MILLS: CASSAZIONE; VERDETTO NELLE PROSSIME ORESono tante le cronache di ordinaria giustizia che passano sotto silenzio. O relegate alle ultime pagine dei quotidiani locali, più o meno nei pressi dei necrologi. Quando Francesco Magnano, noto a tutti come il “geometra di Berlusconi”, fu prima indagato e poi condannato in primo grado a un anno e sei mesi per falso in atto pubblico, non fu certamente così: i giornali nazionali e lombardi non parlavano d’altro. “Condannato il geometra di Berlusconi”, era il titolo prevalente, con conseguente distruzione dell’immagine pubblica del personaggio.

La storia era questa: il Magnano, all’epoca sottosegretario della Giunta regionale lombarda guidata da Roberto Formigoni, era accusato di aver falsificato le proprie qualifiche quando, a gennaio 2012, si era recato al carcere di San Vittore per poter visitare l’allora vicepresidente del Consiglio regionale lombardo e quindi ex collega Franco Nicoli Cristiani, agli arresti per presunte tangenti. Secondo l’accusa un ex assessore regionale, Massimo Buscemi, pure lui in visita a Cristiani, aveva dichiarato, per consentirgli di accedere alla visita, che il geometra fosse un suo collaboratore.

Dopo la scelta del rito abbreviato, la sentenza di condanna in primo grado, annunciata dal Gup del Tribunale di Milano il 28 maggio del 2014. In seguito la Corte d’Appello, riconoscendo che l’autodichiarazione eventualmente presentata non costituiva un “atto pubblico”, pur confermando la condanna eliminò questa aggravante e quindi la pena scese a un anno.

Ieri, a Roma, la svolta ulteriore: la Sezione V della Corte di Cassazione, terzo grado di giudizio, ha annullato con rinvio la sentenza della Corte d’Appello. “Se la corte di Cassazione annulla con rinvio una sentenza – spiega il legale di Magnano, l’avvocato Marco Martini di Monza – è pacifico che quella sentenza non andasse bene. Questo tipo di interpretazione della difesa peraltro è stata accolta dalla Procura Generale che si è associata alle tesi difensive”. Un caso, quest’ultimo, più unico che raro.

Certo, la vicenda non è ancora finita. La cosa pacifica, c’è da starne certi, è che sui giornali, questa volta, di titoli a caratteri cubitali non ce ne saranno…

Tag: , , , ,