T22:48:17","modified_gmt":"2011-09-06T20:48:17","slug":"quanti-lunedi-neri-ci-aspettano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/2011\/09\/06\/quanti-lunedi-neri-ci-aspettano\/","title":{"rendered":"Quanti luned\u00ec neri ci aspettano"},"content":{"rendered":"<p>La parola d\u2019ordine degli operatori di mercato \u00e8 Eurotrap: ci troviamo nella trappola dell\u2019eu\u00adro. Facciamo subito una premes\u00adsa, tanto per essere chiari, riguar\u00addo alle faccenduole di casa no\u00adstra. La manovra fiscale del gover\u00adno Berlusconi non incide nella carne viva della spesa pubblica ita\u00adliana. Ha poche misure per lo svi\u00adluppo. E per l\u2019inserimento di una delle poche che si \u00e8 azzardata ad inserire (la libert\u00e0 vigilata sui li\u00adcenziamenti) oggi il Paese si trova bloccato per uno sciopero alla gre\u00adca. Ma non c\u2019\u00e8 manovra fiscale che possa bloccare l\u2019Eurotrap. O meglio si potrebbe ascoltare Ales\u00adsandro Profumo e piazzare una stangata da 400miliardi. Cercasi candidato. Purtroppo la politica non \u00e8 Unicredit (che per la verit\u00e0, un po\u2019 come l\u2019Italia, oggi vale quanto un paio di pagine di Goo\u00adgle).<\/p>\n<p>E una manovra da 400 miliardi, circa un quinto della nostra ric\u00adchezza annuale, vorrebbe dire sprofondarci nella pi\u00f9 cupa depressione.<br \/>\nRitorniamo infatti al dilemma dell\u2019Eurotrap. Il modo pi\u00f9 comodo per descriverlo \u00e8 la crisi del \u201992. La trappola all\u2019epoca era sulla lira. La sua parit\u00e0 con il marco era intorno a quota 730. Ma nessuno ci credeva. La speculazione vendette lire fino a farle precipitare a quota 1.200 per marco. Una svalutazione di circa il 40 per cento. E grazie a questa valvola di sfogo che l\u2019Italia riprese il suo cammino.Decise di entrare nell\u2019euro circa a quota mille lire per marco. E ottenuto il risultato non fece nulla per ridurre il suo mostruoso debito pubblico accumulato in anni di consociativismo all\u2019italiana.<\/p>\n<p>La trappola in cui ci troviamo oggi \u00e8 ancora pi\u00f9 pericolosa. La lira non esiste pi\u00f9. E l\u2019euro per di pi\u00f9 fa finta di mostrare i suoi muscolacci, che non ha, con il dollaro. Il nostro debito resta una macigno. E siccome esso si definisce in rapporto alla ricchezza prodotta da Paese (e quella nostra \u00e8 stata stagnante negli ultimi anni), il suo peso sul Pil \u00e8 cresciuto.<\/p>\n<p>I mercati, che non sono gonzi, da almeno un anno scommettono su questa assurdit\u00e0 dell\u2019euro. Un\u2019area di Paesi dotata di una moneta unica, non svalutata, e che al suo interno ha Stati indisciplinati dal punto di vista fiscale. Ha prima beccato l\u2019Irlanda, poi la Grecia, poi la Spagna e il Portogallo, e ora il grande colpo sull\u2019Italia.Non \u00e8 colpa dei mercati: \u00e8 colpa nostra. Negli ultimi anni ci siamo affannati a tenere i conti annuali relativamente in ordine pi\u00f9 dei nostri partner europei. Il problema non \u00e8 il pareggio di bilancio di oggi o di domani, ma i deficit accumulati negli ultimi cinquanta, la cui somma ha creato il debito pubblico. \u00c8 scattata cos\u00ec la trappola. E domani potrebbe diventare mortale. Mercoled\u00ec la Corte Costituzionale tedesca si pronuncer\u00e0 sulla facolt\u00e0 della Bce di comprare titoli di Stato emessi nell\u2019eurozona.<\/p>\n<p>Se l\u2019alta corte tedesca dovesse bocciare questa procedura, il panico di questi giorni sarebbe poca cosa. E le ultime dichiarazioni improvvide della Merkel (che guarda con preoccupazione alle sue numerose sconfitte interne) con-tro l\u2019Italia, gettano benzina sul fuoco.<\/p>\n<p>Quello che sta avvenendo infatti \u00e8 una copia, sbiadita, di ci\u00f2 che \u00e8 avvenuto negli Stati Uniti tra la fine del 2008 e l\u2019inizio del 2009. Con l\u2019economia americana in ginocchio, la loro banca centrale ha iniziato a comprare titoli di tutte le speci: ha immesso sul mercato circa 2mila miliardi di dollari ( l\u2019equivalente del Pil italiano). Le banche hanno ripreso a fare affari e l\u2019economia si \u00e8 rimessa lentamente in moto. Insomma la Fed ha comprato tempo. Se la Bce dovesse smetterla di comprare titoli italiani, il nostro tempo sarebbe finito, cos\u00ec come quello dell\u2019euro. Alcuni uomini della Bce stanno gi\u00e0 studiando un crash test dell\u2019euro. Semplificando: come poter tornare indietro. Ecco perch\u00e9 il contagio si \u00e8 rapidamente propagato sui mercati azionari e sulle banche. Ci troviamo nell\u2019imbarazzante situazione in cui non ci si fida pi\u00f9 della nostra moneta unica, come riserva di valore. Roba da uomini della caverne, o se preferito, scenario Lehman.<\/p>\n<p>Mettiamo infine in ordine le caselle. Il governo Berlusconi ha fatto i suoi compiti ordinari. Non ha dato una svolta strutturale alle nostre pesanti eredit\u00e0. Nello stesso momento la gran parte dei Paesi europei (Francia,Germania,Spagna e Italia producono l\u2019 80% della ricchezza continentale) \u00e8 scivolato sulla via italiana: spendendo molti quattrini pubblici per uscire dalla crisi dei subprime. Il debito pubblico europeo \u00e8 diventato molto alto. Dall\u2019altra parte dell\u2019oceano \u00e8 avvenuto lo stesso processo: Obama ha trasferito i debiti dei privati al tesoro americano. L\u2019economia a stelle e strisce negli ultimi due anni non ha creato occupazione e la sua crescita si \u00e8 rivelata drogata dalla spesa pubblica. Chi ha due soldi in tasca (e i fondi di tutto il mondo hanno una liquidit\u00e0 gigantesca) scappa da tutto ci\u00f2 che ha un grado minimo di incertezza. Compra i Bund tedeschi perch\u00e9 si fida della Germania e i TBond americani perch\u00e9 si fida della Fed (che ne compra a bizzeffe). E vende tutto il resto. A partire dalla carta pi\u00f9 rischiosa come quella italiana. O quella delle banche di tutta Europa che nei loro bilanci potrebbero nascondere molte cattive sorprese.<br \/>\nC\u2019\u00e8 una soluzione?Le grandi crisi finanziarie sono sempre nate da un eccesso di debito. E questa non fa eccezione. E purtroppo da esse se ne esce (\u00e8 sempre avvenuto cos\u00ec) ripudiando lo stesso. Talvolta se ne occupava l\u2019inflazione. Talatra le svalutazioni. Sarebbe gi\u00e0 un privilegio scegliere. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La parola d\u2019ordine degli operatori di mercato \u00e8 Eurotrap: ci troviamo nella trappola dell\u2019eu\u00adro. Facciamo subito una premes\u00adsa, tanto per essere chiari, riguar\u00addo alle faccenduole di casa no\u00adstra. La manovra fiscale del gover\u00adno Berlusconi non incide nella carne viva della spesa pubblica ita\u00adliana. Ha poche misure per lo svi\u00adluppo. E per l\u2019inserimento di una delle poche che si \u00e8 azzardata ad inserire (la libert\u00e0 vigilata sui li\u00adcenziamenti) oggi il Paese si trova bloccato per uno sciopero alla gre\u00adca. Ma non c\u2019\u00e8 manovra fiscale che possa bloccare l\u2019Eurotrap. O meglio si potrebbe ascoltare Ales\u00adsandro Profumo e piazzare una stangata da 400miliardi. 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