{"id":547,"date":"2012-02-03T17:40:11","date_gmt":"2012-02-03T15:40:11","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/?p=547"},"modified":"2012-02-03T17:40:11","modified_gmt":"2012-02-03T15:40:11","slug":"quante-balle-sul-posto-fisso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/2012\/02\/03\/quante-balle-sul-posto-fisso\/","title":{"rendered":"Quante balle sul posto fisso"},"content":{"rendered":"<p>Se c\u2019\u00e8 una cosa con cui non si creano posti di lavoro sono le balle. E la politica economica ne ha raccontate a non finire. Ecco perch\u00e9 Mario Monti ha fatto bene, benissimo a spendere un po\u2019 del suo consenso dicendo la verit\u00e0: ragazzi scordatevi il posto fisso.<br \/>\nUn altro professore, con un tono se vogliamo un po\u2019 da maestrino, disse anni fa una cosa piuttosto simile: i trentenni che belli e pasciuti sono ancora a casa con i loro genitori sono dei bamboccioni.<\/p>\n<p>Prima colossale balla: il lavoro \u00e8 un diritto. Certo c\u2019\u00e8 la Costituzione, ci sono decenni di sociologia e di \u00abbuonismo alla cio\u00e8\u00bb. Il lavoro \u00e8 piuttosto un dovere. Un dovere che si conquista, che ci completa e che ci permette di vivere. Ma l\u2019idea che il lavoro sia dovuto (e poi da chi?) \u00e8 l\u2019utopia di una societ\u00e0 pianificata e dunque povera. Ci sono i diritti sul lavoro. \u00c8 ovvio. Il lavoro non si crea dal nulla. Lo forniamo a delle imprese, che grazie al nostro lavoro prosperano. Se bastoniamo le imprese, il lavoro semplicemente scompare. In effetti esiste un lavoro che non \u00e8 legato all\u2019efficienza del mercato: \u00e8 quello pubblico. Pi\u00f9 di 3,5 milioni di dipendenti pubblici, anche se spesso lo dimenticano, sono al servizio dei contribuenti che li remunerano. Ma il rapporto tra committente (noi) e dipendenti (pubblici) si \u00e8 talmente scollegato che non vi \u00e8 pi\u00f9 alcuna sana relazione tra i primi e i secondi. D\u2019altronde essendo la remunerazione (non il posto in s\u00e9, che \u00e8 fisso) legata a decisioni pubbliche e politiche diventa inevitabile la nostra irrilevanza come cittadini nel determinare l\u2019efficienza della macchina lavorativa.<\/p>\n<p>Seconda balla: senza posto fisso non esiste un futuro. \u00c8 esatto il contrario. Da circa vent\u2019anni l\u2019impresa italiana \u00e8 allergica al posto fisso. Per il semplice motivo che l\u2019impresa italiana non ha essa stessa alcuna garanzia di poter continuare ad operare nel tempo. Le imprese non sono eterne. La capacit\u00e0 degli imprenditori che sono sul mercato non \u00e8 solo quella di vendere prodotti apprezzati con guadagno, ma soprattutto quella di riuscire a farlo per un periodo lungo. Siamo sicuri che Apple tra vent\u2019anni sar\u00e0 di successo come oggi? Ce lo auguriamo, ma non \u00e8 certo. Erano forse sicuri i finlandesi che la loro Nokia avrebbe continuato in eterno ad essere leader dei telefonini? Forse s\u00ec, ma avrebbero sbagliato. Per farla breve: le imprese nascono e muoiono, prosperano e vanno in crisi, a tassi molto pi\u00f9 rapidi che nel passato. Immaginare di poter legare la propria fortuna lavorativa a una sola impresa \u00e8 oggi materia per folli. Quando mio figlio scambi\u00f2 un\u2019impresa per la pubblica amministrazione, parafrasando Oliver Sacks. Trattasi di medesima malattia mentale che deforma le percezioni della realt\u00e0.<\/p>\n<p>Terza balla: la mancanza di prospettiva lavorativa brucia la nostra giovent\u00f9. Siamo tutti preoccupati per i nostri figli senza lavoro. Trattasi, per carit\u00e0, di un bel problema. Ma in Italia lavorano in pochi. Abbiamo il tasso di occupazione pi\u00f9 basso d\u2019Europa. Se dovessimo fare come gli altri, dovremmo avere la bellezza di sette milioni di occupati in pi\u00f9 (su circa 23 che gi\u00e0 lavorano). In Italia lavorano in pochi e si lavora poco. I giovani avranno i loro bei problemi. Ma i cinquantenni le cui imprese sono fallite? I cinque milioni di paria-subordinati che lo stato tassa come se fossero Rockerduck e che obbliga ad accantonare contributi per pensioni che non avranno mai? Insomma ci innamoriamo sempre di un\u2019idea politicamente corretta: la donne che non lavorano, i giovani costretti a casa. Tutto vero. Ma in questo paese la fascia di coloro che non hanno un\u2019occupazione \u00e8 perfettamente trasversale. Se si utilizzassero le curve del benessere di Rawls (un pericoloso progressista) si potrebbe anzi dire che a soffrire maggiormente della mancanza di lavoro sono i maschi, in et\u00e0 adulta e capofamiglia: sono coloro che hanno pi\u00f9 da perdere senza il lavoro.<\/p>\n<p>Quarta balla, che piace molto al sindacato. Toccare l\u2019articolo 18 et similia non migliora la situazione, abbassa per tutti l\u2019asticella dei diritti. L\u2019idea, di chi non ha mai lavorato, \u00e8 che il lavoro e l\u2019economia si reggano su decisioni pubbliche. Stabilisco che detta fabbrica (Termini Imerese per dirne una) debba continuare a produrre le auto nonostante l\u2019azienda la voglia chiudere. Stabilisco che talaltro imprenditore non possa spostare la sua produzione in paesi confinanti con un decreto legge. L\u2019idea, insomma, che lo Stato conservi i posti di lavoro per conto di terzi.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 che la via per la schiavit\u00f9, questa \u00e8 la strada adottata negli ultimi cinquant\u2019anni per portare sull\u2019orlo del fallimento il nostro paese. La politica industriale, in poche parole, \u00e8 una grande fregnaccia: \u00e8 lo strumento con il quale la politica maschera la propria volont\u00e0 di controllo sul mercato, attraverso una locuzione forbita. Sia chiaro lo Stato \u00e8 indispensabile. Alcune scelte strategiche si debbono fare (mettersi nelle condizioni di avere energia a bassi prezzi \u00e8 una di queste), ma ritenere che a Roma qualcuno possa azzeccare la futura evoluzione del mercato meglio degli imprenditori stessi \u00e8 pura follia.<\/p>\n<p>Ha ragione Monti: il posto fisso \u00e8 morto. Purtroppo non si pu\u00f2 dire altrettanto della nostre politiche economiche che sono fisse da cinquant\u2019anni.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Se c\u2019\u00e8 una cosa con cui non si creano posti di lavoro sono le balle. E la politica economica ne ha raccontate a non finire. Ecco perch\u00e9 Mario Monti ha fatto bene, benissimo a spendere un po\u2019 del suo consenso dicendo la verit\u00e0: ragazzi scordatevi il posto fisso. Un altro professore, con un tono se vogliamo un po\u2019 da maestrino, disse anni fa una cosa piuttosto simile: i trentenni che belli e pasciuti sono ancora a casa con i loro genitori sono dei bamboccioni. Prima colossale balla: il lavoro \u00e8 un diritto. 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