{"id":524,"date":"2011-12-20T18:44:35","date_gmt":"2011-12-20T16:44:35","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/?p=524"},"modified":"2011-12-20T18:44:35","modified_gmt":"2011-12-20T16:44:35","slug":"le-tasse-spagnole-abbassano-i-tassi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/2011\/12\/20\/le-tasse-spagnole-abbassano-i-tassi\/","title":{"rendered":"Le tasse spagnole abbassano i tassi"},"content":{"rendered":"<p>Ieri il nuovo premier spagnolo, il popolare Mariano Rajoy, si \u00e8 presentato in Parlamento e ha detto due cose fondamentali: non verranno aumentate le tasse e si proceder\u00e0 a tagli della spesa pubblica, salvando per\u00f2 il potere di acquisto dei pensionati.<\/p>\n<p>Il tutto condito da un piano di riforme liberalizzatrici dell\u2019economia iberica; partendo dai potenti (anche l\u00ec) enti locali e arrivando al mondo del lavoro. Una manovra fiscale comunque ci sar\u00e0: e si prevede vicina ai 20 miliardi di euro. Fatte le debite proporzioni, in termini relativi \u00e8 doppia rispetto a quella pensata da Monti. Ovviamente il discorso programmatico di un nuovo leader si deve poi concretizzare nei fatti. Entro la fine dell\u2019anno, Rajoy, terr\u00e0 il suo primo consiglio dei ministri e a quel punto capiremo nel dettaglio le mosse spagnole, e come dai principi si passer\u00e0 alla pratica.<\/p>\n<p>Cosa insegna all\u2019Italia il caso spagnolo? Fondamentalmente tre cose. Le elezioni anche in tempi di crisi se danno una maggioranza forte e pienamente legittimata forniscono al nuovo governo una spinta riformista. L\u2019idea che votare, durante una tempesta finanziaria, sia una sciagura \u00e8 falso. Ci sono per\u00f2 due controindicazioni da prendere in considerazione: la prima \u00e8 che il rigore dei conti si tiene meno bene a ridosso delle elezioni, la seconda \u00e8 che le elezioni, soprattutto in Italia, non assicurano una maggioranza certa. Con altrettanta freddezza si deve per\u00f2 certificare che l\u2019arrivo del governo Monti non ha migliorato i nostri differenziali e che la cosiddetta \u00abcredibilit\u00e0 internazionale\u00bb si vede pi\u00f9 nelle foto e nei titoli dei giornali che nelle quotazioni dei mercati.<\/p>\n<p>Il lato su cui aggredire la crisi del debito \u00e8 quello della spesa. Non si devono ridurre, per quanto possibile, i quattrini nelle tasche dei cittadini attraverso nuove forme di tassazione o manovre estemporanee di cassa. Ovviamente non sta scritto da nessuna parte che la ricetta di Rajoy funzioni, ma noi riteniamo che sia la strada pi\u00f9 giusta per la nostra politica economica.<\/p>\n<p>Vediamo di essere pi\u00f9 espliciti.<br \/>\nProprio ieri i funzionari di Senato e Camera hanno certificato ci\u00f2 che i giornalisti del Giornale vi hanno sempre detto: l\u201985 per cento del decreto salva Italia (\u00e8 cos\u00ec berlusconiano e cos\u00ec poco tecnico questo appellativo!) \u00e8 fatto di nuove entrate. E per il resto gran parte \u00e8 affidata al congelamento dell\u2019indicizzazione delle pensioni (che i popolari spagnoli hanno esplicitamente escluso). Insomma come l\u2019acqua e il fuoco. Il governo tecnico fa esattamente il contrario di un governo politico. Sarebbe sciocco e preconcetto buttare a mare tutta la manovra di Monti. Il doppio passo di Elsa Fornero, di mettere a regime, bruscamente, le riforme delle pensioni fatte nel passato e provare a mettere mano al mercato del lavoro \u00e8 cosa buona e giusta. E coraggiosa. Questa \u00e8 materia che Berlusconi avrebbe dovuto fare senza indugio, portando piuttosto lo scontro fino alla sfiducia parlamentare (per la verit\u00e0 \u00e8 ci\u00f2 avvenne nel 1994). La strada \u00e8 appunto questa: di riforma complessiva. Sembra invece, passateci il termine, che il governo invece di andare alla meta per conquistare il premio da un milione si fermi ad ogni passo per raccogliere cinque euro.<\/p>\n<p>L\u2019idea che ci siamo fatti \u00e8 che la tipicit\u00e0 dell\u2019emergenza italiana, che ovviamente esiste, sia largamente sopravvalutata, come la morte di quell\u2019anziano signore. E in virt\u00f9 di ci\u00f2 ci si approfitta di raccogliere anche gli spiccioli nel mezzo del percorso. Bene la riforma delle pensioni; ma che senso ha tagliare il reddito disponibile dei pensionati con il trucchetto del blocco delle indicizzazioni? Se il sistema non \u00e8 sostenibile si abbia il coraggio di adottare un taglio vero e strutturale e non un colpetto per fare cassa.<\/p>\n<p>Discorso analogo sulle imposte. Veramente questo governo ritiene che sia possibile continuare con il processo di inseguimento della spesa pubblica attraverso l\u2019aumento della tassazione? Tra pochi giorni le buste paga di tutti i dipendenti italiani (a giugno per gli autonomi) saranno gravate da un piccolo ma significativo conguaglio negativo per un\u2019imposta aggiuntiva sul reddito che verr\u00e0 prelevata con la dicitura addizionale regionale. Cosa \u00e8 questa se non un innalzamento delle imposte su tutta la platea dei contribuenti e per di pi\u00f9 con un meccanismo di scarsissima progressivit\u00e0?<\/p>\n<p>Governare una Paese come il nostro \u00e8 ovviamente molto complicato.<br \/>\nFarlo dopo un paio di settimane per dei maverik della politica lo \u00e8 di pi\u00f9.<\/p>\n<p>Se i nostri tecnici guardassero meglio al caso spagnolo (Paese che ha ovviamente delle differenze sostanziali rispetto all\u2019Italia e ha un debito ben pi\u00f9 gestibile) potrebbero abbandonare il loro pensiero unico: che \u00e8 quello delle manovre depressive degli ultimi venti anni. Attendiamo la fase due, quella delle riforme e dello sviluppo.<\/p>\n<p><strong>ps: Oggi all&#8217;asta dei titoli a breve spagnoli i tassi di interesse sono clamorosamente scesi a quota 2 per cento dal 6 delle aste precedenti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Ieri il nuovo premier spagnolo, il popolare Mariano Rajoy, si \u00e8 presentato in Parlamento e ha detto due cose fondamentali: non verranno aumentate le tasse e si proceder\u00e0 a tagli della spesa pubblica, salvando per\u00f2 il potere di acquisto dei pensionati. Il tutto condito da un piano di riforme liberalizzatrici dell\u2019economia iberica; partendo dai potenti (anche l\u00ec) enti locali e arrivando al mondo del lavoro. Una manovra fiscale comunque ci sar\u00e0: e si prevede vicina ai 20 miliardi di euro. Fatte le debite proporzioni, in termini relativi \u00e8 doppia rispetto a quella pensata da Monti. 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