{"id":666,"date":"2012-07-04T17:27:43","date_gmt":"2012-07-04T15:27:43","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/?p=666"},"modified":"2012-07-04T17:27:43","modified_gmt":"2012-07-04T15:27:43","slug":"i-tagli-di-monti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/2012\/07\/04\/i-tagli-di-monti\/","title":{"rendered":"I tagli di Monti"},"content":{"rendered":"<p>Forza presidente del Consiglio, non molli di un millimetro. E soprattutto fa bene a tenere le carte coperte. I tagli alla spesa pubblica sono cosa buona e giusta. Inaugurare una nuova concertazione su dove, come, quanto e perch\u00e9 si debba tagliare porterebbe ad un solo risultato: il nulla.<br \/>\nI tagli alla spesa pubblica li invocano tutti, ma nessuno veramente li vuole. Siamo un Paese fantastico: i sondaggi dicono che pi\u00f9 dell\u201980 per cento degli italiani ha in odio gli evasori, ma ad evadere sono sempre gli altri. Chiediamo una societ\u00e0 pi\u00f9 meritocratica, ma il merito che attribuiamo a noi stessi \u00e8 sempre di gran lunga superiore a quello degli altri. E cos\u00ec per la spesa pubblica: a parole diciamo di volere il machete, ma quando si tratta di ridurla per davvero invochiamo il bisturi. Viviamo nel miraggio, vedrete quanto se ne parler\u00e0 nelle prossime ore, che per fare un taglio alla spesa sia sufficiente ridurre gli sprechi. Che certo ci sono. E vanno cancellati. Un grande giornalista diceva che in Italia \u00e8 impossibile fare la rivoluzione, perch\u00e9 in fondo ci conosciamo tutti. E cos\u00ec per la spesa pubblica: \u00e8 difficile tagliarla perch\u00e9 un boccone arriva in tutte le famiglie. E quello sprecato, ingiusto, scorretto \u00e8 sempre quello fagocitato dal vicino.<br \/>\nL\u2019ex ministro Giulio Tremonti, a cui non manca una certa perfida astuzia, con la manovra del luglio di un anno fa, ha messo gli italiani davanti a un bivio: o ci decidiamo a tagliare davvero la spesa oppure aumentiamo ancora le tasse. Fate voi. La storia \u00e8 ovviamente pi\u00f9 complicata, ma gli effetti sono banalmente questi. Oggi il governo deve portare a casa risparmi per pi\u00f9 di quattro miliardi nei pochi mesi che restano alla fine dell\u2019anno. Altrimenti dovr\u00e0 aumentare l\u2019Iva. La mossa tremontiana ha il pregio di metterci di fronte alla realt\u00e0: se vogliamo continuare a spendere accomodiamoci, ma il prezzo del pasto questa volta si paga subito.<br \/>\nI tagli alla spesa pubblica non sono un invito a un ballo. Sono interventi nella carne viva del tessuto di questo Paese. Ridurre i pubblici dipendenti, tagliare le Province, ridurre gli autisti delle auto blu, cancellare i micro acquisti locali, sfrondare consulenze e ridurre la spesa per i farmaci sono il contenuto della vuota etichetta \u00abriduzione della spesa pubblica\u00bb. Il governo continui per la sua strada. Se dovesse vincere questa battaglia perderebbe un\u2019ulteriore fetta di consenso, come \u00e8 successo per la riforma pensionistica, ma restituirebbe una prospettiva a questo Paese.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Forza presidente del Consiglio, non molli di un millimetro. E soprattutto fa bene a tenere le carte coperte. I tagli alla spesa pubblica sono cosa buona e giusta. Inaugurare una nuova concertazione su dove, come, quanto e perch\u00e9 si debba tagliare porterebbe ad un solo risultato: il nulla. I tagli alla spesa pubblica li invocano tutti, ma nessuno veramente li vuole. 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