{"id":775,"date":"2012-11-09T15:56:56","date_gmt":"2012-11-09T14:56:56","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/?p=775"},"modified":"2013-03-01T12:55:04","modified_gmt":"2013-03-01T11:55:04","slug":"il-socialismo-di-mercato-e-una-balla","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/2012\/11\/09\/il-socialismo-di-mercato-e-una-balla\/","title":{"rendered":"Il socialismo di mercato \u00e8 una balla"},"content":{"rendered":"<p>Eiste una via morbida al socialismo? Ha senso parlare di socialismo di mercato? Si pu\u00f2 coniugare l\u2019intervento dello Stato con il regolare funzionamento dell\u2019istituzione principe dei liberali? Pare proprio di no. Almeno per de Soto. L\u2019editore Solfanelli ha avuto il grande merito di pubblicare in Italia <em>Socialismo, calcolo economico e imprenditorialit\u00e0 <\/em>dell\u2019accademico spagnolo. Si tratta di un testo bellissimo. Ha un corpo centrale piuttosto tecnico. Ma non spaventatevi. De Soto (come dimostra anche il suo recente libro edito dalla Rubbettino, <em>Moneta, credito e cicli economici<\/em>) ha il dono della chiarezza. Scrive in modo limpido; ci conduce per mano nei segreti della scuola austriaca. Ricorda Hayek e Mises come farebbe uno di quei testi informatici per dummies. Il punto fondamentale resta la definizione precisa di socialismo come \u00abrestrizione o aggressione istituzionale contro il libero esercizio dell\u2019azione umana\u00bb che si suole giustificare \u00aba livello popolare, politico e scientifico, come sistema capace di migliorare il funzionamento della societ\u00e0\u00bb. Per uno studioso della scuola austriaca \u00e8 una posizione inconcepibile. La societ\u00e0 per costoro \u00e8 un processo, \u00abcio\u00e8 una struttura dinamica di tipo spontaneo\u00bb. Ogni intervento modifica il gioco degli incentivi e soprattutto compromette le informazioni che sono diffuse, in modo non pianificabile, tra milioni di attori (molto interessante ed italiano il paragrafo che denuncia l\u2019economia sommersa come frutto marcio del socialismo). Non esiste una versione decaffeinata della pianificazione. Il virus o \u00e8 presente o \u00e8 assente. \u00abQuello che i socialisti di mercato non capiscono \u00e8 che non si pu\u00f2 esercitare impunemente la violenza sistematica contro l\u2019essenza pi\u00f9 profonda dell\u2019essere umano: la sua capacit\u00e0 di agire liberamente in qualsiasi circostanza concreta di tempo e di luogo\u00bb. Il socialismo \u00e8 inoltre un \u00aberrore intellettuale poich\u00e8 \u00e8 teoricamente impossibile che i comportamenti sociali si possano adattare mediante un sistema di coazione istituzionale contro la libera interazione umana\u00bb. L\u2019idea che spesso i nostri politici di destra e di sinistra hanno di giustificare le loro, evidentemente scarse, convinzioni ideali, \u00abammorbidendo\u00bb il socialismo con dosi di mercato, o al contrario mortificando il mercato con dosi di pianificazione sociale, non sono altro che un trucco. Si prega di leggere De Soto prima di somministrarci la palla (teorica e pratica) del socialismo di mercato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Eiste una via morbida al socialismo? Ha senso parlare di socialismo di mercato? Si pu\u00f2 coniugare l\u2019intervento dello Stato con il regolare funzionamento dell\u2019istituzione principe dei liberali? Pare proprio di no. Almeno per de Soto. L\u2019editore Solfanelli ha avuto il grande merito di pubblicare in Italia Socialismo, calcolo economico e imprenditorialit\u00e0 dell\u2019accademico spagnolo. Si tratta di un testo bellissimo. Ha un corpo centrale piuttosto tecnico. Ma non spaventatevi. 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