{"id":477,"date":"2011-11-02T10:17:09","date_gmt":"2011-11-02T08:17:09","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/?p=477"},"modified":"2011-11-02T10:17:09","modified_gmt":"2011-11-02T08:17:09","slug":"e-tutta-colpa-di-berlusconi-magari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/2011\/11\/02\/e-tutta-colpa-di-berlusconi-magari\/","title":{"rendered":"E&#8217; tutta colpa di Berlusconi? Magari"},"content":{"rendered":"<p>Se ieri, dopo la bomba greca, al posto di Berlusconi ci fosse stato un premio Nobel dell\u2019economia a Palazzo Chigi, non sarebbe cambiato un accidente. Se il governo Berlusconi avesse fatto tutte le riforme promesse, ma proprio tutte, ieri i mercati avrebbero venduto ugualmente i titoli di Stato italiani. Se Berlusconi dovesse mollare (\u00e8 tutto da vedere) ne avremo la controprova. E non per l\u2019insipienza del prossimo eventuale governo, ma per il macigno di debito pubblico che ci portiamo appresso da decenni. Conviene ricordare che il debito non si crea con la bacchetta magica. Esso \u00e8 figlio di leggi che garantiscono diritti, e che una volta acquisiti neanche Mandrake riesce a cancellare. Se per folle intesa si mettesse in piedi la patrimoniale di Profumo,quella da 300 miliardi,avremmo comunque il debito pi\u00f9 alto d\u2019Europa, ma in compenso un\u2019economia morta: il professore Alesina ha recentemente ricordato come la patrimoniale di Amato nel 1993, molto pi\u00f9 blanda di quella Profumo, ha distrutto consumi e investimenti per i 10  anni che seguirono.<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 non cancella le responsabilit\u00e0 della politica economica del governo Berlusconi: ottima nel contenimento del deficit, pessima nell\u2019incentivo allo sviluppo. Ma seriet\u00e0 vorrebbe che non si confondessero i piani: quello politico da quello economico. E non si utilizzasse la legittima voglia di rivincita politica con la scusa della crisi economica che stiamo vivendo: per il semplice motivo che cos\u00ec facendo non risolveremmo nulla sui mercati.<\/p>\n<p>Qualche dato. I nostri titoli a dieci anni rendono il 4,5 per cento in pi\u00f9 di quelli tedeschi. Anche per i francesi ieri si \u00e8 toccato il massimo storico da quando \u00e8 nato l\u2019euro. La febbre \u00e8 peggiore per chi ha il corpo debilitato (dal troppo debito) e dunque per Noi.Ma il virus \u00e8 il medesimo.Ed \u00e8 rappresentato dalla pessima costruzione dell\u2019euro (d\u2019altronde non \u00e8 mica un gioco da ragazzi inventarsi di botto una moneta unica per Paesi diversi).<\/p>\n<p>Le Borse europee hanno perso come raramente si vedeva da anni. Ma tutto sommato sono tornate ai valori di un mese fa. Il segnale di ieri \u00e8 durissimo, ma l\u2019effetto \u00e8 mitigato dal fatto che ad ottobre i mercati avevano recuperato molto fieno in cascina: nulla di buono per carit\u00e0. Anche qui l\u2019Italia va peggio degli altri, di circa un punto percentuale. La ragione \u00e8 prettamente tecnica. Nel listino italiano (chiedetelo al vostro promotore finanziario) c\u2019\u00e8 un numero di titoli bancari percentualmente superiore al resto d\u2019Europa. Proprio quelli che hanno perso in tutte le Borse percentuali a due cifre.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 poco da star sereni. Il governo utilizzi la frustata dei mercati per fare riforme liberali, ma impopolari. Non serviranno comunque a cambiare direzione al vento della speculazione, che si alimenta sulle contraddizioni dell\u2019euro. Il mitico Amato (mitico per i nostalgici del 1993) nonostante le lacrime e sangue che ci impose fu sconfitto da Soros. Togliamoci dalla testa l\u2019idea che la crisi dipenda da Berlusconi. Ha le sue colpe, per alcuni troppe. Ma certo non quella dell\u2019andamento di Borsa di ieri.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Se ieri, dopo la bomba greca, al posto di Berlusconi ci fosse stato un premio Nobel dell\u2019economia a Palazzo Chigi, non sarebbe cambiato un accidente. Se il governo Berlusconi avesse fatto tutte le riforme promesse, ma proprio tutte, ieri i mercati avrebbero venduto ugualmente i titoli di Stato italiani. Se Berlusconi dovesse mollare (\u00e8 tutto da vedere) ne avremo la controprova. E non per l\u2019insipienza del prossimo eventuale governo, ma per il macigno di debito pubblico che ci portiamo appresso da decenni. Conviene ricordare che il debito non si crea con la bacchetta magica. 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