{"id":761,"date":"2012-10-23T11:28:13","date_gmt":"2012-10-23T09:28:13","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/?p=761"},"modified":"2012-10-23T11:28:13","modified_gmt":"2012-10-23T09:28:13","slug":"i-politici-e-le-18-ore-dei-prof","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/2012\/10\/23\/i-politici-e-le-18-ore-dei-prof\/","title":{"rendered":"I politici e le 18 ore dei Prof"},"content":{"rendered":"<p>Il ministro dell&#8217;Istruzione, Profumo, ha inserito nell&#8217;ultima legge di stabilit\u00e0 l&#8217;aumento, a parit\u00e0 di stipendio, dell&#8217;orario di lavoro per professori di scuola. La legge prevede il passaggio da 18 ore settimanali a 24. In cambio i professori otterrebbero 15 giorni di vacanze in pi\u00f9 all&#8217;anno.<br \/>\nSi tratta di una buona proposta. Ed \u00e8 precisamente per questo motivo che essa non passer\u00e0. Il coro dei contrari \u00e8 unanime: dai professori ai sindacati. Dal Pd al Pdl. In un momento in cui a tutti \u00e8 chiesto un grande sacrificio, la casta delle nostre scuole non ci sta. Appoggiata dalla politica che la considera, proprio per la sua numerosit\u00e0, un bacino elettorale da non contrariare. I contribuenti sopportano pi\u00f9 tasse, hanno meno detrazioni, le imprese pagano pi\u00f9 che nel resto d&#8217;Europa, le aziende private sono costrette a fare contratti di solidariet\u00e0, le fabbriche chiudono, abbiamo almeno un milione di pensionati (tra esodati e ricongiunzioni onerose) in ambasce, ma i nostri professori considerano un loro diritto intoccabile lavorare 18 ore alla settimana. E l&#8217;aumento di sei ore viene considerato pericoloso. Per essere precisi un insegnante di italiano lavora circa 700-800 ore l&#8217;anno, per 165-175 giorni. Fate un conto su voi stessi.<br \/>\nSindacati e professori dicono che lavorano anche al di fuori dell&#8217;aula. Sacrosanto. Ma per quale motivo non hanno mai voluto quantificarlo nei loro contratti collettivi? Per quale motivo la maggioranza dei nostri insegnanti gode di fatto di pi\u00f9 ferie di quante essi avrebbero sulla carta? Motivo per il quale possono allegramente considerare l&#8217;aumento delle ferie proposto dal governo (da 35 giorni a 50) non come un miglioramento della loro vita lavorativa, ma come qualcosa che gi\u00e0 hanno in tasca.<br \/>\nCosa insegna questa storia?<br \/>\nInsegnanti, politici e sindacati come prima cosa obiettano che con questo innalzamento dell&#8217;orario di lavoro, verrebbero meno le necessit\u00e0 di supplenza e dunque ci sarebbe minore necessit\u00e0 di ricorrere a insegnanti precari per coprire i buchi. \u00c8 precisamente il motivo per cui Profumo ha pensato la norma: i dipendenti pubblici lavorino di pi\u00f9, cos\u00ec da contribuire alla riduzione dei costi dello Stato. Questa obiezione tradisce il senso ultimo delle palle ideologiche sulla formazione che si sentono in giro. La pubblica istruzione non \u00e8 pensata per le generazioni future, ma come ammortizzatore sociale per il lavoro. Ci\u00f2 che contano non sono gli studenti e la qualit\u00e0 dell&#8217;istruzione, ma la possibilit\u00e0 di impiegare pi\u00f9 personale. Almeno abbiate il coraggio di dirlo chiaramente, senza ipocrisie: la scuola non serve a formare studenti, ma a generare posti di lavoro. Qualche sospetto lo avevamo da tempo: dietro a tante belle questioni pedagogiche, il passaggio alle tre maestre elementari poggiava le sue radici pi\u00f9 profonde e nobili nella necessit\u00e0 di triplicare le cattedre.<br \/>\nLa scuola \u00e8 l&#8217;ultimo residuo del consociativismo che ha generato irresponsabilmente il nostro debito pubblico. Sinistra e destra a parole dicono che si deve investire nel futuro dei giovani, in pratica perseguono solo il loro interesse clientelare e corporativo di coccolare una vasta base elettorale, che soprattutto in campagna elettorale \u00e8 molto utile. I politici, per la gran parte contrari all&#8217;innalzamento dell&#8217;orario di lavoro, cadono in una contraddizione clamorosa. Da una parte si mostrano indignati per gli aumenti della pressione fiscale e dall&#8217;altra ne sono responsabili mettendosi contro ad ogni tentativo serio di taglio e riorganizzazione della spesa pubblica.<br \/>\n<strong>L&#8217;ultima considerazione riguarda quei numerosi professori che ancora svolgono il loro dovere con coscienza e seriet\u00e0.<\/strong> Che gi\u00e0 oggi lavorano 24-30 ore alla settimana, senza alcun riconoscimento pubblico, che amano i loro studenti e la propria missione. E che vedono la professione schiacciata da un conformismo al ribasso in cui ai diritti sindacali non corrisponda alcun dovere educativo. Dal punto di vista lavorativo sono proprio costoro i primi a pagare il micidiale accordo consociativo basato sullo scambio: poco lavoro, poco stipendio.<br \/>\nE gli studenti? A no, quelli non contano. Sono solo uno strumento di lavoro.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Il ministro dell&#8217;Istruzione, Profumo, ha inserito nell&#8217;ultima legge di stabilit\u00e0 l&#8217;aumento, a parit\u00e0 di stipendio, dell&#8217;orario di lavoro per professori di scuola. La legge prevede il passaggio da 18 ore settimanali a 24. In cambio i professori otterrebbero 15 giorni di vacanze in pi\u00f9 all&#8217;anno. Si tratta di una buona proposta. Ed \u00e8 precisamente per questo motivo che essa non passer\u00e0. Il coro dei contrari \u00e8 unanime: dai professori ai sindacati. Dal Pd al Pdl. In un momento in cui a tutti \u00e8 chiesto un grande sacrificio, la casta delle nostre scuole non ci sta. Appoggiata dalla politica che la [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/2012\/10\/23\/i-politici-e-le-18-ore-dei-prof\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":11,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[6749],"tags":[13000,7204,11968,46],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/761"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/wp-json\/wp\/v2\/users\/11"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=761"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/761\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":762,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/761\/revisions\/762"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=761"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=761"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=761"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}