{"id":738,"date":"2012-10-08T15:10:07","date_gmt":"2012-10-08T13:10:07","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/?p=738"},"modified":"2012-10-08T15:10:07","modified_gmt":"2012-10-08T13:10:07","slug":"un-imu-bestiale-e-un-giavazzi-a-repubblica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/2012\/10\/08\/un-imu-bestiale-e-un-giavazzi-a-repubblica\/","title":{"rendered":"Un Imu bestiale e un Giavazzi a Repubblica"},"content":{"rendered":"<p>La zuppa oggi si occupa di una delle mutazioni pi\u00f9 comuni della bestia statuale. E cio\u00e8 la capacit\u00e0 di confondere le carte quando si parla del suo alimento preferito: le nostre tasse. Ieri la rete e le agenzie hanno titolato: \u00abSu Imu possibile intervento entro fine anno\u00bb, oppure \u00abpossibile intervenire con ddl su Imu entro fine anno\u00bb. Il tutto nasce da un\u2019audizione del sottosegretario alle tasse che, su richiesta degli enti locali, sta valutando di aumentare la percentuale dell\u2019odiosa tassa da conferire ai Comuni. Dunque nessuna riduzione, ma una sua diversa attribuzione. Sai che risultato.<br \/>\nCon l\u2019introduzione della patrimoniale sugli immobili, Stato e Comuni incasseranno pi\u00f9 di 20 miliardi di euro. Circa la met\u00e0 verr\u00e0 poi trasferita alle amministrazioni locali. Quindi dieci entrano a Roma e dieci nei Comuni di residenza degli immobili. Cambiare queste proporzioni (che so, attribuire il 70 per cento del gettito agli enti locali e il 30 allo Stato) non muta il risultato finale per il contribuente.<br \/>\nIl gioco, simile a quello delle tre carte, \u00e8 di quelli in cui lo spettatore, cio\u00e8 noi, perdiamo sempre. I dati della raccolta fiscale (da gennaio ad agosto di quest\u2019anno) sono a questo proposito inequivocabili. Gli italiani, in termini assoluti, hanno pagato pi\u00f9 imposte dell\u2019anno scorso, ma hanno consumato molto di meno. Infatti l\u2019imposta principe dei consumi, cio\u00e8 l\u2019Iva, ha fatto registrare un calo di un miliardo tondo di euro. Gli italiani hanno pagato gli alimenti per la bestia e si sono affamati andando a spendere meno. Bel risultato davvero.<br \/>\nMa torniamo alla mutazione di cui parlavamo all\u2019inizio della zuppa. Non \u00e8 di alcun conforto sapere che i Comuni potranno avere una fetta pi\u00f9 grassa di gettito Imu. Prendiamo i numeri del bilancio milanese (che ha il pregio della trasparenza e che dunque serve al nostro scopo, ma che non \u00e8 un caso isolato). Ebbene nelle sue previsioni per l\u2019anno che si sta per chiudere fagociter\u00e0 1,2 miliardi di entrate (di cui pi\u00f9 di 600 derivanti dalla sola Imu). Rispetto al 2011, gli introiti su cui potr\u00e0 contare la giunta Pisapia saranno superiori di 250 milioni. Avete capito bene: nell\u2019anno della crisi e soprattutto grazie all\u2019Imu, Milano incasser\u00e0 pi\u00f9 quattrini che nel 2011. Sull\u2019altra colonna del conto economico, cio\u00e8 quello delle uscite la storia continua come al solito. E cio\u00e8 la spesa pubblica salir\u00e0 di 210 milioni di euro. \u00c8 chiaro il principio. Crescono le tasse e grazie ad esse crescono le spese.<br \/>\nLa bestia occorre affamarla e non sostentarla. Grazie all\u2019Imu, il Comune di Milano spender\u00e0 di pi\u00f9. Non ce l\u2019abbiamo con il solo Comune meneghino, ma con il principio. Quando tutti soffrono, perch\u00e9 lo Stato pu\u00f2 brindare? Le famiglie riducono i consumi, le imprese bruciano i capitali accumulati, mentre lo Stato con una delibera si aumenta i ricavi. \u00c8 una roba da pazzi. Ovviamente nessuno vi cuciner\u00e0 questa pietanza come si permette di fare la zuppa. Si dir\u00e0 che sono risorse aggiuntive per i servizi sociali, per l\u2019assistenza agli anziani, per la tutela dei pi\u00f9 deboli e bla bla bla. Balle. Lo Stato e le sue articolazioni sono bulimiche: e capiscono solo le proprie ragioni. Quale azienda (sono i numeri di Milano) nel 2012 riesce ad aumentare del 20 per cento i propri ricavi? Un\u2019azienda di fenomeni, con un prodotto di eccellenza, e soprattutto in grado di esportarlo in tutto il mondo. Vi sembra questa la situazione del Comune di Milano, vi sembra questa la condizione del nostro apparato pubblico?<br \/>\nP.S. Grandi manovre nei giornali alla ricerca delle penne economiche (nel senso che scrivono di economia) che contano. L\u2019espresso si riporta a casa il sempre informato Vittorio Malagutti dopo un\u2019esperienza al Fatto. Ma il colpo, secondo il tam tam dei professori, \u00e8 quello che riguarda Francesco Giavazzi. Per uno dei pochi liberisti in circolazione sarebbe pronto un posticino di lusso alla Repubblica. Poco da stupirsi. Il quotidiano di Ezio Mauro ha gi\u00e0 in casa un super smithiano come Alessandro de Nicola, nel gruppo circola Luigi Zingales che con il suo Manifesto Capitalista fa parte dei buoni intellettuali della libert\u00e0 e persino Alessandro Penati, il primo ad arrivare, non si pu\u00f2 certo definire uno Statalista. Se anche Giavazzi dovesse far il salto, per i reduci del mercato, al Corrierone non resterebbe che Piero Ostellino. Mica poco, per la verit\u00e0. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La zuppa oggi si occupa di una delle mutazioni pi\u00f9 comuni della bestia statuale. E cio\u00e8 la capacit\u00e0 di confondere le carte quando si parla del suo alimento preferito: le nostre tasse. 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