{"id":720,"date":"2012-09-04T12:45:24","date_gmt":"2012-09-04T10:45:24","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/?p=720"},"modified":"2012-09-04T12:45:24","modified_gmt":"2012-09-04T10:45:24","slug":"perche-una-piccola-impresa-non-vale-un-sulcis","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/2012\/09\/04\/perche-una-piccola-impresa-non-vale-un-sulcis\/","title":{"rendered":"Perch\u00e8 una piccola impresa non vale un Sulcis"},"content":{"rendered":"<p>Ci sono delle emergenze che sono riconosciute tali dall\u2019universo mondo. E altre, pi\u00f9 gravi, che restano invisibili. Il mondo del lavoro in Italia gira esattamente cos\u00ec. I 500 minatori del Sulcis sono, anche per la spettacolarit\u00e0 della loro protesta, gli \u00abangeli neri\u00bb da mantenere a tutti i costi (beninteso della collettivit\u00e0) esattamente nel loro improduttivo posto di lavoro. Artigiani, commercianti, agricoltori che chiudono battenti restano degli invisibili (a cui si dovrebbero aggiungere anche partite Iva e 50enni senza pi\u00f9 lavoro). Eppure i loro casi sono numericamente e socialmente molto pi\u00f9 pesanti.<br \/>\nNell\u2019ultimo anno sono morte 14mila imprese artigiane. Ovviamente esse sono fatte dall\u2019artigiano, spesso dalla sua famiglia, e dai collaboratori. Converrebbe moltiplicare il numero delle chiusure almeno per tre, per dare una dimensione occupazionale. Nel primo trimestre sempre del 2012 hanno chiuso pi\u00f9 o meno lo stesso numero (13.300) di imprese agricole. L\u2019anno scorso il saldo tra nuove imprese e cessazioni di vecchie nel mondo del commercio (come notava sempre bene Dario Di Vico ieri sul Corriere della Sera) \u00e8 stato negativo: 30.000 esercizi commerciali hanno tirato gi\u00f9 la saracinesca. Si noti bene, i numeri che abbiamo fornito sono quelli ufficiali e rappresentano il saldo netto (chiusure meno aperture di nuove imprese) e per di pi\u00f9 soltanto di comparti ben censiti dalle nostre Camere di commercio.<br \/>\nSi tratta di un fenomeno impressionante. Ma per pochi. In realt\u00e0 la politica (e non solo da oggi) si impressiona poco per emergenze invisibili come queste.<br \/>\nPerch\u00e9 i minatori del Sulcis (non ce ne vogliano, ma \u00e8 l\u2019ultimo caso di industria assistita e improduttiva che viene salvata pro-tempore dai governi) vale pi\u00f9 di bar, falegnami o contadini che saltano?<br \/>\n1. La piccola impresa in Italia, sarebbe meglio dire quella micro, \u00e8 stata bombardata negli ultimi trent\u2019anni da cattiva fama. Un commerciante che chiude (si perdoni la rozzezza dell\u2019analisi, ma si capir\u00e0 solo tra poco il senso) \u00e8 un evasore in meno. Un artigiano che fallisce \u00e8 un vecchio mestiere che non ha saputo innovarsi. E l\u2019agricoltura poi? Con quella tassazione forfettaria che ha come pretende una sia pur minima compassione? Dunque il primo aspetto dell\u2019invisibilit\u00e0 nasce dalla scarsa considerazione etica (verrebbe da dire) che la cultura dominante ha avuto nei confronti della piccola impresa.<br \/>\n2. Un interesse piccolo ma concentrato (i minatori, gli operai della fabbrica tal dei tali) ha pi\u00f9 capacit\u00e0 di influenza sulla politica e sull\u2019opinione pubblica di quanta ne eserciti un interesse molto pi\u00f9 vasto (migliaia di commercianti che chiudono bottega) ma diffuso sul territorio e parcellizzato.<br \/>\n3. \u00c8 di tutta evidenza che per la politica sia molto pi\u00f9 interessante soddisfare la richiesta relativamente piccola di un gruppo ben identificato di persone che le micro richieste diffuse in una categoria. Alle elezioni si va sostenendo di aver salvato una fabbrica, non di aver messo nelle condizioni gli artigiani di non fallire. Per un politico, di qualsiasi gruppo esso sia, \u00e8 pi\u00f9 spendibile aver salvato 500 posti di lavoro che aver fatto riforme che hanno permesso la sopravvivenza di 50mila piccole imprese.<br \/>\n4. La piccola impresa paga il conto di questo paradosso. Citiamo appunto il caso del Sulcis. L\u2019ipotesi di spalmare i 250 milioni di euro di costo annui per la sopravvivenza della miniera sulla bolletta elettrica \u00e8 la lampante dimostrazione di quanto detto prima. Ogni artigiano, diciamo a caso, pagher\u00e0 un centesimo in pi\u00f9 l\u2019elettricit\u00e0 necessaria per la sua attivit\u00e0. Grazie a quel centesimo i 500 del Sulcis potranno continuare a scendere in miniera. A forza di operazioni simili a questa l\u2019artigiano paga una bolletta elettrica che lo mette fuori mercato e crepa. Il caso degli incentivi al fotovoltaico e all\u2019eolico (ben superiori a quelli del Sulcis) porteranno esattamente a tutto ci\u00f2. Soddisfo un\u2019esigenza ben circoscritta ora e distruggo il futuro di molti domani.<br \/>\n5. La classe dirigente non conosce la piccola impresa: si \u00e8 formata sulla Luna, rispetto alla bottega. Quando una bomba scoppia senza fare una strage, la si definisce artigianale. Se davvero lo fosse sarebbe stata perfetta nel suo potenziale omicida. La classe dirigente ha un\u2019idea nel contempo romantica e arcaica della piccola impresa. Pensa che le grandi citt\u00e0 si possano nutrire a chilometri zero, e non capisce che la fatica di un piccolo proprietario terriero non ha nulla a che vedere (sempre con tutto il rispetto) con gli orti maneggiati dai pensionati alla periferia delle citt\u00e0.<br \/>\n6. La microimpresa si ritiene che possa comunque farcela. Insomma \u00e8 vittima della sua presunta forza. \u00c8 condannata dalla sua flessibilit\u00e0 e dalla sua capacit\u00e0 di attutire i colpi. Un quarto dei dipendenti italiani (parliamo di tre milioni di persone) lavorano per imprese con meno di nove addetti. Ebbene, sapete quali sono le imprese che nell\u2019ultimo anno hanno licenziato di meno? Proprio queste ultime. Sono il vero ammortizzatore sociale dell\u2019Italia: pur di non licenziare in una congiuntura come questa stringono la cinghia. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Ci sono delle emergenze che sono riconosciute tali dall\u2019universo mondo. E altre, pi\u00f9 gravi, che restano invisibili. Il mondo del lavoro in Italia gira esattamente cos\u00ec. I 500 minatori del Sulcis sono, anche per la spettacolarit\u00e0 della loro protesta, gli \u00abangeli neri\u00bb da mantenere a tutti i costi (beninteso della collettivit\u00e0) esattamente nel loro improduttivo posto di lavoro. Artigiani, commercianti, agricoltori che chiudono battenti restano degli invisibili (a cui si dovrebbero aggiungere anche partite Iva e 50enni senza pi\u00f9 lavoro). 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