{"id":787,"date":"2012-11-14T16:32:01","date_gmt":"2012-11-14T15:32:01","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/?p=787"},"modified":"2012-11-14T16:32:01","modified_gmt":"2012-11-14T15:32:01","slug":"monti-un-anno-di-tasse","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/2012\/11\/14\/monti-un-anno-di-tasse\/","title":{"rendered":"Monti? un anno di tasse"},"content":{"rendered":"<p>Il pareggio di bilancio \u00e8 un falso mito. Lo si pu\u00f2 raggiungere rincorrendo la spesa con maggiori tasse. Oppure lo si pu\u00f2 conseguire riducendo le uscite. Nel primo caso la bestia statuale si rafforza, nel secondo tracolla. Tre quarti delle manovre del governo Monti sono fatte da maggiori e nuove imposte. Un quarto da tagli di spesa, avvenuti grazie alla riduzione dei trasferimenti a enti locali, dotati di capacit\u00e0 impositiva. E che dunque aumenteranno il prelievo locale. Insomma, il pareggio di bilancio che si spera di ottenere \u00e8 quello della peggiore specie. \u00c8 un saldo negativo per i contribuenti.<br \/>\nIl governo Monti ha continuato nella strada, sbagliata, tracciata nell\u2019ultima parte del governo Berlusconi. E cio\u00e8 rincorrere il galoppare della spesa pubblica, con l\u2019aumento delle imposte. \u00c8 una ricetta del tutto inutile.<br \/>\nLo \u00e8 per la crescita del debito pubblico. In nove mesi esso \u00e8 salito di 90 miliardi. A ottobre del 2011 (fine governo Berlusconi) il fabbisogno dello Stato era di 1,9 miliardi. A ottobre di un anno dopo \u00e8 stato superiore di circa sei volte.<br \/>\nLo \u00e8 per la crescita dell\u2019economia. In un periodo di contrazione dell\u2019economia, picchiare sulle tasse aumenta il disagio.<br \/>\nUn esempio per tutti. Solo grazie all\u2019aumento delle accise sulla benzina il Tesoro ha incassato in questi mesi circa 3,4 miliardi di euro in pi\u00f9. Ma nel contempo \u00e8 diminuita la domanda da parte dei consumatori: che appunto consumano di meno, ma spendono di pi\u00f9, per colpa delle imposte. Il saldo apparentemente positivo per il Tesoro, \u00e8 decisamente negativo per l\u2019economia grazie al fatto che i consumi (e le tasse su di essi) declinano.<br \/>\n\u00c8 di tutta evidenza che l\u2019esecutivo dei tecnici paghi anche per colpe non sue. E che alcune riforme, come quella delle pensioni, incideranno favorevolmente sulla spesa previdenziale dei prossimi anni. Ma resta una questione di fondo. Un paradigma che neanche i tecnici sono riusciti a capovolgere.<br \/>\nIl problema non sono i cittadini, i contribuenti, e financo gli evasori (che ci sono e debbono essere combattuti). Il problema \u00e8 lo Stato. Un governo che voglia davvero essere rivoluzionario e adottare una politica economica degna, deve capovolgere il modo di ragionare. \u00c8 pur vero che una falsit\u00e0 detta per molto tempo, diventa verit\u00e0. Ma questo \u00e8 il momento per smascherarla. Compito principale di un governo riformista e impopolare \u00e8 ridurre il peso e il costo dello Stato, non trovare nuove forme per alimentarlo.<br \/>\nOggi spendiamo circa 810 miliardi di euro, a cui sottrarre 85 miliardi di interessi sul debito. Con le entrate, il Tesoro incassa 780 miliardi. Ballano trenta miliardi che sono il nostro deficit (sono dati del 2012, contenuti nel Def). Ebbene, lo sforzo di un governo serio non \u00e8 quello di recuperare trenta miliardi dai contribuenti, ma tagliarli dalle spese. Come? Con la stessa brutalit\u00e0 e leggerezza con cui si chiedono alle famiglie italiane inasprimenti fiscali. Per quale motivo gli aumenti fiscali possono essere lineari e patrimoniali e i tagli alla bestia statale debbono essere rispettosi? Che sogno un governo che abbia il coraggio di restituire un euro ai cittadini per tagliarne uno dalle sue spese.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Il pareggio di bilancio \u00e8 un falso mito. Lo si pu\u00f2 raggiungere rincorrendo la spesa con maggiori tasse. Oppure lo si pu\u00f2 conseguire riducendo le uscite. Nel primo caso la bestia statuale si rafforza, nel secondo tracolla. Tre quarti delle manovre del governo Monti sono fatte da maggiori e nuove imposte. Un quarto da tagli di spesa, avvenuti grazie alla riduzione dei trasferimenti a enti locali, dotati di capacit\u00e0 impositiva. E che dunque aumenteranno il prelievo locale. Insomma, il pareggio di bilancio che si spera di ottenere \u00e8 quello della peggiore specie. \u00c8 un saldo negativo per i contribuenti. 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