{"id":742,"date":"2012-10-11T11:28:22","date_gmt":"2012-10-11T09:28:22","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/?p=742"},"modified":"2012-10-11T11:28:22","modified_gmt":"2012-10-11T09:28:22","slug":"monti-aumenta-le-tasse-ma-lo-nasconde","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/2012\/10\/11\/monti-aumenta-le-tasse-ma-lo-nasconde\/","title":{"rendered":"Monti aumenta le tasse. Ma lo nasconde"},"content":{"rendered":"<p>Con la manovra da 12 miliardi varata dal governo pagheremo pi\u00f9 o meno imposte? Chi guadagna e chi perde? Ed \u00e8 utile all\u2019economia? Sono le tre domande chiave che ci si deve sempre porre quando un esecutivo mette mano al suo bilancio che \u00e8 fatto da 800 miliardi spesi in nome nostro e 780 recuperati dalle nostre tasche.<br \/>\nAndiamo dunque per ordine.<br \/>\n1. Con la manovra varata ieri (e i cui dettagli, anche quelli fondamentali, non sono ancora pubblici) la Bestia statale fagocita pi\u00f9 tasse di quelle (gi\u00e0 ingenti) che recuperava dalle nostre tasche. Il conto \u00e8 presto fatto. Grazie alla riduzione dell\u2019imposta sui redditi delle persone fisiche il Tesoro perder\u00e0 cinque miliardi di gettito l\u2019anno. A questo sconto fiscale si deve aggiungere il finanziamento (una tantum e per il 2013) di un fondo (che il medesimo governo aveva svuotato pochi mesi fa) per la riduzione del costo del lavoro, pari a un miliardino. Se ci fermassimo qua ci sarebbe da brindare: il Tesoro rinuncia a 6 miliardi di introiti. Ma ovviamente la storia \u00e8 un\u2019altra. Nello stesso momento in cui con una mano ci d\u00e0 una carezza, con l\u2019altra sferra un cazzotto. Monti e i suoi hanno deciso di aumentare l\u2019Iva di un punto percentuale (si badi bene che l\u2019operazione \u00e8 dovuta a una legge ereditata dal governo Berlusconi che addirittura prevedeva un incremento dell\u2019Iva di due punti). Il che vuol dire un\u2019ipotesi di maggiore gettito per le casse dello Stato di circa 7 miliardi su base annua. Il saldo fa un miliardo di imposte e tasse nette in pi\u00f9. Ma non basta. \u00c8 previsto anche (ma dal 2014) un gettito derivante dalla tassa sulle transazioni finanziarie. Una boiata pensata in Europa (e alla quale pare Monti si fosse opposto, ma con scarsi risultati) che comporter\u00e0 un gettito stimato in un miliardo. Dicono che a pagarla saranno gli speculatori. Buonanotte. Come al solito le imposte vengono traslate sulla parte debole e alla fine il conto lo pagano quei capitali e risparmi che non potranno emigrare laddove il fisco sia pi\u00f9 leggero: e dunque a pagarla saremo noi. Ma la vera botta arriva dal riordino delle detrazioni e deduzioni fiscali: in Italia ce ne sono troppe (720) e valgono pi\u00f9 di 200 miliardi di reddito che non viene, per vari motivi, tassato. Non \u00e8 ancora chiaro quanto e come verranno sforbiciate, ma si parla di un bottino di circa due miliardi. Euro pi\u00f9, euro meno, il saldo finale \u00e8 negativo per il contribuente di 4 miliardi di tasse in pi\u00f9.<br \/>\n2. A perdere maggiormente sembra che siano i pi\u00f9 deboli. Coloro che hanno redditi talmente bassi da essere nella cosiddetta no tax area: sono otto milioni in Italia. Non avranno i benefici della riduzione dell\u2019Irpef, ma pagheranno gli aumenti dell\u2019Iva, che si applica anche a beni non certo di lusso, la cui aliquota sale di un punto. Qualche beneficio (il massimo \u00e8 pari a 280 euro l\u2019anno) arriver\u00e0 a coloro che sono nei due primi scaglioni dell\u2019imposta sui redditi. Sempre che non vengano toccati dalla riduzione di detrazioni e deduzioni. Cosa che al momento non si capisce con esattezza. Per dare un termine di paragone, se l\u2019esecutivo avesse veramente voluto agevolare la vasta platea dei contribuenti (l\u201980 per cento degli italiani ha una casa di propriet\u00e0) avrebbe potuto cancellare l\u2019Imu sulla prima casa. Il gettito della patrimoniale sulla casa \u00e8 di 3,3 miliardi l\u2019anno, la manovra sull\u2019Irpef ne vale 5.<br \/>\n3. Abbiamo visto analiticamente come la manovra consista in un mix di riduzioni e aumenti delle imposte, sbilanciata verso questi ultimi. Il taglietto dell\u2019Irpef produce un effetto ricchezza? Cio\u00e8 predispone i contribuenti a consumare di pi\u00f9? Sembrerebbe di no. Sia per la ridotta entit\u00e0 della riduzione delle aliquote, sia per la loro scarsa visibilit\u00e0 contabile (la si nota in sede di dichiarazione dei redditi una volta l\u2019anno o in modo diluito nei cedolini delle buste paga). Al contrario l\u2019aumento dell\u2019Iva, \u00e8 dimostrato proprio dai dati delle entrate tributarie, ha un effetto annuncio (e concreto) fortissimo. Da gennaioa ad agosto del 2012 (con la prima tranche di aumento Iva gi\u00e0 in corso) abbiamo assistito a una riduzione del gettito per lo Stato di quasi un miliardo. Un effetto Laffer: pi\u00f9 tasso, meno incasso. Certo influenzato anche dalla crisi economica che morde sui redditi disponibili. \u00c8 difficile ritenere che una piccola riduzione Irpef (ripetiamo: benvenuta) riesca a compensare un aumento Iva, nei suoi effetti perversi sulle decisioni di acquisto e consumo degli italiani. Il rischio \u00e8 che il contentino (peraltro mitigato dalla riduzione degli sconti fiscali) serva a nulla. E che la batostina fiscale sulle imposte indirette invece avviti una situazione di sfiducia e alimenti un effetto povert\u00e0 dilagante tra i consumatori-contribuenti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Con la manovra da 12 miliardi varata dal governo pagheremo pi\u00f9 o meno imposte? Chi guadagna e chi perde? Ed \u00e8 utile all\u2019economia? Sono le tre domande chiave che ci si deve sempre porre quando un esecutivo mette mano al suo bilancio che \u00e8 fatto da 800 miliardi spesi in nome nostro e 780 recuperati dalle nostre tasche. Andiamo dunque per ordine. 1. Con la manovra varata ieri (e i cui dettagli, anche quelli fondamentali, non sono ancora pubblici) la Bestia statale fagocita pi\u00f9 tasse di quelle (gi\u00e0 ingenti) che recuperava dalle nostre tasche. Il conto \u00e8 presto fatto. 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