{"id":947,"date":"2013-04-09T16:05:51","date_gmt":"2013-04-09T14:05:51","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/?p=947"},"modified":"2013-04-09T17:19:06","modified_gmt":"2013-04-09T15:19:06","slug":"thatcher-e-morta-una-grande","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/2013\/04\/09\/thatcher-e-morta-una-grande\/","title":{"rendered":"Thatcher, \u00e8 morta una grande"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/files\/2013\/04\/thatcher.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-957\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/files\/2013\/04\/thatcher.jpg\" alt=\"\" width=\"198\" height=\"254\" \/><\/a>Quando nel 1979 gli inglesi sceglievano Margaret Thatcher l\u2019Urss iniziava la sua occupazione dell\u2019Afghanistan. La Fiat licenziava 61 operai per violenze in fabbrica e i sindacati confederali, cio\u00e8 tutti, proclamarono uno sciopero di protesta. Khomeini cacciava, nel consenso generale, lo Sci\u00e0 di Persia. In Italia scoppiavano gli scandali dell\u2019Eni Petromin e Mario Tanassi si faceva quattro mesi in gattabuia. La chimica privata dei Rovelli e dei Monti saltava e a Milano veniva ucciso Giorgio Ambrosoli. Sembra di parlare di un secolo fa. Pensate un po\u2019, in quei mesi veniva inaugurata la sede del Giornale, dove \u00e8 oggi e, al terzo piano, uno accanto all\u2019altro, celebravano l\u2019evento Silvio Berlusconi e Indro Montanelli.<br \/>\nQuando muore una grande personalit\u00e0 si cerca sempre di dimostrare l\u2019attualit\u00e0 del suo pensiero, delle sue gesta. Ma davvero si pu\u00f2 credere che oggi il thatcherismo sia ancora attuale? In effetti lo \u00e8 pi\u00f9 che mai.<br \/>\n<strong>Se c\u2019\u00e8 una lezione che ancora non abbiamo imparato e da cui discende gran parte della politica della Lady di ferro \u00e8 il cosiddetto individualismo metodologico.<\/strong> Non vi spaventate, \u00e8 una cosa seria, ma non cos\u00ec pallosa. \u00abNon esiste una cosa come la societ\u00e0. La vita \u00e8 un arazzo di uomini e donne, la gente e la bellezza di questo arazzo e la qualit\u00e0 della nostra vita dipendono da quanta responsabilit\u00e0 ognuno di noi \u00e8 disposto ad assumersi su noi stessi e quanto ognuno di noi \u00e8 pronto a voltarsi e aiutare con i nostri sforzi coloro che sono sfortunati\u00bb. Non esistono i sindacati, non esiste la politica, non esiste la societ\u00e0. Ci sono gli individui, che alimentano questi universali. \u00c8 la forza del pensiero politico liberale. Lo Stato \u00e8 necessario, ma attenzione a divinizzarlo. Diceva la signora: \u00abChi scala l\u2019Everest lo fa per suo sommo ed egoistico piacere ed orgoglio, anche se arrivato in cima \u00e8 la bandiera inglese che issa\u00bb. Rispetto degli individui e senso dello Stato. Le sue epiche e coraggiose battaglie contro i sindacati dei minatori sono solo la pi\u00f9 eclatante testimonianza di questo modo di pensare e agire. Il bene supremo del suo popolo in contrapposizione alle organizzazioni sclerotizzate che presumevano di rappresentarlo. Pensate forse che sia passata l\u2019idea? Basta vedere le consultazioni del quasi premier Bersani e l\u2019incredibile peso che continua ad avere in Italia il cosiddetto metodo concertativo, per intendere la portata della rivoluzione liberale che \u00e8 del tutto mancata da queste parti. \u00c8 per il sano interesse del macellaio che la vostra fetta di carne \u00e8 di buona qualit\u00e0, ci diceva Smith, e pi\u00f9 o meno pensava la Thatcher. Qua invece siamo ancora alla rincorsa di concetti alti e ben portati, che poi alla fine nascondono il nulla. <strong>Hayek ebbe il coraggio di raccontare il \u00abmiraggio della giustizia sociale\u00bb, la Lady di ferro ebbe la forza di farne una pratica politica.<\/strong><br \/>\nQuando nel 1990 gli inglesi decisero di cacciare la Thatcher una parte del mondo era cambiata grazie a lei e Ronald Reagan. Certo l\u2019Europa aveva guardato da un\u2019altra parte. Basti pensare che pochi mesi dopo l\u2019elezione della coppia liberale, i francesi pensarono bene di scegliere il primo presidente della Repubblica socialista, Mitterrand. La Russia, l\u2019impero del male era stato sconfitto. Gli americani avevano lanciato l\u2019operazione \u00abTempesta nel deserto\u00bb in risposta all\u2019occupazione irachena del Kuwait. La liretta era rientrata, per poco, nello Sme e il presidente della Bundesbank (allora era Karl Otto Poehl) propose, pensando a noi, l\u2019Europa monetaria a due velocit\u00e0. Ci offendemmo e definimmo il governatore \u00abl\u2019ultima espressione del militarismo prussiano\u00bb. Ci sono i Mondiali di calcio, e la chimica, la solita chimica, passa dai Gardini-Ferruzzi all\u2019Eni (poi si intuir\u00e0 a quale prezzo). Occhetto molla il Pci per il Pds, nelle universit\u00e0 arriva la Pantera e dal Quirinale Cossiga inizia a picconare. Mentre l\u2019Italietta teneva il broncio a Karl Otto, la Lady di ferro si presentava ai Comuni con un tailleur blu, capelli in ordine, filo di perle discrete, sostenendo: \u00abIl presidente della Commissione, Mr. Delors, ha detto in una conferenza stampa l\u2019altro giorno che vorrebbe che il Parlamento europeo fosse il corpo democratico della Comunit\u00e0, ha voluto che la Commissione sia l\u2019esecutivo e vorrebbe che il Consiglio dei ministri fosse il Senato. No! No! No!\u00bb. Il triplo no all\u2019Europa dei burocrati, della moneta unica. Un no a subordinare le scelte nazionali a quelle di funzionari europei non eletti. Un no a Maastricht e alla costruzione dell\u2019euro. Difficile non trovare qualche spunto di attualit\u00e0 negli argomenti della Signora Thatcher di quindici anni fa.<br \/>\nPrendete un buon argomento da salotto di Via Cappuccio (Milano) o downtown (New York) e vedrete come la figlia del droghiere diventata Baronessa l\u2019abbia smontato con lucidit\u00e0. Dal femminismo all\u2019ambientalismo; dal comunismo al fascismo. <strong>\u00c8 stata straordinaria non tanto per quello che ha fatto, ma per il coraggio di dire ci\u00f2 che non andava detto.<\/strong><\/p>\n<p><em>pS Oggi il Sole24 ore ha affidato uno striminzito e unico commento sulla morte della Thatcher a Romano Prodi. Che senza tante ipocrisie (bisogna dargliene atto) ha criticato duramente la lady di ferro. Il giornale della Confindustria \u00e8 favoloso a spiegarci come le ricette da adottare siano quelle liberali: liberalizzazioni, meno spesa pubblica, meno tasse. Ma dobbiamo dire la verit\u00e0, sembra non crederci molto. \u00e9 normale dunque che la signora non appartenga al pantheon del Sole e della Confinidustria.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Quando nel 1979 gli inglesi sceglievano Margaret Thatcher l\u2019Urss iniziava la sua occupazione dell\u2019Afghanistan. La Fiat licenziava 61 operai per violenze in fabbrica e i sindacati confederali, cio\u00e8 tutti, proclamarono uno sciopero di protesta. Khomeini cacciava, nel consenso generale, lo Sci\u00e0 di Persia. In Italia scoppiavano gli scandali dell\u2019Eni Petromin e Mario Tanassi si faceva quattro mesi in gattabuia. La chimica privata dei Rovelli e dei Monti saltava e a Milano veniva ucciso Giorgio Ambrosoli. Sembra di parlare di un secolo fa. 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