{"id":780,"date":"2012-11-13T11:32:06","date_gmt":"2012-11-13T10:32:06","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/?p=780"},"modified":"2012-11-13T12:52:22","modified_gmt":"2012-11-13T11:52:22","slug":"quel-disastro-di-apple","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/2012\/11\/13\/quel-disastro-di-apple\/","title":{"rendered":"Quel disastro di Apple"},"content":{"rendered":"<p>Apple vale oggi il doppio della Borsa italiana. Quando il cuoco inizi\u00f2 a comprare i primi computer della mela, un secolo fa, il valore di Apple era al lumicino e la forza della sua memoria era 512k. Oggi vi dico perch\u00e8 Apple \u00e8 un disastro. E se non recupera in fretta i primi ad abbondanarla saremo noi suoi originali amanti.<br \/>\nIn fondo \u00e8 la storia tipica di chi \u00e8 cresciuto troppo e non ha saputo mantenere il suo spirito originario. Si tratta di una zuppa autobiografica e dunque spero che i commensali mi scuseranno. Ma credo che la materia possa essere di interesse generale.<br \/>\nInsomma la forza della mela era la sua semplicit\u00e0 e il pensare differente. Quel mito del suo fondatore butt\u00f2 all&#8217;aria la tradizione, se ne freg\u00f2 di quell&#8217;orribile linguaccio per addetti ai lavori che era il Dos, ci regal\u00f2 il mouse e ci spieg\u00f2 che per usare un computer non era necessario essere degli ingegneri. Si invent\u00f2 le icone, costru\u00ec la gerarchia dei software pensando alla nostra scrivania e ai nostri cassetti. E poi, quando tutti arrivarano sui suoi passi, ne fece uno ancora pi\u00f9 lungo. Intu\u00ec che le macchine con cui si lavora possono anche essere belle, di design. Cap\u00ec che la musica si poteva portare in giro. E infine che un hard disk poteva essere colorato e suonare bene.<br \/>\nE arriviamo al piccolo caso personale. Il giorno del mio compleanno decido, sbagliando, di spendere il doppio di quanto avrei dovuto (se avessi preso un windows qualsiasi) per cambiare il mio imac. Ne compro uno nuovo alla Mondadori per la bellezza di 1663 euro. Trattasi per il sosttoscritto di strumento di lavoro. E di vecchia passione.<br \/>\nIniziano i guai. I nuovi mac non sono pi\u00f9 come quelli di un tempo, il loro software \u00e8 molto pi\u00f9 complicato, il finder incasinato. Ma insomma tutte cose che gi\u00e0 sapevo. Ci\u00f2 che non mi era chiaro \u00e8 che il computer si appannasse come il parabrezza di una macchina. Il problema \u00e8 che ci\u00f2 avviene e poi se ne va. Grazie al cielo documentata la cosa con varie foto, mi rivolgo all&#8217;assistenza. Sono passati 40 giorni e qualche telefonata, ma tutto \u00e8 fermo l\u00ec. Con le nuvolette (non quelle complicate e assurde di icloud, beato chi lo capisce) sullo schermo che vengono e vanno. E con un gentile operatore che un giorno, dopo previa avvertenza di farmi una domanda indiscreta, mi chiese persino se qualcuno fumava vicino al computer. E se anche fosse? Forse dovremmo iniziare a scrivere sulle Marlboro: nuocciono gravemente alla salute degli Imac.<br \/>\nOvviamente con quel computer ci lavoro, ci scrivo la zuppa, ci vedo le clip per la Sette e insomma mica posso fermarmi. E in fondo anche in auto guido, per qualche minuto, con i vetri appannati.<br \/>\nNel frattempo mi accorgo che il sistema operativo per il computer comprato a fine settembre non \u00e8 aggiornato all&#8217;ultima versione. Chiamo l&#8217;assistenza al numero verde. E attenzione qua arriva il bello, o il peggio visto che mi ricorda il centralino delle Fs, ma di qualche anno fa.<br \/>\nPrima di tutto siate certi che un operatore non sar\u00e0 libero prima della ottavo-decimo tentativo di telefonata (sono sempre stato sfortunato e a ore diverse?). Il sistema poi non vi mette in attesa, ma dice in automatico: gli operatori sono occupati, richiamate pi\u00f9 tardi. Click. Quando si richiama pi\u00f9 tardi e si ha la fortuna di non essere mozzati dal disco si attende il gentile operatore. Che per\u00f2 \u00e8 ancora un disco. E che chiede per quale motivo siete in assistenza. Digitate il vostro settore (a cui raramente  si viene indirizzati) e poi vi viene chiesto il codice identificativo del prodotto per cui chiamate. Attenzione ad averlo sempre con voi. Circa una quindicina di caratteri. Lo dite, come un cretino, al sistema, che ovviamente, come un cretino, non lo recepisce. Vi passano un operatore a cui dovete dare il suddeto codice e poi nome e cognome e poi la vostra mail (che deve essere quella che da qualche parte loro hanno registrato). Dopo questa spassosa trafila burocratica che dura svariati minuti e telefonate andate a vuoto siete pronti ad esporre il problema: Senta ho comprato un pc nuovo, ma ha il software vecchio come mai?. Ahhhhh ahhha dovete mandarci la prova di acquisto e fare una procedura sul sito apple. Ovviamente quel codice identificativo del computer non serve ad una mazza se non a farsi richiedere cento volte dal sistema automatico e dagli operatori. Mettete gi\u00f9 il telefono e iniziate la pratica su internet. Alla fine dovete scannerizzare la copia della fattura dell&#8217;acquisto. Naturalmente dopo un paio di giorni vi arriva una mail che dice che il sistema di scannerizzazione ha prodotto un file in un formato per loro non adeguato. Rifate la procedura, salvate il file come pretende Apple, e aspettate fiduciosi. Arriva un codice segreto e una procedura tipo mission impossibile (quando il cd si autodistrugge) per aggiornare il software operativo del vostro pc a quello che sarebbe dovuto essere sin dal primo momento quando lo avete acquistato. Dio quanto mi ricorda i sistemi di Bill Gates.<br \/>\nNel frattempo il problema delle ombre non si \u00e8 risolto. Ma aspettate con serenit\u00e0: da un paio di giorni non si sono pi\u00f9 presentate.<br \/>\nIl problema nasce con la libreria di Itunes, un player audio diventato talmente faragionso e pesante, che anche in Dos sarebbe meglio. Ma vabb\u00e8. Richiamate il call center. Con la solita trafila. Attesa. Click. Operatore automatico che non capisce una ceppa. E poi operatore a cui dite codice macchina, nome e cognome, email. Ah, vi risponde, vi passo ad un altro reparto. Azzzz neanche questa volta l&#8217;operatore auitomatico ha capito il mio problema (ma ormai ci avete fatto il callo). Attesa. Sono Daniele mi dice il numero del suo pc? e il suo nome? e la mail? e voi diligentemente come se non lo aveste detto solo pochi minuti prima, vi risottoponete al rosario. E il codice del computer lo dovete pronunciare sempre lentamente perch\u00e8, ti dice l&#8217;operatore, devo scriverlo. Fate uno spelling delle lettere, ma chi vi parla dall&#8217;altra parte ha un accento talmente improbabile che \u00e8 praticamente certa la sua incapacit\u00e0 di capire il vostro spelling in italiano. Pazienza. Ebbene finita la procedura con Daniele, questi vi dice: mi spiace ma lei non ha pi\u00f9 diritto all&#8217;assistenza, poich\u00e8 dura 90 giorni.<br \/>\nNo scusi l&#8217;ho comprato il 27 settembre per 1633 euro alla Mondadori di Milano. Incidentalmente vi accorgete poi che quel dannato numeretto del computer a qualcosa serve. Non a farvi avere in automatico il download del nuovo sistema operativo, ma a bloccarvi l&#8217;assistenza. In questo caso per\u00f2 l&#8217;informazione \u00e8 sbagliata, il computer non ha neanche due mesi di vita in casa del cuoco. Mi deve mandare, dice Daniele, la prova dell&#8217;acquisto. Ma io non giro sempre con codice identificativo del computer e prova di acquisto dello stesso e magari foto delle nuvolette sullo schermo. Grazie a Dio in ufficio ho un pc dei cinesi che funziona perfettamente. E poi quella prova di acquisto ve la ho inviata solo una settimana fa per ottenere il nuovo software. Ma, dice Daniele, sono due dipartimenti separati. E alla prima rimostranza del paziente cuoco, l&#8217;impaziente Daniele gli attacca il telefono in faccia.<br \/>\n1633 euro, ore al telefono, codici imparati a memoria, prove di acquisto scannerizzate, itunes che non legge i miei file, le ombre sullo schermo, Daniele che mi attacca il telefono in faccia. La prossima volta mi compro un Olivetti:  almeno in quel caso you get what you see. E non te la menano con think different. Alla Apple pensano come tutti gli altri, solo che si fanno pagare di pi\u00f9 e ti attaccno l&#8217;iphone in faccia. Sai che soddisfazione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Apple vale oggi il doppio della Borsa italiana. Quando il cuoco inizi\u00f2 a comprare i primi computer della mela, un secolo fa, il valore di Apple era al lumicino e la forza della sua memoria era 512k. Oggi vi dico perch\u00e8 Apple \u00e8 un disastro. E se non recupera in fretta i primi ad abbondanarla saremo noi suoi originali amanti. In fondo \u00e8 la storia tipica di chi \u00e8 cresciuto troppo e non ha saputo mantenere il suo spirito originario. Si tratta di una zuppa autobiografica e dunque spero che i commensali mi scuseranno. 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