{"id":636,"date":"2012-05-25T17:32:10","date_gmt":"2012-05-25T15:32:10","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/?p=636"},"modified":"2012-05-25T17:32:10","modified_gmt":"2012-05-25T15:32:10","slug":"i-tedeschi-austeri-e-gli-italiani-voltagabbana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/2012\/05\/25\/i-tedeschi-austeri-e-gli-italiani-voltagabbana\/","title":{"rendered":"I tedeschi austeri e gli italiani voltagabbana"},"content":{"rendered":"<p>La guerra alla Germania \u00e8 stata gi\u00e0 dichiarata da un pezzo. Il problema \u00e8 che l\u2019Italia, come al solito, deve decidere da che parte stare.<br \/>\nRiepilogo delle alleanze passate. Berlusconi imperante, la Germania era il nostro (anzi il loro) migliore alleato. Giornali, opinionisti, economisti e barzellettieri stavano tutti con la \u00abCulona\u00bb. Ma poi davvero il Cav la defin\u00ec cos\u00ec? Vabb\u00e8, importa poco. La storia resta: fino a novembre dell\u2019anno scorso, la Cancelliera tedesca era intoccabile. Giusto il suo rigore. Corrette le sue pretese. Sacrosanto il suo atteggiamento e le risatine sull\u2019Italia dell\u2019odiato Cav. Insomma la strada era quella tedesca. Tanto che lo stesso governo Berlusconi pareva essersene convinto. In un\u2019estate di pasticci e di fuoco aveva anticipato il pareggio di bilancio al 2013, grazie a una manovra di lacrime e sangue. Ma non bast\u00f2. I mercati sembravano impazziti. In realt\u00e0 essi sono molto pi\u00f9 razionali di quanto si ritenga: poich\u00e9 dalle loro scommesse si traggono molti quattrini. E la scommessa all\u2019epoca come oggi era contro l\u2019euro e non contro l\u2019Italia in s\u00e9. Lo spread tra i titoli a dieci anni dell\u2019Italia e quelli della Germania erano schizzati ai massimi. I nostri tassi di interesse a breve toccarono quota 8 per cento. Una tempesta. Si pens\u00f2, anche con qualche buon motivo: \u00e8 tutta colpa del Cavaliere. L\u2019asse con i tedeschi \u00e8 quello giusto. In fondo l\u2019austerity che propongono, e cio\u00e8 di non spendere pi\u00f9 di quanto si incassi, \u00e8 semplice buon senso. Giornali, economisti e barzellettieri sostennero che la tempesta non era quella sull\u2019euro, ma quella sul Cav. Perfetto. Cambiammo presidente del Consiglio e scegliemmo il prototipo del tedesco in Italia. Vi ricordate quando Mario Monti disse, pi\u00f9 o meno, che gli italiani dovevano diventare tutti un po\u2019 pi\u00f9 tedeschi? E i suoi primi viaggi dalla Merkel? Chi meglio dell\u2019ex commissario alla concorrenza, corredato dal suo manipolo di tecnici, poteva dare fiato alla nostra alleanza italo-tedesca? Passano le settimane, il mercato si quieta. Gli spread tornano sotto quota 300, i tassi di interesse a breve su livelli accettabili. Tutto fila liscio come l\u2019olio. Fino a quando, patapumpete: si inizia a ballare di nuovo. \u00c8 la cronaca delle settimane scorse. Ma questa volta il problema non \u00e8 pi\u00f9 nel manico, nel premier. \u00c8 nell\u2019alleanza: nell\u2019ostinazione tedesca a non voler salvare la Grecia, la stessa che esisteva anche ieri. La pretesa di volere il pareggio di bilancio diventa assurda.<br \/>\nEt voil\u00e0, si cambino le alleanze. Basta con la Merkel, il cui fondoschiena si \u00e8 incicciottito per tutti. E la riduzione della spesa pubblica, poi? Si tratta di una fesseria. Scene di trionfo si sono viste per la vittoria di Hollande, un socialista di sinistra che tra i suoi punti qualificanti nel programma ha: abbassare l\u2019et\u00e0 del pensionamento, aumentare le tasse e non farsi vedere a braccetto con la Merkel. Nel giro di poco e con un rapido passo di valzer siamo passati da generosi alleati dei tedeschi a loro nemici convinti. Ma avete letto i giornaloni delle ultime settimane? E gli opinionisti che oggi scoprono la cocciutaggine tedesca dove erano fino a ieri?<br \/>\nEppure le cose che avvengono oggi, si potevano vedere anche ieri. L\u2019euro \u00e8 stato costruito con i piedi. O meglio, con la testa di alcuni funzionari e tecnocrati europei che, come spesso avviene, costringono la realt\u00e0 ai propri modelli. E la Germania ne ha tratto grandi benefici. Noi abbiamo comprato tempo (grazie a tassi di interesse contenuti sul debito) che non abbiamo saputo sfruttare. La bilancia dei pagamenti correnti nel decennio terminato del 2000, era negativa per la Germania per 126 miliardi di euro e positiva per l\u2019Italia di 53. Ci\u00f2 che \u00e8 avvenuto nel decennio dell\u2019euro \u00e8 l\u2019opposto, ma amplificato. L\u2019attivo della bilancia tedesca \u00e8 stato della bellezza di 1.790 miliardi e il nostro passivo per 388.<br \/>\nLa Germania degli affari ha tratto grandi guadagni dal mercato e dalla moneta unica. Nel frattempo l\u2019Italia, e non sola, non ha migliorato la sua situazione economica. Questo \u00e8 il grande buco della costruzione dell\u2019euro: permettere una divergenza finanziaria ed economica di queste proporzioni.<br \/>\nLa situazione della Grecia oggi, domani della Spagna, e dopodomani dell\u2019Italia potrebbe essere rappresentata come quella di una rapina. Il rapinatore (oggi Atene) tiene in ostaggio un gruppetto di nazioni (la Spagna, l\u2019Italia, l\u2019eurogruppo), minacciandoli di morte. E l\u00e0 fuori il poliziotto buono, cio\u00e8 la Germania, che grida: spara, spara se hai il coraggio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La guerra alla Germania \u00e8 stata gi\u00e0 dichiarata da un pezzo. Il problema \u00e8 che l\u2019Italia, come al solito, deve decidere da che parte stare. Riepilogo delle alleanze passate. Berlusconi imperante, la Germania era il nostro (anzi il loro) migliore alleato. 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