{"id":913,"date":"2013-03-10T11:44:39","date_gmt":"2013-03-10T10:44:39","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/?p=913"},"modified":"2013-03-12T12:56:05","modified_gmt":"2013-03-12T11:56:05","slug":"i-giochetti-di-intesa-e-quelli-dei-benetton","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/2013\/03\/10\/i-giochetti-di-intesa-e-quelli-dei-benetton\/","title":{"rendered":"I giochetti di Intesa e quelli dei Benetton"},"content":{"rendered":"<p>Altro che giovanilismo. C\u2019\u00e8 un campo in cui le persone anziane sono imbattibili. Mutuando un termine debenedettiano (Dio ce ne scampi), per essere degli abili power broker (traduzione anglosassone di \u00abbanchieri di sistema\u00bb) occorre avere almeno pi\u00f9 di settant\u2019anni. Il caso da laboratorio \u00e8 Intesa Sanpaolo. In teoria la pi\u00f9 importante banca italiana. In pratica il laboratorio di tutte le possibili alchimie politico-finanziarie che sono immaginabili in Italia. I cinque azionisti pi\u00f9 influenti sono Fondazioni bancarie. Insieme hanno circa un quarto del capitale della banca e grazie ai loro presidenti, Intesa (s\u00ec certo c\u2019\u00e8 anche San Paolo) si pu\u00f2 definire la banca anagraficamente pi\u00f9 vecchia d\u2019Italia e forse del mondo (altro che Monte dei Paschi). Nulla di male, per carit\u00e0. L\u2019allegra compagnia si riunisce una volta ogni tre anni per decidere chi comander\u00e0 in Intesa. \u00c8 arrivato quel giorno. Da un po\u2019 di anni a questa parte i soci decidono che il proprio dominus debba essere il coetaneo Giovanni Bazoli. C\u2019\u00e8 poco da fare gli spiritosi sulla et\u00e0, passa per tutti. Ci\u00f2 che sa di vecchio \u00e8 invece il bizantinismo delle procedure per confermare Bazoli e la linea di comando. Ma andiamo per ordine. Le Fondazioni sono azioniste delle banche, e i loro vertici sono scelti da uno strano impasto di establishment locale e assetti politici. Nel caso di Intesa inoltre le Fondazioni eleggono un Consiglio di sorveglianza (quello di Bazoli) e questo nomina un Consiglio di gestione (quello oggi guidato da Cucchiani).<br \/>\nTre livelli di incasinamento totale. Se tocchi una tesserina rompi il mosaico. In Intesa, un po\u2019 come al Corriere della Sera, a comandare, senza un\u2019azione \u00e8 Bazoli. In accordo con il Supercapo della Fondazione Cariplo, Giuseppe Guzzetti. Se si rompe l\u2019asse Guzzetti-Bazoli, si rompe la serenit\u00e0 dei power broker italiani. Anche a questo giro non avverr\u00e0. Guzzetti rimarr\u00e0 a guidare la sua Fondazione fino ai suoi 84 anni e Bazoli il consiglio di sorveglianza (cds) fino agli 83. Per far ci\u00f2 hanno dovuto cedere qualche posto in cds all\u2019azionista di maggioranza, che \u00e8 la compagnia torinese guidata da Sergio Chiamparino. Ogni posto vale (o costa se preferite) 150mila euro, 2mila euro come gettone: esclusi presidente, che viaggia sopra il milioncino, e vicepresidenti, compensati delle maggiori responsabilit\u00e0. Argomento volgare, ce ne rendiamo conto, ma da non sottovalutare.<br \/>\nLa banca viene per\u00f2 maneggiata (trattasi di anglicismo) dal Consiglio di gestione. Con l\u2019uscita di Corrado Passera, l\u2019asse lombardo tent\u00f2 il colpaccio: volevano piazzare alla guida operativa Vittorio Grilli (poi diventato ministro di Monti e intimo di Guzzetti). Too much anche per i docili torinesi e per l\u2019asse Fassino-Chiamparino che non riesce a digerire proprio tutti i sass. Si trov\u00f2 dunque un compromesso su Cucchiani. Il punto \u00e8 dove si trover\u00e0 l\u2019equilibrio nelle prossime settimane. Abbiamo gi\u00e0 detto delle seggiole in cds, ma basta? Il presidente del Consiglio di gestione dovrebbe diventare Gian Maria Gros-Pietro (frutto dell\u2019accordo piemontese tra Fassino e Saitta). I piemontesi scalpitano: hanno il doppio delle azioni di Cariplo, ma contano poco. Inoltre Bankitalia pretende che in quest\u2019organo ci debba essere una nutrita pattuglia di alti dirigenti interni. Nella passata gestione Angelo Benessia, all\u2019epoca influente dominus della fondazione sabauda, piazz\u00f2 l\u2019uomo sbagliato (Marco Morelli, dal profilo pi\u00f9 finanziario che commerciale) al posto giusto (gli sportelli). Ora sono guai. Se il cds dovesse seguire le richieste di Bankitalia, non potrebbe che scegliere in un poker di dirigenti (Miccich\u00e9, Castagna, Messina, Micheli), tutti nati e cresciuti nell\u2019Intesa di Corrado Passera. Ecco, l\u2019altro mistero di questa complicata partita. In molti a Milano pensano che, passato l\u2019anno di vacatio, l\u2019ex ministro potrebbe ritornare sul luogo del delitto. I suoi uomini sono gi\u00e0 l\u00ec.<br \/>\nQuesto lungo trallall\u00e0 bancario (nulla rispetto alle 165 pagine della Relazione sul governo societario e assetti proprietari di Intesa, scaricabile dal suo sito) \u00e8 solo lo spunto per tre brevi conclusioni.<br \/>\n1. Il nostro sistema bancario \u00e8 intermediato da un gruppo di cooptati di una certa et\u00e0, imbattibili nel riuscire a perpetuare se stessi.<br \/>\n2. Le regole di queste societ\u00e0 sono pi\u00f9 complicate di quelle del nostro dannato bicameralismo perfetto. Le banche dovrebbero far soldi e credito, ma sono specializzate nel costruire poltrone.<br \/>\n3. La casta politica pu\u00f2 essere definita \u00abmorta\u00bb o \u00abstalker\u00bb da un grillo qualsiasi grazie al sistema democratico, che ogni dimissione di Papa fa uno scherzetto in Parlamento. Ma con la complessa governance delle banche non si gioca: i rivoluzionari sono cacciati a calci nel sedere.<br \/>\nPs. L\u2019attuale ministro dell\u2019Economia, Vittorio Grilli, proposto da Guzzetti alla guida di Intesa, ha il compito di vigilare sulle Fondazioni bancarie, che sono guidate in associazione proprio da Guzzetti. A differenza delle banche, le medesime Fondazioni non hanno ancora recepito la norma (cosiddetto articolo 36) per cui non si pu\u00f2 sedere in cda di societ\u00e0 concorrenti.<br \/>\nPs 2. A proposito di eleganza i Benetton ne hanno persa molta per strada. Ieri sono stati decisi i concambi tra le loro due controllate Atlantia e Gemina. Sempre ieri si \u00e8 scoperto che la holding della famiglia (Sintonia) durante l\u2019ultimo mese di febbraio ha comprato pi\u00f9 di cento milioni di euro di azioni Atlantia: circa un quarto del volume di scambi dell\u2019intero mese. Un bel modo per tenere su il titolo, nel momento in cui si stava valutando il suo prezzo relativo per scambiare azioni Atlantia contro azioni Gemina.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Altro che giovanilismo. C\u2019\u00e8 un campo in cui le persone anziane sono imbattibili. Mutuando un termine debenedettiano (Dio ce ne scampi), per essere degli abili power broker (traduzione anglosassone di \u00abbanchieri di sistema\u00bb) occorre avere almeno pi\u00f9 di settant\u2019anni. Il caso da laboratorio \u00e8 Intesa Sanpaolo. In teoria la pi\u00f9 importante banca italiana. In pratica il laboratorio di tutte le possibili alchimie politico-finanziarie che sono immaginabili in Italia. I cinque azionisti pi\u00f9 influenti sono Fondazioni bancarie. 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