{"id":809,"date":"2012-12-13T16:21:00","date_gmt":"2012-12-13T15:21:00","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/?p=809"},"modified":"2012-12-13T16:21:00","modified_gmt":"2012-12-13T15:21:00","slug":"leconomia-e-morta-viva-leconomia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/2012\/12\/13\/leconomia-e-morta-viva-leconomia\/","title":{"rendered":"L&#8217;economia \u00e8 morta. Viva l&#8217;economia"},"content":{"rendered":"<p>Ci\u00f2 che non \u00e8 ben chiaro a chi ci governa \u00e8 come l\u2019economia italiana sia ferma, immobile, depressa. L\u2019impresa economica non si misura solo con le funzioni matematiche, con i libri di testo (che hanno ovviamente la loro importanza), ma anche e soprattutto con gli spiriti animali, con le intenzioni,con le aspettative (adattative o razionali, dipende dalla scuola di pensiero). Milioni di interazioni economiche che ogni giorno caratterizzano la nostra vita sono certamente influenzate (eccome) dal vincolo di bilancio (quanti quattrini abbiamo in tasca), ma in fasi come queste soprattutto dalle attese che abbiamo per il futuro. Il governo pensa a tenere in ordine i conti. Il che vuol dire, in buona sostanza, che si preoccupa di pagare gli stipendi ai suoi dipendenti. Non pensa di ridurre il suo ruolo e il suo peso; il paradigma dell\u2019austerit\u00e0 non si fonda sulla riduzione dell\u2019ingombrante Bestia statale, ma sulla riduzione dell\u2019autonomia economica dei suoi sudditi. Che non possono fare altro che stare immobili. Non compriamo pi\u00f9 case, siamo troppo occupati a pagare tasse, rispettare norme condominiali, regolamenti comunali, imposizioni ambientali, per pensare di acquistare un debito. Ci siamo scordati cosa voglia dire avere un\u2019auto nuova: ci teniamo stretta quella vecchia. Se non abbiamo i quattrini, perch\u00e9 semplicemente \u00e8 diventata un lusso; e se ce li abbiamo, semplicemente perch\u00e9 dire di averli \u00e8 diventato un peccato. Ovviamente non consumiamo, se non lo stretto necessario. E quel poco che compriamo, sappiamo che \u00e8 pi\u00f9 caro, non gi\u00e0 per il costo della sua manifattura, ma per la piramide di imposte che gravano sul prodotto finito. Le banche che si sono accorte della crisi finanziaria, un minuto dopo aver pagato i bonus ai propri amministratori, non prestano soldi. Un po\u2019 perch\u00e9 lo devono fare a tassi esorbitanti (e ci\u00f2 dipende dai loro comportamenti di ieri e non gi\u00e0 dall\u2019avidit\u00e0 di oggi) e un po\u2019 perch\u00e9 le imprese non hanno alcuna voglia di investire. E se chiedono due soldi alle banche \u00e8 per rifinanziare il loro circolante (cio\u00e8 la loro produzione e il loro magazzino, per dirla semplice). Quando un\u2019economia si blocca \u00e8 morta. Perch\u00e9 sono morte le aspettative sul futuro dei suoi componenti. Grazie al cielo nulla di tutto ci\u00f2 \u00e8 irreversibile. Ma pu\u00f2 durare a lungo. E allora sono guai. Oggi \u00e8 pi\u00f9 che mai necessario riportare in gabbia la Bestia statale. Siamo arrivati a un punto che non \u00e8 pi\u00f9 sufficiente abbassare le imposte. \u00c8 necessario, ma non sufficiente. Si deve rimettere in moto l\u2019altoforno dell\u2019economia. Si deve ricreare un ambiente e un\u2019aspettativa favorevoli al consumo, alla produzione. Alla ricchezza. Che non \u00e8 insulto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Ci\u00f2 che non \u00e8 ben chiaro a chi ci governa \u00e8 come l\u2019economia italiana sia ferma, immobile, depressa. 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