{"id":614,"date":"2012-05-04T16:40:03","date_gmt":"2012-05-04T14:40:03","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/?p=614"},"modified":"2012-05-04T16:40:04","modified_gmt":"2012-05-04T14:40:04","slug":"le-tasse-bergamo-e-i-fucili","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/2012\/05\/04\/le-tasse-bergamo-e-i-fucili\/","title":{"rendered":"Le tasse, Bergamo e i fucili"},"content":{"rendered":"<p>Sequestrare 15 persone e imbracciare un fucile all\u2019interno dell\u2019Agenzia delle Entrate, \u00e8 una mossa che non ha scusanti. In uno stato di diritto si pu\u00f2 tollerare la violenza in nessun caso. Ci\u00f2 che si pu\u00f2 e si deve fare \u00e8 per\u00f2 interrogarsi sui motivi di questa febbre che sta investendo l\u2019Italia: da sud a Nord, da poveri a ricchi, da piccoli a grandi. Nessuna giustificazione, ma qualche ragionamento \u00e8 necessario farlo.<br \/>\n1. Diciamolo con chiarezza. Fino a pochi anni fa in Italia le tasse si riuscivano a tollerare. In parte perch\u00e9 il mercato tirava. In parte perch\u00e9 erano meno asfissianti. E in parte perch\u00e9 erano in qualche misura eludibili. Tasse, multe, sanzioni, tariffe erano sulla carta micidiali, ma alla fine si trovava un ragionevole e spesso celato accordo di non belligeranza con l\u2019esattore, cio\u00e8 lo Stato. Il paradosso era che il legislatore inaspriva pene e aliquote, e il contribuente fischiettando faceva finta di crederci: sapendo che avrebbero colpito sempre qualcun altro. Quando grazie a Visco e Tremonti la macchina dell\u2019amministrazione statale si \u00e8 messa a funzionare per davvero non c\u2019\u00e8 stato pi\u00f9 scampo. Le aliquote sono rimaste vessatorie, le multe gigantesche, ma la macchina statale \u00e8 riuscita a farsele pagare. Se vogliamo essere sinceri dobbiamo dunque ammettere, che la crisi fiscale di oggi nasce dalle leggi di ieri che lo Stato \u00e8 riuscito a far rispettare solo oggi.<br \/>\n2. I cittadini contribuenti in questi ultimi mesi se la prendono con il braccio e non con la mente. L\u2019Agenzia delle entrate si occupa di controlli fiscali, fa gli accertamenti. Non \u00e8 infrequente che un suo funzionario faccia il furbetto. E cio\u00e8 metta il presunto evasore nelle condizioni di preferire una transazione, posto che una causa gli costerebbe di pi\u00f9. In questi casi prendersela con il \u00abbraccio\u00bb \u00e8 giustificato. E frenare questo genere di comportamenti (molto pi\u00f9 diffusi di quanto al ministero ritengano) \u00e8 fondamentale. Equitalia \u00e8 soltanto colei che riscuote e lo fa come una macchina da guerra, senza guardare in faccia a nessuno. L\u2019Agenzia delle entrate, il Comune, lo Stato, l\u2019ordine, si rivolgono ad essa per farsi pagare il dovuto.<br \/>\n\u00c8 chiaro dunque come Agenzia (anche se con l\u2019eccezione dei furbetti) ed Equitalia non siano i colpevoli della situazione in cui siamo. Certo potremmo ridurre gli aggi che si fanno riconoscere (pari al 9 per cento). Ma il problema \u00e8 nel manico: nelle leggi che hanno armato costoro e in quelle che hanno stabilito tasse e sanzioni.<br \/>\n3. I politici, quelli locali e quelli nazionali, sono in questo pavidi. Fanno finta che il problema fiscale e sanzionatorio nasca da cattivi comportamenti delle Agenzie. Al contrario nasce da loro. Facciamo l\u2019esempio pi\u00f9 terra terra. Un cittadino non paga una multa. Il comune chiede a Equitalia di farsela riscuotere. Gli interessi sulla multa non li decide Equitalia, ma guarda un po\u2019 il Comune (che spesso applica tassi di interesse del 10 per cento, cinque volte superiori a quelli legali). Alla fine il colpevole della cifrona a cui si \u00e8 arrivati sembra essere Equitalia. Al contrario l\u2019intera responsabilit\u00e0 \u00e8 dell\u2019amministrazione comunale che ha il grilletto della multa facile e sugli interessi non fa sconti. Viene da ridere che poi i Comuni chiedano di disfarsi di Equitalia. Gi\u00e0 lo prevede una legge, fatta da Tremonti. Sapete perch\u00e9 fu votata? Perch\u00e9 ad Equitalia non ne potevano pi\u00f9 delle cartelle pazze. Funziona cos\u00ec. Il cittadino vince un ricorso presso un prefetto o un giudice di pace e non viene comunicato in tempi ragionevoli ad Equitalia. O ancora il cittadino paga in ritardo e non viene comunicato ad Equitalia. L\u2019Ente manda dunque una cartellona al cittadino che si sente giustamente vessato. Ma dovrebbe prendersela con l\u2019assurda burocrazia locale, che funziona ben peggio della macchina ben oliata e micidiale di Equitalia. Il braccio e la mente.<br \/>\n4. La questione dell\u2019Imu \u00e8 in questo senso clamorosa. Sentite cosa ha detto il presidente dell\u2019Anci: \u00abVogliamo che all\u2019Imu venga restituita la sua caratteristica originale e che rimanga sul territorio\u00bb. Poich\u00e9 oggi circa la met\u00e0 del gettito va allo Stato e il resto ai Comuni, questi ultimi si lamentano del fatto di non incassare tutta la pagnotta. Il problema \u00e8 che al contribuente frega poco la cassa in cui confluisce questa imposta patrimoniale; interessa il costo che deve sopportare. Ha ben poco peso sapere che essa sia territoriale o nazionale: ci\u00f2 che ha peso \u00e8 il suo valore assoluto. La battaglia \u00e8 contro l\u2019Imu, non contro chi la incassa. Resta comunque espropriativa anche se ad esigerla fosse Robin Hood.<br \/>\nPerch\u00e9 questo pistolotto sulle procedure, sui regolamenti, sulle diverse agenzie statuali? Perch\u00e9 la rivolta fiscale (pacifica e di diritto) potr\u00e0 andare a segno solo se si hanno chiari gli obiettivi. Essi non sono i burocrati, che avranno pure le loro colpe, ed esercitano i loro compiti spesso in modo troppo \u00abfiscale\u00bb. Ma i politici e i governi che ci hanno riempito la testa sulla necessit\u00e0 di aumentare le imposte. Con la crisi finanziaria hanno progressivamente messo in ordine la loro macchina da guerra burocratica. Che oggi non fa altro che eseguire il compito per cui \u00e8 stata costruita. L\u2019obiettivo restano le leggi, le aliquote, le diverse imposte che paghiamo. Sono loro l\u2019obiettivo della protesta fiscale.<br \/>\nQuel consenso da coro unico a favore della lotta all\u2019evasione ha portato ad armare in questo modo la macchina fiscale. L\u2019evasione non si batte con Equitalia e l\u2019Agenzia delle entrate, ma con la riduzione delle aliquote. Il caso di Bergamo non deve essere giustificato. Ma i politici dovrebbero ricordarsi che molte delle nostre rivoluzioni occidentali sono nate proprio per ragioni fiscali.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Sequestrare 15 persone e imbracciare un fucile all\u2019interno dell\u2019Agenzia delle Entrate, \u00e8 una mossa che non ha scusanti. In uno stato di diritto si pu\u00f2 tollerare la violenza in nessun caso. Ci\u00f2 che si pu\u00f2 e si deve fare \u00e8 per\u00f2 interrogarsi sui motivi di questa febbre che sta investendo l\u2019Italia: da sud a Nord, da poveri a ricchi, da piccoli a grandi. Nessuna giustificazione, ma qualche ragionamento \u00e8 necessario farlo. 1. Diciamolo con chiarezza. Fino a pochi anni fa in Italia le tasse si riuscivano a tollerare. In parte perch\u00e9 il mercato tirava. In parte perch\u00e9 erano meno asfissianti. 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