{"id":972,"date":"2013-04-30T12:23:27","date_gmt":"2013-04-30T10:23:27","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/?p=972"},"modified":"2013-04-30T13:15:51","modified_gmt":"2013-04-30T11:15:51","slug":"primi-giudizi-sullecoletta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/2013\/04\/30\/primi-giudizi-sullecoletta\/","title":{"rendered":"Primi giudizi sull&#8217;EcoLetta"},"content":{"rendered":"<p>Enrico Letta fa bene a farsi un giro per le cancellerie europee. Il programma economico che ha abbozzato ieri in Parlamento non \u00e8 assolutamente compatibile con i nostri vincoli di bilancio.<br \/>\nSe possiamo dare un titolo al suo libro degli impegni \u00e8 \u00abIl patto di stabilit\u00e0 \u00e8 morto\u00bb.<br \/>\nIl programma si sviluppa essenzialmente in tre campi.<br \/>\n1. <strong>Il lavoro.<\/strong> Sembra chiaro che il governo Letta voglia mettere mano alla riforma della Fornero. Riportando un po\u2019 di flessibilit\u00e0 nei contratti in entrata e nell\u2019apprendistato. Ci sono inoltre una serie di proposte di defiscalizzazione del costo del lavoro. Ma qui entriamo nel secondo punto.<br \/>\n2.<strong> Riduzione delle imposte.<\/strong> Si parte dalla cancellazione della rata Imu di giugno. Non \u00e8 chiaro cosa comporti a fine anno. Difficile pensare che sia solo uno spostamento della tassa a dicembre. Ma sul fronte della casa il governo ha promesso molto. Una rivisitazione dell\u2019imposta sui servizi-rifiuti (la Tares), incentivi alle ristrutturazioni edilizie (gi\u00e0 aumentate dal decreto Passera) e sgravi su affitti (per cui Confedilizia plaude) e alle giovani coppie. Si cercher\u00e0 di sterilizzare l\u2019aumento di un punto dell\u2019Iva. E, come detto, c\u2019\u00e8 un corposo pacchetto di riduzione del costo del lavoro per via tributaria: non solo per giovani e neo assunti, ma anche per dipendenti stabili. Difficile quantificare il totale, ma solo Tares, Imu e Iva valgono (per i prossimi sei mesi) 6 miliardi. Nel complesso non \u00e8 una misura choc di riduzione fiscale. Sono aggiustamenti e correzioni rispetto alle nuove imposte introdotte dal governo Monti.<br \/>\n3. <strong>Aumento della spesa.<\/strong> Sul fronte delle uscite gli annunci del governo sono, sulla carta, molto pi\u00f9 corposi. Il rifinanziamento della Cassa integrazione, delle missioni militari, la stabilizzazione dei precari nella pubblica amministrazione e il fondo di garanzia delle piccole e medie imprese valgono complessivamente sei miliardi. Ma si tratta di peanuts. Il costo degli esodati \u00e8 difficile da quantificare. L\u2019accenno al reddito minimo per le famiglie bisognose pu\u00f2 aprire varchi di spesa pubblica devastanti. Basti pensare che 800 euro per un milione di persone (nel solo 2012 sono tanti i nuovi disoccupati, non necessariamente indigenti) ha un costo annuo di 10 miliardi. E poi c\u2019\u00e8 l\u2019estensione degli ammortizzatori sociali per i precari, il piano dell\u2019edilizia scolastica (36mila edifici) e il piano pluriennale per la ricerca e sviluppo (che per\u00f2 potrebbe essere finanziato con project bond). Insomma, sulla spesa c\u2019\u00e8 un forte sapore keynesiano di intervento in parte di sostegno e in parte di investimento.<br \/>\nOvviamente il nostro \u00e8 un esercizio puramente teorico. Ma ci porta ad alcune conclusioni chiare. Dalle parole di Letta si vede un acceleratore premuto pi\u00f9 sulla spesa che sulla riduzione delle imposte (a parte la concessione simbolo, ed evidentemente politica, sull\u2019Imu). Il presidente del Consiglio ha inoltre detto che la riduzione fiscale deve avvenire senza indebitamento. Difficile capire come. Poco si \u00e8 detto, al contrario, su come si dovrebbe invece finanziare la nuova spesa. Anche se la cornice, dice Letta, \u00e8 quella di mantenere il percorso di risanamento, senza il quale l\u2019Italia muore.<br \/>\n<strong>\u00c8 del tutto mancata (a parte il taglio simbolico dei doppi stipendi ai ministri che vale 672mila euro l&#8217;anno) una previsione di riduzione di spesa pubblica<\/strong>, che \u00e8 pari (esclusi gli interessi sul debito) a 700 miliardi di euro l\u2019anno.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Enrico Letta fa bene a farsi un giro per le cancellerie europee. Il programma economico che ha abbozzato ieri in Parlamento non \u00e8 assolutamente compatibile con i nostri vincoli di bilancio. Se possiamo dare un titolo al suo libro degli impegni \u00e8 \u00abIl patto di stabilit\u00e0 \u00e8 morto\u00bb. Il programma si sviluppa essenzialmente in tre campi. 1. Il lavoro. Sembra chiaro che il governo Letta voglia mettere mano alla riforma della Fornero. 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