{"id":533,"date":"2012-01-17T21:59:10","date_gmt":"2012-01-17T19:59:10","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/?p=533"},"modified":"2012-01-17T21:59:10","modified_gmt":"2012-01-17T19:59:10","slug":"le-liberalizzazioni-e-i-potenti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/2012\/01\/17\/le-liberalizzazioni-e-i-potenti\/","title":{"rendered":"Le liberalizzazioni e i potenti"},"content":{"rendered":"<p>Il cuoco ritiene che si debba liberalizzare a pi\u00f9 non posso. Il principio \u00e8 semplice. Da una parte ci sono i fornitori dei servizi e i produttori, dall&#8217;altra gli utenti e i consumatori. Col tempo i primi si sono organizzati per ridurre la competizione e per rendere i loro prezzi pi\u00f9 alti che in un mercato del tutto competitivo.<br \/>\nSia chiaro la competizione \u00e8 molto faticosa. Ne sanno qualcosa milioni di piccoli imprenditori che ogni giorno si devono guadagnare la pagnotta, e non possono mai rimanere fermi. Bando alle ciance e passiamo ai fatti concreti.<br \/>\n\u00e9 vero che il servizio taxi non \u00e8 liberalizzato? S\u00ec. \u00e9 vero che le farmacie non sono liberalizzate? S\u00ec. Per citare solo due casi tra i tanti. E sui quali si sta concentrando il governo. Cosa accadrebbe se si liberalizzassero i due settori? I produttori perderebbero reddito. Anche su questo non c&#8217;\u00e8 dubbio. Tassisti e farmacisti (per citare i nostri casi) se la vedrebbero male.<br \/>\nMa la riduzione inevitabile del reddito di queste due componenti si scontrerebbe con una societ\u00e0 del tutto bloccata. Nel senso che loro perderebbero le loro rendite di posizione, mentre intorno a loro tutti continuerebbero a fare gli affari loro. Protetti.<br \/>\nLe liberalizzazioni impongono una scelta: stare dalla parte dei produttori o dei consumatori. Ma danneggiare i produttori senza migliore loro la vita in qualit\u00e0 di consumatori \u00e8 un&#8217;ingiustizia.<br \/>\nFaccio un esempio finanziario di queste ore. Per salvare le assicurazioni Fondiaria Sai dal tracollo \u00e8 stato permesso alla Unipol di portarsele a casa, senza fare una scalata sull&#8217;intera societ\u00e0. Semplifichiamo: se prediligono le necessit\u00e0 del produttore (nuovo azionista di controllo Unipol) a quella del consumatore (azionista di minoranza di Fonsai). Il tutto per un supposto bene collettivo: che la compagnia resti in Italia, che le banche finanziatrici non saltino, e via discorrendo. Posizione legittima (anche s enon gradita al cuoco).<br \/>\nMa come facciamo a spiegare ad un tassista che perde lavoro e reddito, ad un farmacista che rischia di fallire, che per lui il mercato \u00e8 d&#8217;obbligo in quanto imprenditore o artigiano, ma in quanto risparmiatore \u00e8 un optional. Oltre all&#8217;esenzione di Opa per le minoranze, la vicenda Fonsai crea un gruppo assicurativo dominante nel ramo Rc auto. \u00e9 vero che con il &#8220;bel altro&#8221; non si combina mai nulla e da qualche parte tocvca partire: ma come dice bene l&#8217;amico liberale Stagnaro &#8220;l&#8217;ingente capitale politico&#8221; speso da questo governo per le liberalizzazioni di Taxi e Farmacie forse lo poteva spendere per settori ben pi\u00f9 protetti e soprattutti pi\u00f9 importanti per l&#8217;economia nazionale. O no?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Il cuoco ritiene che si debba liberalizzare a pi\u00f9 non posso. Il principio \u00e8 semplice. Da una parte ci sono i fornitori dei servizi e i produttori, dall&#8217;altra gli utenti e i consumatori. Col tempo i primi si sono organizzati per ridurre la competizione e per rendere i loro prezzi pi\u00f9 alti che in un mercato del tutto competitivo. Sia chiaro la competizione \u00e8 molto faticosa. 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