{"id":685,"date":"2012-07-29T21:17:41","date_gmt":"2012-07-29T19:17:41","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/2012\/07\/29\/685\/"},"modified":"2012-07-29T21:13:52","modified_gmt":"2012-07-29T19:13:52","slug":"685","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/2012\/07\/29\/685\/","title":{"rendered":"Non si fa la guerra a Draghi?"},"content":{"rendered":"<p>Mercoled\u00ec scorso, all&#8217;improvviso i mercati, come si dice in gergo, sono girati: tutti<br \/>\nsi sono messi a comprare. Titoli di Stato, azioni, obbligazioni hanno<br \/>\nfatto segnare rialzi a due cifre. L&#8217;euro che viaggiava pericolosamente<br \/>\nsotto quota 1,20 contro il dollaro \u00e8 rimbalzato. \u00c8 bastata una<br \/>\ndichiarazione del presidente della Bce. Ma cosa ha detto di cos\u00ec forte<br \/>\nMario Draghi? Riportiamo fedelmente: \u00abHo un messaggio chiaro da darvi:<br \/>\nnell&#8217;ambito del nostro mandato la Bce \u00e8 pronta a fare tutto il<br \/>\nnecessario a preservare l&#8217;euro\u00bb. E fino a questo punto nulla di nuovo.<br \/>\nIl governatore aveva detto pi\u00f9 o meno le stesse cose in un&#8217;intervista<br \/>\nrilasciata nel fine settimana a Le Monde. Non aveva sortito gli effetti<br \/>\nsperati: alla riapertura dei mercati di luned\u00ec, essi avevano continuato<br \/>\nper la loro strada in discesa. Ci\u00f2 che ieri ha contato davvero \u00e8 la<br \/>\nseconda parte della dichiarazione di Mr. Euro. Questa: \u00abCredetemi: sar\u00e0<br \/>\nabbastanza. Se il premio pagato sul funding governativo impedisce la<br \/>\ntrasmissione della politica monetaria, allora questo rientra nel nostro<br \/>\nmandato\u00bb.<br \/>\n\u00c8 il bazooka della Bce, sono le armi non convenzionali. Detto in parole<br \/>\nsemplici, ieri gli speculatori si sono presi una fifa blu. Il loro<br \/>\ntimore \u00e8 che la banca centrale si possa mettere a stampare moneta per<br \/>\ncontrastare le vendite al ribasso sui titoli di Stato dell&#8217;area euro.<br \/>\nDraghi per la prima volta ha detto esplicitamente che potrebbe<br \/>\nutilizzare questa arma se costretto e che il suo utilizzo non sarebbe in<br \/>\ncontrasto con il dettato statutario della banca che presiede. Vedremo<br \/>\ntra poco che la cosa non \u00e8 cos\u00ec semplice, ma quel che conta \u00e8 che i<br \/>\nmercati e i ribassisti ci hanno creduto. Eccome. Tanto pi\u00f9 che l&#8217;uscita<br \/>\ndi Draghi sembra in contrasto con quelle dell&#8217;ultimo incontro della<br \/>\nbanca centrale in cui si disse che era da considerarsi impossibile un<br \/>\nintervento attivo della banca nel fondo anti-spread di cui si era<br \/>\ndiscusso al vertice europeo. Evidentemente qualcosa \u00e8 cambiato nel<br \/>\nfrattempo.<br \/>\nC&#8217;\u00e8 un vecchio detto della finanza americana: \u00abNever fight the Fed\u00bb. Non<br \/>\nfare mai la guerra contro la banca centrale americana, perch\u00e9 la perdi.<br \/>\nDraghi ieri ha fatto intendere che la storiella potrebbe valere anche<br \/>\nper l&#8217;euro. Al prossimo incontro del due agosto capiremo meglio quali<br \/>\narmi non convenzionali verranno messe in campo. Ma soprattutto quanto<br \/>\nl&#8217;area tedesco-centrica consentir\u00e0 il loro utilizzo. Draghi \u00e8<br \/>\nconsiderato, come Monti, il pi\u00f9 tedesco degli italiani. Ma anche il pi\u00f9<br \/>\nvicino alle richieste che arrivano da oltreoceano. E non \u00e8 un mistero<br \/>\nche il presidente degli Stati Uniti, in attesa di rielezione, e il suo<br \/>\ngovernatore centrale, sono mesi che chiedono all&#8217;Europa di muoversi<br \/>\nsenza indugi nella difesa dell&#8217;euro.<br \/>\nSenza tanti giri di parole ieri gli speculatori hanno iniziato a temere<br \/>\nche la banca di Francoforte possa mettersi a comprare direttamente<br \/>\ntitoli di Stato dei Paesi periferici (Italia e Spagna) per calmare la<br \/>\nfuria ribassista dei mercati. Se cos\u00ec dovesse essere (non \u00e8 ovviamente<br \/>\ndetto e lo sapremo solo dopo il due agosto) il mercato far\u00e0 un rimbalzo<br \/>\ndeciso. Stampare moneta (gli Stati Uniti lo stanno facendo ormai da<br \/>\nanni) in un ambiente economico e finanziario che ha una grande<br \/>\navversione al debito e in cui le produzioni nazionali rallentano non \u00e8<br \/>\nper\u00f2 la soluzione dei problemi.<br \/>\nEsistono due piani: quello finanziario in cui la mossa di Draghi ha un<br \/>\ngrande senso. E quello produttivo in cui essa permette solo di<br \/>\nguadagnare tempo. Vi \u00e8 inoltre un paradosso che spesso sfugge. Il nostro<br \/>\nsistema produttivo pi\u00f9 internazionalizzato e patrimonializzato (non ha<br \/>\ngran bisogno di credito ed esporta una buona quota della sua produzione)<br \/>\noggi non sta soffrendo affatto. Il nostro deficit commerciale nei primi<br \/>\nsei mesi dell&#8217;anno scorso era di 20 miliardi di euro. Quest&#8217;anno \u00e8 stato<br \/>\npari a zero. In parte a causa dalla riduzione dei consumi indotti<br \/>\ndall&#8217;alta tassazione. Ma la fetta pi\u00f9 importante \u00e8 per la ripresa delle<br \/>\nesportazioni che nasce anche dalla svalutazione (circa del dieci per<br \/>\ncento) dell&#8217;euro. La mossa di Draghi, se invece verr\u00e0 portata a termine,<br \/>\nrafforzer\u00e0 la moneta unica.<br \/>\n\u00c8 questo il difficile gioco di interessi in cui siamo finiti. Da una<br \/>\nparte la divisione all&#8217;interno dell&#8217;eurozona sui compiti della sua banca<br \/>\ncentrale. Oggi il pendolo sembra essere finito pi\u00f9 dalla parte di chi<br \/>\nvuole una Bce come prestatore di ultima istanza. E dall&#8217;altra la<br \/>\ndivisione tra produttori virtuosi e Stati spendaccioni. I primi<br \/>\nvorrebbero una moneta stabile e non sopravvalutata con un costo del<br \/>\ncredito decente, i secondi con la loro bulimia fiscale ci hanno messo<br \/>\nnelle condizioni di sperare che si inondino i mercati di liquidit\u00e0,<br \/>\nsvilendo quella merce preziosa e delicata che si chiama moneta.<br \/>\nIn questo la dottrina Merkel \u00e8 comprensibile e apprezzabile. Non<br \/>\npossiamo continuare a pensare che il nostro sistema pubblico sia<br \/>\ncompletamente esentato da un vincolo di bilancio: si ritiene che si<br \/>\npossa spendere a piacimento e pareggiare con maggiori tasse o a debito.<br \/>\nDraghi ha sempre detto, nelle sue considerazioni finali da governatore<br \/>\ndella Banca d&#8217;Italia, di essere dello stesso avviso. Ma oggi si trova a<br \/>\nlanciare una ciambella di salvataggio al sistema che altrimenti<br \/>\ncrollerebbe.<br \/>\nPrimum vivere deinde philosophari.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Mercoled\u00ec scorso, all&#8217;improvviso i mercati, come si dice in gergo, sono girati: tutti si sono messi a comprare. Titoli di Stato, azioni, obbligazioni hanno fatto segnare rialzi a due cifre. L&#8217;euro che viaggiava pericolosamente sotto quota 1,20 contro il dollaro \u00e8 rimbalzato. \u00c8 bastata una dichiarazione del presidente della Bce. Ma cosa ha detto di cos\u00ec forte Mario Draghi? Riportiamo fedelmente: \u00abHo un messaggio chiaro da darvi: nell&#8217;ambito del nostro mandato la Bce \u00e8 pronta a fare tutto il necessario a preservare l&#8217;euro\u00bb. E fino a questo punto nulla di nuovo. 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