{"id":940,"date":"2013-04-06T10:59:56","date_gmt":"2013-04-06T08:59:56","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/?p=940"},"modified":"2013-04-06T10:59:56","modified_gmt":"2013-04-06T08:59:56","slug":"le-vere-malate-deuropa-sono-le-banche-tedesche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/2013\/04\/06\/le-vere-malate-deuropa-sono-le-banche-tedesche\/","title":{"rendered":"Le vere malate d&#8217;Europa sono le banche tedesche"},"content":{"rendered":"<p>Se domani la sede legale di Unicredit o di Intesa-Sanpaolo o persino di Mps dovessero per magia essere spostate a Francoforte, il valore delle rispettive azioni salirebbe in un istante. Per il solo fatto di abbracciare i regolamenti creditizi della grande Germania. Se, al contrario, Deutsche Bank dovesse traslocare baracca e burattini a Milano, sarebbero guai seri, per la prima banca europea. In pochi oggi mettono in discussione la solidit\u00e0 del sistema creditizio tedesco. Eppure se c\u2019\u00e8 un rischio per l\u2019Europa sono proprio le banche della Signora Merkel. Che godono di immeritata reputazione. Intanto qualche numero. Delle circa duemila banche tedesche solo due di una certa dimensione sono private: Db e Commerz. Pi\u00f9 di 1.100 sono banche cooperative, 450 sono casse di risparmio comunali e 10 casse di risparmio statali. Il sistema bancario teutonico \u00e8 sostanzialmente pubblico. E le due reginette private sono davvero mal conciate.<br \/>\nDeutsche Bank \u00e8 stata investita da uno scandalo da far tremare i polsi. Negli anni della crisi, hanno confessato due suoi ex dipendenti, la filiale Usa avrebbe nascosto 12 miliardi di perdite in derivati. Per farla semplice, ogni banca deve dare un prezzo di mercato ai suoi investimenti, la Deutsche non l\u2019avrebbe fatto. Grazie a questo escamotage, non ha fatto quegli aumenti di capitale che tutte le altre banche europee hanno invece dovuto faticosamente chiedere al mercato. La storia di Commerz \u00e8 ancora peggiore. Un quarto del suo capitale \u00e8 oggi ancora in mano allo Stato. Negli anni della crisi finanziaria si \u00e8 beccata (tra azioni in mano al Tesoro e Tremonti Bond alla tedesca) circa 35 miliardi di iniezione di quattrini pubblici: il doppio di quanto richiesto dal default cipriota e 5 volte la sua capitalizzazione di Borsa. I tedeschi a met\u00e0 del 2008 costruirono un Fondo (Soffin) per aiutare le banche in stato fallimentare che aveva una potenza di fuoco di 480 miliardi (un quarto del Pil italiano). Fondo che ha prestato quattrini e comprato azioni a pi\u00f9 non posso (la citata Commerzbank, ma anche WestLb, Hypo Real Estate e Aarel bank solo per citare le pi\u00f9 grosse). Stiamo parlando di un Paese che gode di una grande reputazione di solidit\u00e0, ma che ha un sistema bancario sostanzialmente pubblico e praticamente incasinatissimo.<br \/>\nUno dei grandi manager di Unicredit ci ha confessato: \u00abMa secondo lei perch\u00e9 nel 2005 riuscimmo a comprare Hvb? Semplice: era in stato comatoso. Erano allora di moda le operazioni \u201ccross border\u201d e i tedeschi si volevano liberare di una zavorra\u00bb.<br \/>\nCi sono quattro motivi per i quali le banche tedesche sembrano, a dispetto della realt\u00e0, cos\u00ec solide. E si devono tutti alla loro grande influenza sulle Autorit\u00e0 di regolamentazione bancaria europea.<br \/>\n1.La banca ha bisogno di capitale per vivere. Ma le metodologie di calcolo cambiano da Paese a Paese. Un euro di mutuo in Italia assorbe ad esempio (cio\u00e8 si brucia contabilmente) pi\u00f9 capitale di quanto faccia in Germania. Insomma da noi il mestiere della banca \u00e8 pi\u00f9 difficile che in Germania solo per un regolamento pi\u00f9 duro.<br \/>\n2. Si continua a spacciare un numeretto (il core capital di gruppo) come magico: pi\u00f9 alto \u00e8, pi\u00f9 si \u00e8 in forma. Ma come dimostra il caso di Deutsche bank in America le medie sono fallaci. Se Db Germania ha 10 e America ha 4, si pu\u00f2 fingere di avere un rapporto di 7. Ma \u00e8 falso. Gli americani pretendono che la controllata tedesca a New York si ricapitalizzi, nonostante la casa madre stia in forma. \u00c8 quanto successo a Unicredit che ha dovuto fare aumenti di capitale per l\u2019Italia, nonostante la sua buona condizione in Germania. Per Mediobanca Securities questo problema in Europa ammonta a pi\u00f9 di 100 miliardi di capitale mancante nelle capogruppo (deficit che non riguarda le banche italiane).<br \/>\n3. Le banche pubbliche tedesche (cio\u00e8 la larga maggioranza) si finanziano a tassi statali di tripla AAA. Un tempo perch\u00e9 direttamente controllate proprio dai loro enti locali. Oggi perch\u00e9 finanziate dalla loro Cassa depositi e prestiti, che gode di un\u2019ottima pagella. Insomma, la loro natura pubblicistica le mette in concorrenza sleale, ad esempio, con le nostre banche private che debbono andare a cercare i soldi sul mercato e non dalla nostra Cdp.<br \/>\n4. \u00c8 inspiegabile come mai Deutsche Bank sia la banca europea pi\u00f9 grande e, al tempo stesso, la pi\u00f9 lontana dal soddisfare i criteri patrimoniali di Basilea 3. Non solo la lobby bancaria tedesca ha modificato nel proprio interesse tali criteri (rimuovendo ad esempio la leva finanziaria dai requisiti patrimoniali e mantenendo cos\u00ec la propensione anglosassone a fare i bilanci con i derivati), ma resta anche il Paese pi\u00f9 in ritardo nell\u2019adeguarsi a una tabella di marcia che gli istituti italiani gi\u00e0 rispettano grazie a costosi aumenti di capitale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Se domani la sede legale di Unicredit o di Intesa-Sanpaolo o persino di Mps dovessero per magia essere spostate a Francoforte, il valore delle rispettive azioni salirebbe in un istante. Per il solo fatto di abbracciare i regolamenti creditizi della grande Germania. Se, al contrario, Deutsche Bank dovesse traslocare baracca e burattini a Milano, sarebbero guai seri, per la prima banca europea. In pochi oggi mettono in discussione la solidit\u00e0 del sistema creditizio tedesco. 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