{"id":514,"date":"2011-12-08T03:20:45","date_gmt":"2011-12-08T01:20:45","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/?p=514"},"modified":"2011-12-08T03:20:45","modified_gmt":"2011-12-08T01:20:45","slug":"vatti-a-fidare-dei-tecnici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/2011\/12\/08\/vatti-a-fidare-dei-tecnici\/","title":{"rendered":"Vatti a fidare dei tecnici"},"content":{"rendered":"<p>Ieri il Wall Street Journal , nella sua versione che si vende solo negli Stati Uniti, aveva tre foto in prima pagina del nostro ministro del Lavoro, Elsa Fornero, e del suo pianto. Quello che \u00e8 sgorgato quando ha parlato dei tagli alle pensioni.<br \/>\nUn anglosassone potrebbe convincersi del grande sacrificio fatto da noi latini nel ridurre finalmente il nostro debordante stato sociale. Ovviamente niente di pi\u00f9 falso. Ieri Claudio Borghi ha spiegato bene sul Giornale quanto sia necessaria la riforma previdenziale e che cosa ci sia di buono nella riforma Monti. Ma il punto fondamentale della manovra Monti (piaciuta ieri ai mercati) \u00e8 che essa \u00e8 tutto tranne che rivoluzionaria: difficile immaginare un intervento pi\u00f9 in linea con quanto fatto dai governi che lo hanno preceduto negli ultimi trent\u2019anni. Vediamo perch\u00e9.<\/p>\n<p>1. Come sempre avviene in Italia le correzioni del deficit si fanno con l\u2019aumento delle imposte e in minor misura con la riduzione della spesa pubblica. \u00abRimettersi in carreggiata\u00bb dalle nostre parti vuol dire aumentare tasse e ruolo dello Stato e non il contrario.Giova ricordare che ogni anno l\u2019Italia impiega la bellezza di 730 miliardi di euro in spesa pubblica. A questa montagna si devono aggiungere i 70 miliardi (dati 2011) di uscite per interessi, che sono incomprimibili e in aumento. Tagliare la spesa pubblica, significa riformare le leggi che la generano e sradicare le strutture che la succhiano. Da noi le leggi sono per definizione di spesa e mai di potatura.<\/p>\n<p>2. Tutti i governi che si sono succeduti dal 1994 in poi hanno messo mano alle pensioni. Anche in questo il governo Monti non brilla di originalit\u00e0. La Fornero \u00e8 un buona compagnia: e se lei piange, Dini si sarebbe dovuto suicidare per la durezza della suo intervento e Maroni (quello del Lavoro) nascondere in una grotta afghana. Anche Prodi nel suo ultimo governo durato due anni \u00e8 intervenuto: anche se per una volta (unicum nella nostra recente storia) per rendere meno stringente una riforma ereditata dal passato. Gli interventi sulle pensioni si assomigliano tutti: puntano a fare cassa giocando sull\u2019et\u00e0 contributiva o di pensione e sulle diverse rivalutazioni delle pensioni. Questo potrebbe essere l\u2019ultimo intervento? Chiunque le abbia riformate ha promesso (smentito) che era la volta buona. Vi diciamo subito che il capitolo dei circa 5 milioni di subordinati, ad esempio, \u00e8 tutt\u2019altro che chiuso.<\/p>\n<p>3. L\u2019imposta pi\u00f9 amata dai nostri governi \u00e8 quella sul mattone: per il banale motivo che esso non riesce a scappare. Per gli italiani sar\u00e0 una botta considerevole. Non ci addentriamo nel merito, ma segnaliamo due tipicit\u00e0. Come spesso avviene per le imposte in Italia la sua effettiva consistenza la capiremo il giorno in cui andremo a pagarla con il bollettino postale. Gran parte delle simulazioni fatte sino ad ora sono un\u2019approssimazione di ci\u00f2 che avverr\u00e0 davvero. E come tutte le imposte sugli immobili essa ha un carattere espropriativo: ogni anno rischi di darmi un pezzettino della casa in cui vivi. Se ce la fai con il reddito netto che ottieni dal tuo lavoro, bene. Se non ce la fai sono affari tuoi: venditi la casa. Esagerato? Ma figurarsi.Chi dispone di un bell\u2019appartamento, come unica sua ricchezza dei tempi felici o dei padri generosi, non \u00e8 automaticamente detto che sia in grado di permetterselo dal nuovo punto di vista fiscale.<br \/>\nOvviamente oltre alla casa anche questa manovra ha tassato la benzina. Il principio \u00e8 il medesimo: come la casa che non pu\u00f2 scappare, anche della benzina non si pu\u00f2 fare a meno.<\/p>\n<p>4. Gran parte delle nostre manovre fiscali nascono dal pregiudizio e questa non si sottrae. L\u2019idea di fondo \u00e8 che la ricchezza sia figlia del peccato. La versione aggiornata \u00e8 che essa derivi dell\u2019evasione. Chiunque abbia una bella casa, un bella auto, un aereo, un corposo dossier titoli in banca deve pagare molto di pi\u00f9. Ma non per contribuire maggiormente alle spese della societ\u00e0. No. Il motivo fondante \u00e8 un altro e cio\u00e8 che la sua ricchezza \u00e8 un indice presuntivo di evasione. Se ho in garage una Porsche da 100mila euro \u00e8 facile che sia un evasore e dunque attraverso quella gabella devo pagare ci\u00f2 che non ho pagato prima. La presunzione evasiva ha cancellato la lotta di classe: non sono pi\u00f9 i lavoratori a essere sfruttati, ma la pluralit\u00e0 dei cittadini ad essere gabbata da un manipolo di grandi evasori.<\/p>\n<p>5. Come in tutte le manovre anche in questa si \u00e8 scritto nero su bianco, che \u00e8 meglio non fidarsi dello Stato. Chi scrive non ha amato i cosiddetti scudi fiscali di Tremonti (per chi ne avesse voglia c\u2019\u00e8 tuttto nella Zuppa del passato), ma una volta che palazzo Chigi promette qualcosa a un suo contribuente deve mantenerlo. Come ha promesso agli italiani che rimpatriavano 100 miliardi di euro, totale segreto e immunit\u00e0 fiscale e penale (giusto o sbagliato che sia, ci\u00f2 era scritto nel contratto) e ora tassa di nuovo, anche se di poco, quei rimpatri? Nessuno si alzer\u00e0 per dire che il comportamento \u00e8 da Zimbabwe ( paese che si scomoda invece in tante altre nostre manchevolezze), ma il punto \u00e8 che questa tassazione retroattiva \u00e8 uno scempio nel rapporto cittadino-Stato. Anche per chi delinque o \u00e8 in galera lo Stato deve avere una parola sola, figurarsi per chi \u00e8 un presunto evasore. Chiss\u00e0 cosa ne pensa il neoministro Passera, che tanti di quei conti scudati aveva nei suoi registri di Intesa.<\/p>\n<p>6. Come in tutte le manovre fiscali si rimandano al giorno dopo le misure per lo sviluppo. Abbiamo ragione di ritenere che il governo Monti avr\u00e0 una forza liberalizzatrice superiore a quella dei governi che lo hanno preceduto. Ma restano due obiezioni. Lo sviluppo di un paese pensato per decreto, dimostra quanto poco i nostri politici o i nostri tecnici sappiano di che cosa davvero sia uno sviluppo che nasce dal mercato o non dalle norme, anche le pi\u00f9 belle, scritte da un burocrate. Seconda obiezione: la misura di sviluppo pi\u00f9 forte si chiama riduzione del peso dello Stato, in ogni settore. L\u2019opposto di quanto facciano manovre che drenano risorse dai privati per farle gestire ai funzionari pubblici. Chi scrive ritiene che faccia meglio, al nostro sistema paese, un ricco che si compri un\u2019auto da 100mila euro piuttosto che un prelievo dei medesimi quattrini dal medesimo ricco a beneficio delle casse dello Stato. Nel primo caso si mette in moto il mercato, la produzione, i servizi e la competitivit\u00e0 per accaparrarsi l\u2019affare, nel secondo solo la cogenza di una legge da far rispettare nel modo pi\u00f9 stringente possibile.<\/p>\n<p>Chi ci ha sempre governato ha per il 90 per cento dei casi fatto parte di una classe dirigente che si \u00e8 vista piovere nelle proprie tasche uno stipendio che non \u00e8 dipeso dagli andamenti dell\u2019economia reale, ma dalla benevolenza di un apparato pubblico. Chi ci continua a governare sono stimati professori, burocrati e alti dirigenti che devono la propria fortuna alla loro capacit\u00e0 di salire i vertici della societ\u00e0 parapubblica di cui \u00e8 fatta l\u2019Italia. Sono persone degnissime che hanno rapporti stretti e consolidati con i loro pari grado che governano l\u2019Europa. Purtroppo per noi una gran parte dell\u2019Italia, quella che produce il Pil, \u00e8 dall\u2019altra parte della barricata. \u00c8 quella che li stipendi li paga e non li riceve. \u00c8 quella che la macchina di lusso se la compra e non la ottiene come fringe benefit . \u00c8 quella che la casa la compra,magari un po\u2019 pacchiana, ma non gliela concedono come appannaggio. Ecco, quell\u2019Italia l\u00ec, un po\u2019 cafona,che quando ha un euro che avanza dall\u2019azienda labutta in un\u2019auto,\u00e8 quella che come sempre pagher\u00e0 il conto di questa manovra.<\/p>\n<p>Ma state certi nessuno dei ministri si metter\u00e0 a piangere per loro: a chi governa di qualsiasi colore e provenienza ridurre le spese fa piangere. Aumentare le imposte per un motivo o per l\u2019altro \u00e8 sempre cosa buona e giusta. Adelante.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Ieri il Wall Street Journal , nella sua versione che si vende solo negli Stati Uniti, aveva tre foto in prima pagina del nostro ministro del Lavoro, Elsa Fornero, e del suo pianto. Quello che \u00e8 sgorgato quando ha parlato dei tagli alle pensioni. Un anglosassone potrebbe convincersi del grande sacrificio fatto da noi latini nel ridurre finalmente il nostro debordante stato sociale. Ovviamente niente di pi\u00f9 falso. Ieri Claudio Borghi ha spiegato bene sul Giornale quanto sia necessaria la riforma previdenziale e che cosa ci sia di buono nella riforma Monti. Ma il punto fondamentale della manovra Monti (piaciuta [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/2011\/12\/08\/vatti-a-fidare-dei-tecnici\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":11,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[6749],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/514"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/wp-json\/wp\/v2\/users\/11"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=514"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/514\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":517,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/514\/revisions\/517"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=514"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=514"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=514"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}