{"id":769,"date":"2012-11-01T17:39:25","date_gmt":"2012-11-01T16:39:25","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/?p=769"},"modified":"2012-11-01T17:39:25","modified_gmt":"2012-11-01T16:39:25","slug":"la-retromarcia-sullirpef","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/2012\/11\/01\/la-retromarcia-sullirpef\/","title":{"rendered":"La retromarcia sull&#8217;Irpef"},"content":{"rendered":"<p>In fondo i Parlamenti sono nati proprio per quel motivo. Controllare che i sovrani non esagerassero con tasse e gabelle. Anche le nostre alte Camere stanno cercando di migliorare l\u2019impatto della cosiddetta legge di stabilit\u00e0, approvata dal Governo. Vediamo cosa sta succedendo. Secondo le prime indiscrezioni l\u2019esecutivo ha accettato di mantenere immutata l\u2019aliquota Iva del 10%, e limitare l\u2019aumento a quella del 21. Sarebbe disponibile (ma il condizionale \u00e8 d\u2019obbligo) a cancellare i tagli retroattivi alle detrazioni e alle deduzioni fiscali. E in pi\u00f9 metterebbe un po\u2019 di risorse a riduzione del cosiddetto cuneo fiscale (la differenza tra il lordo e il netto in busta paga per un dipendente). Per finanziare tutto ci\u00f2 si rimangia la riduzione delle due prime aliquote Irpef, che avrebbero comportato un costo per il Tesoro vicino ai 5 miliardi di euro. Mal contati si pu\u00f2 dire che un paio di miliardi vanno al congelamento dell\u2019aliquota Iva, e il resto tra cuneo fiscale e mancata retroattivit\u00e0.<br \/>\nEvidentemente la pressione del Pdl (Renato Brunetta, relatore della legge, si \u00e8 molto dato da fare), le dichiarazioni guerreggianti di Berlusconi, e le richieste anche del Pd, hanno sortito qualche effetto. Cosa succede ora? Poco dal punto di vista delle tasche degli italiani. Il governo infatti non ha intenzione di cedere sul risultato finale (i saldi) e dunque vuole portare a casa una manovra da 13 miliardi di euro. Ci\u00f2 che con una mano restituisce (Iva) con l\u2019altra toglie (Irpef).<br \/>\nProbabilmente dal punto di vista economico generale la scelta \u00e8 giusta. L\u2019aumento dell\u2019Iva sarebbe stato generalizzato e avrebbe colpito specialmente la nostra piccola impresa. Ridurre le tasse sui redditi resta un obiettivo, che certo non deve essere rinnegato. \u00c8 sacrosanta l\u2019idea di fondo secondo la quale la crescita parte dalle imprese e dal lavoro. Ridurre il cuneo fiscale, e cio\u00e8 aumentare il netto in busta paga, ha un effetto superiore al taglio dell\u2019Irpef. Ed \u00e8 virtuoso, poich\u00e9 si concentra sui settori produttivi. Se a ci\u00f2 si sommano gli 1,2 miliardi messi a disposizione per la produttivit\u00e0 (a questo proposito converrebbe che Confindustria e sindacati non facciano papocchi corporativi) si d\u00e0 un segnale forte al mercato.<br \/>\nResta una considerazione, amara, di fondo. Se si rischia una pallottola e ti arriva un ceffone, si va al bar a brindare. \u00c8 la situazione dei contribuenti italiani: tutti, dalle imprese ai consumatori. La manovra resta recessiva, perch\u00e9 ancora fondata su nuove e maggiori tasse. Sar\u00e0 forse accomodata. Ma parliamo pur sempre di un inasprimento della pressione fiscale da bestia ingorda.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>In fondo i Parlamenti sono nati proprio per quel motivo. Controllare che i sovrani non esagerassero con tasse e gabelle. Anche le nostre alte Camere stanno cercando di migliorare l\u2019impatto della cosiddetta legge di stabilit\u00e0, approvata dal Governo. Vediamo cosa sta succedendo. Secondo le prime indiscrezioni l\u2019esecutivo ha accettato di mantenere immutata l\u2019aliquota Iva del 10%, e limitare l\u2019aumento a quella del 21. Sarebbe disponibile (ma il condizionale \u00e8 d\u2019obbligo) a cancellare i tagli retroattivi alle detrazioni e alle deduzioni fiscali. E in pi\u00f9 metterebbe un po\u2019 di risorse a riduzione del cosiddetto cuneo fiscale (la differenza tra il lordo [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/2012\/11\/01\/la-retromarcia-sullirpef\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":11,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[6749],"tags":[3167,102],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/769"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/wp-json\/wp\/v2\/users\/11"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=769"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/769\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":770,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/769\/revisions\/770"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=769"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=769"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=769"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}