{"id":992,"date":"2013-05-13T16:58:35","date_gmt":"2013-05-13T14:58:35","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/?p=992"},"modified":"2013-05-13T16:58:35","modified_gmt":"2013-05-13T14:58:35","slug":"gli-affari-dei-benetton-di-tutti-i-colori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/2013\/05\/13\/gli-affari-dei-benetton-di-tutti-i-colori\/","title":{"rendered":"Gli affari dei Benetton? Di tutti i colori"},"content":{"rendered":"<p>La zuppa si cucina una storia a cui aveva accennato qualche settimana fa in un suo post scriptum. Che vale evidentemente la pena sviluppare un po\u2019. Riguarda la fusione, tutta in casa Benetton, di due sue nobili controllate: Atlantia, la scatola quotata in Borsa, che controlla le autostrade, e Gemina, un\u2019altra societ\u00e0 quotata, che invece ha in pancia gli aeroporti di Roma. La famiglia veneta controlla la prima con circa il 48% delle azioni e la seconda con il 36 per cento. Non discuteremo in questa sede le opportunit\u00e0 industriali di mettere insieme piste di decollo con strade, ma di alcuni dettagli con cui l\u2019operazione \u00e8 stata fatta, che fanno riflettere sul ruolo delle minoranze nelle societ\u00e0 italiane. Alla fine di un complicato processo di valutazione delle due imprese, si \u00e8 stabilito di fondere Gemina in Atlantia con un concambio di 9 azioni degli aeroporti per ogni azione delle autostrade.<br \/>\nIl mercato si \u00e8 molto interrogato su questi valori relativi e soprattutto su una certa supervalutazione di Atlantia (8,9 volte il margine operativo lordo aggiustato) e una decisa sottovalutazione di Gemina (7,5 volte il medesimo margine). Questioni che riguardano i tecnici e in cui \u00e8 sempre difficile mettere bocca. I pi\u00f9 critici sostengono, ad esempio, che recenti affari realizzati su societ\u00e0 aeroportuali le hanno valutate il doppio, soprattutto in considerazione del fatto che Gemina si \u00e8 appena portata a casa una revisione delle tariffe sul suo scalo di Fiumicino. Una cosettina che vale circa 150 milioni di margine in pi\u00f9 all\u2019anno (sui 266 oggi realizzati).<br \/>\nCi\u00f2 che ci fece saltare sulla sedia per\u00f2 non sono state queste valutazioni, ma il fatto che le holding della famiglia Benetton proprio nel momento in cui si stavano decidendo i concambi si sono affrettate a comprare sul mercato in quindici giorni la bellezza di 8.4 milioni di azioni Atlantia (il 41% dei volumi di quel momento) sostenendo cos\u00ec le quotazioni e di fatto la loro forza relativa rispetto a Gemina. Tutto legale, ma non molto trasparente. Cos\u00ec va la vita a Piazza Affari.<br \/>\nMa a questo primo campanello di allarme se ne \u00e8 aggiunto uno, pochi giorni fa, (colto solo da Mf) piuttosto inquietante. Si \u00e8 infatti scoperto che Atlantia (la societ\u00e0 pompata dagli acquisti di Borsa e che inglober\u00e0 Gemina) ha \u00abpending\u00bb una causa con lo Stato italiano da 800 milioni. Avete letto bene 800 milioni (su un fatturato di 3.4 miliardi): una roba da far tremare i polsi. Nessuno per\u00f2 era stato avvisato. E a quanto risulta al cuoco, neanche la famiglia Benetton, che diventer\u00e0 proprietaria dell\u2019unica societ\u00e0 dopo la fusione, ne era al corrente. Tra poco parleremo di questo macigno, che potrebbe rivelarsi meno pesante del previsto, ma conviene fare un passo indietro.<br \/>\nSe un\u2019azienda, che si deve fondere con un\u2019altra, pagandola con le proprie azioni, \u00e8 sottoposta a una minaccia legale di questo tipo, non deve forse avvertire tutti i possibili attori del pericolo in cui si trova? I consiglieri di amministrazione di Gemina che hanno votato a favore della fusione (ripetiamo noi: a condizioni certo non favorevoli) come potrebbero rispondere ad un azionista di minoranza che li incalzasse sul loro voto? Si rendono conto gli amministratori di Atlantia che non aver fornito questa informazione in un momento cos\u00ec delicato mette anche i loro azionisti di riferimento in serio imbarazzo? A quanto risulta al cuoco gli stessi dirigenti di Atlantia hanno scritto una lettera, protocollata al ministero, in cui chiedevano lumi sul procedimento legale. Una causa da 800 milioni pu\u00f2 anche essere (e poi lo vedremo) fragile o temeraria, ma arriva dallo Stato italiano che si \u00e8 reso parte civile. Il medesimo Stato che regola tutte le attivit\u00e0 sia di Atlantia (autostrade) sia di Gemina (aeroporti). Che so, forse un sms, una letterina, una discussione si poteva affrontare prima di procedere ai concambi per la fusione. Tanto pi\u00f9 che tra le condizioni contrattuali che potrebbero far saltare la medesima fusione (oltre alle necessarie autorizzazioni Antitrust ed Enac) \u00e8 presente proprio \u00abl\u2019assenza&#8230; di ogni atto giudiziario che possa alterare il profilo di rischio o le valutazioni sui quali sono basati i concambi\u00bb. Alcuni consiglieri di Gemina sono oggi comprensibilmente molto preoccupati.<br \/>\nParliamoci chiaro: questa dimenticanza pi\u00f9 che un illecito, sembra un ulteriore tassello costruito per far s\u00ec che l\u2019operazione si concluda velocemente con massima soddisfazione degli azionisti di Atlantia e minore godimento di quelli di Gemina. Gli 800 milioni di cui parliamo sono infatti una delle solite follie della burocrazia italiana. Nascono da una incredibile valutazione del possibile danno ambientale che le Autostrade avrebbero provocato nell\u2019eseguire la Variante di valico.<br \/>\nSecondo un\u2019interpretazione talebana della norma del 2006 (peraltro gi\u00e0 applicata ad altre imprese) si richiede non solo il costo del ripristino, ma anche un risarcimento danni. E per di pi\u00f9 con la logica del costo massimo del ripristino ambientale. Una roba da pazzi. Ma sequestrare i coils dell\u2019Ilva non lo \u00e8 altrettanto? Su queste basi il ministero dell\u2019Ambiente non solo si \u00e8 costituito parte civile contro Atlantia, ma ha richiesto, per l\u2019appunto, accantonamenti per 800 milioni. Come spesso avviene in queste occasioni (su questa materia un po\u2019 ricattatoria abbiamo aperte varie infrazioni europee) si arriver\u00e0 a una transazione: lo Stato chiede 100 e chiude a 10.<br \/>\nMa resta un po\u2019 di amaro in bocca. Prima le azioni comprate durante il periodo del concambio, poi nascondere la notizia della causa milionaria con il ministero, non un buon biglietto da visita per fidarsi delle operazioni societarie congegnate a Ponzano Veneto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La zuppa si cucina una storia a cui aveva accennato qualche settimana fa in un suo post scriptum. Che vale evidentemente la pena sviluppare un po\u2019. 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