{"id":529,"date":"2011-12-28T18:54:31","date_gmt":"2011-12-28T16:54:31","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/2011\/12\/28\/monti-credibile-dipende-da-chi\/"},"modified":"2011-12-28T18:54:31","modified_gmt":"2011-12-28T16:54:31","slug":"monti-credibile-dipende-da-chi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/2011\/12\/28\/monti-credibile-dipende-da-chi\/","title":{"rendered":"Monti credibile? Dipende da chi"},"content":{"rendered":"<p>Mario Monti \u00e8 e resta molto credibile. Nonostante una manovra fatta di solo tasse. E per di pi\u00f9 ben poco originali. Nonostante i suoi ministri chiave si rimangino riforme annunciate nel giro di un&#8217;edicola.<br \/>\nNonostante i mercati, come era normale che fosse, sono l\u00ec dove li aveva lasciati il suo predecessore. Nonostante abbia dovuto fare il solito compromesso sulle liberalizzazioni. E cio\u00e8 non farle. Nonostante abbia chiamato una manovra da pentapartito con l&#8217;altisonante titolo di \u00absalva Italia\u00bb in pieno stile propagandistico pubblicitario berlusconiano. Ebbene, nonostante tutto ci\u00f2 Monti resta credibile. Ed \u00e8 normale e giusto che tale resti. Monti e il suo governo sono figli delle alte burocrazie europee che oggi dettano l&#8217;agenda delle politiche europee. Monti fa parte (per quanto ci riguarda non si d\u00e0 molto peso alle suggestioni di cricche pi\u00f9 o meno segrete) di un milieu borghese e milanese che ha un ottimo rapporto con la stampa \u00abpi\u00f9 credibile\u00bb che \u00e8 e resta il Corriere della Sera. Ma insomma cosa avrebbero scritto a via Solferino se la manovra fatta di accise, bolli e tasse l&#8217;avesse fatta qualsiasi altro governo? Ve lo diciamo noi: avrebbero preso il magnifico articolo di Alesina e Giavazzi, che smontava la manovra, e ne avrebbero fatto la loro bandiera. E non un isolato caso di dissenso assistito. Ma ripetiamo: Monti \u00e8 l&#8217;uomo giusto per questa fase. Ha lo stesso ruolo che ebbe F\u00e9nelon, il precettore dei re, nell&#8217;ultimo scorcio dell&#8217;Ancien r\u00e9gime: distruggere il suo sovrano.<\/p>\n<p>Berlusconi questa credibilit\u00e0 sin dalla sua discesa in campo non l&#8217;aveva. E proprio per questo accett\u00f2 il suggerimento di Antonio Martino di nominare Monti commissario europeo. Ma il Cav aveva un altro tipo di credibilit\u00e0 che ha perso per strada: quella dell&#8217; economia reale. L&#8217;economia non \u00e8 fatta solo di grafici e relazioni deterministiche scritte nei manuali. Essa si regge sulla fiducia nel futuro, sulle aspettative. I consumi e gli investimenti (che poi sono il pil di un Paese) sono figli di milioni di decisioni individuali che nascono dalla speranza che il domani sia migliore dell&#8217;oggi. Non si consuma quando non si ha la ragionevole speranza che il proprio reddito disponibile domani sia superiore o uguale a quello di oggi; non si intraprende un nuovo rischioso investimento quando non si ha la ragionevole speranza che esso dia un buon ritorno. Questo meccanismo si poggia sull&#8217;ottimismo e la caparbiet\u00e0 degli imprenditori e sulla relativa sicurezza dei consumatori. Se un governo fa tre manovre in una sola estate (caso Berlusconi) e se quello che segue a stretto giro si limita ad alimentare un effetto povert\u00e0 nei contribuenti si rompe il meccanismo economia-consumi-investimenti. E ci si impantana. Berlusconi in una prima fase ha avuto la capacit\u00e0 di parlare alla pancia produttiva di questo Paese; Monti ha la straordinaria abilit\u00e0 di parlare la stessa lingua della tecnocrazia che governa oggi l&#8217;Europa. Nessuno pu\u00f2 disconoscere questa sua capacit\u00e0. Ma \u00e8 tutto da dimostrare che la soluzione della crisi in cui ci troviamo passi per le soluzioni di questo colto manipolo di funzionari. Che non hanno passato un giorno in azienda.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Mario Monti \u00e8 e resta molto credibile. Nonostante una manovra fatta di solo tasse. E per di pi\u00f9 ben poco originali. Nonostante i suoi ministri chiave si rimangino riforme annunciate nel giro di un&#8217;edicola. Nonostante i mercati, come era normale che fosse, sono l\u00ec dove li aveva lasciati il suo predecessore. Nonostante abbia dovuto fare il solito compromesso sulle liberalizzazioni. E cio\u00e8 non farle. Nonostante abbia chiamato una manovra da pentapartito con l&#8217;altisonante titolo di \u00absalva Italia\u00bb in pieno stile propagandistico pubblicitario berlusconiano. Ebbene, nonostante tutto ci\u00f2 Monti resta credibile. Ed \u00e8 normale e giusto che tale resti. 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