La Pasqua 2021, in Italia e in gran parte del resto dell’Occidente, somiglierà moltissimo a quella del 2020: forzatamente casalinga e ricca di restrizioni. Così, mentre le famiglie seguitano a sperimentare la proiezione nella propria quotidianità dell’infinito pandemico, c’è un nuovo libro, fresco di pubblicazione, che punta a fare luce sugli aspetti più oscuri (e non sono pochi) della vicenda Covid-19. Si tratta di “Pandemie non autorizzate. I retroscena di un evento epocale che ha trasformato radicalmente lo scenario internazionale e la vita di tutti i giorni”, edito da Il Punto d’Incontro e scritto da Marco Pizzuti, saggista e divulgatore prolifico, ampiamente riconosciuto come voce autorevole negli ambienti della cultura cosiddetta “non allineata”. L’autore ritiene, tra le altre cose, che si possano tracciare con una certa sicurezza le origini del SARS-Cov-2.

“Se stessimo indagando su un delitto – spiega infatti lo scrittore – avremmo già trovato l’assassino perché il movente e le prove indiziare sono schiaccianti. Ma partiamo dall’inizio. Come noto il primo focolaio d’infezione è stato individuato a Wuhan e secondo l’unica teoria accreditata dai governi, sarebbe giunto all’uomo dai serpenti o dai pipistrelli attraverso un salto di specie chiamato zoonosi. Ciononostante sono subito emersi dei dubbi sull’origine naturale del virus perché nella stessa città, nel 2014 è stato costruito un bio-laboratorio specializzato nella creazione dei virus ‘chimera’ più letali per l’uomo, ovvero di agenti infettivi ottenuti attraverso il potenziamento patogeno dei virus animali già esistenti in natura e per una straordinaria coincidenza, i virus utilizzati riguardavano proprio quelli dei pipistrelli per le vie respiratorie (tipo SARS). Seppur scarsamente noto a causa di narrazione mediatica a senso unico, un luminare di fama mondiale delle nano e micro tecnologie della biomedicina come il prof. Joseph Tritto, insieme al prof. Francis Boyle (redattore della legge antiterrosimo biologico USA) e molti altri Top scientist di cui ho raccolto le interviste, hanno dichiarato che il SARS-CoV-2 porta la firma della manipolazione genetica utilizzata per la creazione dei virus chimera. Gli scienziati cinesi del laboratorio di Wuhan però non hanno lavorato affatto da soli, bensì con i finanziamenti e la stretta collaborazione dei ricercatori americani, francesi, dell’OMS e dell’industria farmaceutica. Nel 2014 infatti, gli USA avevano bandito questo tipo di ricerche sul proprio territorio e il National Health Institute (finanziato anche da Bill Gates) e diretto da Antony Fauci (poi divenuto capo della task force antipandemica statunitense) oltre ad avere trasferito e finanziato la continuazione delle ricerche a Wuhan, nel 2017, durante una sua relazione alla Georgetown University, dichiarò con la sicumera precisione di una Cassandra, che entro due anni (il periodo che mancava alla fine della sua amministrazione) il presidente Trump si sarebbe trovato ad affrontare una pandemia! Poi, nel 2019, quando mancavano meno di due mesi alla scoperta dei primi casi di Covid, il John Hopkins Center for Health Security, in collaborazione con il World Economic Forum di Davos (riunisce tutti i super ricchi del mondo una volta l’anno) e la Bill & Melinda Gates Fondation, hanno simulato la scoppio di una pandemia nell’Event 201 Pandemic Exercise di New York. Notevoli coincidenze”.

Nell’ultimo anno, le opinioni della cosiddetta “comunità scientifica”, non ultime quelle sui vaccini, sono spesso state contrastanti. Tanto che più di qualcuno ha iniziato a chiedersi se la stessa “comnità” possa essere considerata obiettiva…

Marco Pizzuti

“Purtroppo – dice Pizzuti – la comunità scientifica non è un’assemblea in cui vige il libero confronto secondo il metodo galileiano. Gli scienziati sono migliaia e sono sparsi in tutto il mondo ma la letteratura scientifica accreditata dai governi è solo quella che viene pubblicata dalle grandi riviste scientifiche legate all’industria (senza i loro inserti pubblicitari fallirebbero) che sceglie cosa pubblicare e cosa no in base a criteri scarsamente trasparenti. La ricerca indipendente infatti è penalizzata dalla scarsità di fondi pubblici mentre le grandi case farmaceutiche possono finanziare molti studi a favore dei propri prodotto e l’ex direttore del British Medical Journal ha denunciato lo scandalo molto diffuso dei ghost writer, ovvero dei luminari strapagati da Big Pharma a titolo di consulenze per firmare come propri, gli studi redatti dai loro direttori di marketing che poi vengono pubblicati sulle riviste più prestigiose del mondo come scienza di “serie A”. L’ultimo scandalo ha coinvolto le riviste universalmente citate come la bibbia della scienza medica, il Lancet e il New England Journal of Medicine che hanno pubblicato entrambe uno studio farlocco sulla clorochina (un farmaco a basso costo che avrebbe potuto compromettere la necessità del vaccino) per dimostrarne l’inefficacia e la pericolosità e che poi si è scoperto invece essere stato redatto da una società creata ad hoc che tra i suoi 4 dipendenti aveva un’attrice porno e uno scrittore di fumetti fantasy come direttore scientifico. Nessuno può pubblicare su due riviste così prestigiose senza essere accreditati da qualcuno di molto influente e chi poteva avere interesse a gettare fango su un farmaco concorrente? Anche le grandi agenzie di controllo pubbliche come l’OMS e l’EMA (l’agenzia per il farmaco europea) in realtà sono sotto il diretto controllo delle case farmaceutiche private che finanziano i ¾ del bilancio del primo e l’84% della seconda. Esiste quindi un conflitto d’interessi intollerabile che priva le agenzie di controllo di qualsiasi autorevolezza. I controllori sono stipendiati dai controllati che possono decidere anche la loro carriera. Pensiamo ad esempio a quale credibilità potrebbe avere una sentenza emessa da un giudice il cui stipendio dipende dall’imputato che deve giudicare. Per questo motivo basta aprire un motore di ricerca delle banche dati scientifiche come pubmed per scoprire che tutte le ricerche finanziate dall’industria promuovono i suoi prodotti (in gergo si chiama funding effect, effetto finanziamento) mentre la ricerca indipendente produce spesso dei risultati opposti. Silvio Garattini, il più autorevole farmacologo italiano, ha ammesso in una mia intervista che su 10mila farmaci in carico al sistema sanitario italiano solo alcune decine sono realmente utili ed efficaci mentre il resto è li per ragioni diverse dalla medicina nonostante abbiano superato tutti i controlli e ottenuto tutte le autorizzazioni per essere immessi sul mercato. Un precedente che la dice lunga su questa pandemia? La pandemia suina del 2009 per la quale l’OMS, i media e gli esperti Tv avevano allarmato il mondo e alzato il livello di pericolo al massimo possibile per un virus meno patogeno dell’influenza stagionale. Almeno in quella occasione però, il British Medical Journal scoprì che gli esperti dell’OMS erano stati pagati dalle case farmaceutiche per scatenare il panico. Non venne comunque aperta nessuna inchiesta giudiziaria e i produttori del vaccino ormai avevano fatto affari d’oro anche se il loro “portentoso antidoto” non venne più utilizzato. Un’ultima cosa che non viene mai detta sui media, la Pfizer, la GlaxoSmithKline e le tutte altre grandi major farmaceutiche se fossero delle persone ricadrebbero nell’articolo del codice penale dei delinquenti abituali perché hanno incassato numerose condanne per reati gravissimi (dalla corruzione all’omissione degli effetti collaterali fino alla prescrizione di farmaci pericolosi i pazienti) in tutto il mondo. Nel lontano 1976 Henry Gadsen, allora direttore della MercK dichiarò alla rivista Fortune: ‘Il nostro sogno è produrre farmaci per le persone sane. Questo ci permetterebbe di vendere farmaci a chiunque’”.

Spesso si ha la sensazione che il clima di terrore che aleggia intorno a questo virus, che certamente esiste, sia stato cavalcato anche per altre finalità. È possibile?

“Il Covid attualmente – sostiene l’autore – si può curare efficacemente anche da casa ma l’OMS e a cascata media e governi, continuano a far finta che l’unica soluzione possibile sia il vaccino sperimentale. La propaganda va avanti come un disco rotto senza nessun contraddittorio con gli scienziati critici e nonostante l’ultimo studio dell’università di Stanford abbia chiarito che i lockdown non portano alcun beneficio. Nel Comitato tecnico scientifico non c’era un solo virologo e gli scienziati catastrofisti che hanno bloccato le nazioni hanno sempre sbagliato tutto ma sono stati lasciati comunque sui loro altarini televisivi a predicare sventure e immani sacrifici: sia in Africa che in India e in Svezia, non è stata attuata nessuna campagna vaccinale e nessun rispetto dei distanziamenti eppure non si è verificata nessuna ecatombe mentre vaccinare durante un’epidemia comporta l’esplosione delle varianti come sanno anche gli studenti del primo anno di medicina. Si continua a mantenere una dittatura sanitaria inconcepibile rispetto alla reale entità del tasso di letalità del virus e si vuole rendere obbligatoria (allo studio il pass vaccinale già in uso in Israele) la vaccinazione anche su soggetti giovani che hanno più probabilità di morire per un effetto collaterale del farmaco (trombosi) piuttosto che di Covid. L’OMS prima ha colpevolmente ritardato a lanciare l’allarme, poi ha ostacolato le autopsie indispensabili per capire come andava trattato il nuovo virus e poi ha addirittura raccomandato l’incenerimento delle salme come se fosse la peste nera (oggi gli organi dei deceduti vengono trapiantati) e introdotto un sistema di computo delle vittime concepito per gonfiare le cifre (tutti i positivi deceduti, anche se asintomatici per il Covid morti per altre cause sono stati inclusi in statistica)”.

A proposito dei vaccini, peraltro, è difficile non osservare come l’interesse dei media sia rivolto tutto a loro e, per contro, prossima allo zero sia l’informazione sulle possibili cure, presenti e future…

“Molte migliaia di persone – ritiene Pizzuti – sono morte a causa delle cure sbagliate e fino a pochi giorni fa veniva ancora prescritta la tachipirina che allevia i sintomi ma lascia peggiorare la patologia. Quando i medici in prima linea hanno individuato i trattamenti giusti come la clorochina (molto efficace se assunta ai primi sintomi) e il plasma iperimmune, sono spuntate fuori le ricerche che ne ostacolano l’uso a favore del vaccino e degli anticorpi monoclonali brevettati e venduti a peso d’oro dall’industria ma meno efficaci del plasma ad alta titolazione”.

Ci sono, peraltro, dei professionisti del settore medico che si sono opposti alle modalità con cui è stata e viene tutt’ora gestita la pandemia. Anche questo viene raccontato nel libro.

“Migliaia di medici e giuristi di tutto il mondo – afferma lo scrittore – si sono uniti in associazioni per cercare di porre un freno alla dittatura sanitaria, ristabilire le libertà, sbloccare le cure efficaci e tornare alla normalità ma tutti i palazzi di potere stanno esercitando pressioni per l’esatto opposto. Sui media mainstream invece non c’è spazio per medici e scienziati fuori dal coro e i medici che hanno tentato di sgonfiare il panico come Zangrillo e De Donno, hanno dovuto subire un linciaggio mediatico che li ha costretti a ritirarsi dalla scena pubblica”.

Dallo scoppio della pandemia si è parlato di “nuova normalità”. Un termine sospetto, perché usato contemporaneamente da tutti i principali centri di potere: dai governi alle organizzazioni sovranazionali. Sospetto perché, di solito, quando vi è un simile allineamento su determinate parole chiave, è presumibile che vi sia anche una certa dose di pianificazione.

“Con questo tema – conclude al proposito Pizzuti – siamo arrivati al vero scopo dell’emergenza sanitaria che tiene in scacco il mondo intero ma per capire cosa sta succedendo, dobbiamo prima smettere di pensare alle case farmaceutiche solo come a dei produttori di farmaci. I pacchetti azionati delle big pharma infatti, sono detenuti dai colossi della grande finanza di Wall Street come Blackrock, State Street Corporation, Capital Group, Wellington Management Bank of America, Deutsche Bank, Morgan Stanley, JP Morgan, Ubs, Goldman Sachs, Royal Bank of Canada e Barclays che a loro volta controllano la grande editoria insieme ai social network (Bill Gates ad esempio ha i pacchetti azionari di FB). Le case farmaceutiche quindi sono le propaggini di un unico grande onnipotente agglomerato finanziario industriale in cui è difficile distinguere la testa dalla coda. Al vertice di questo impero oligarchico troviamo i super ricchi della Terra che ogni anno si riuniscono a Davos per il World Economic Forum (WEF) con i loro 1500 jet privati per decidere le sorti del mondo. Il WEF, insieme a Bill Gates (il patron dei vaccini) aveva profetizzato lo scoppio di una pandemia nell’ottobre 2019 (Event 201) e nei documenti che ha pubblico è stato espressamente dichiarato che il loro obiettivo da raggiungere entro il 2030 è la distruzione del vecchio ordine economico e sociale per stabilirne uno nuovo all’insegna del green e dell’ecosostenibile dove sopravviveranno solo le catene delle multinazionali. L’avvento della quarta rivoluzione industriale (intelligenza artificiale, robotica, 5G e digitalizzazione) renderà inutili grandi masse di lavoratori. Milioni di aziende indipendenti medio-piccole verranno fatte fallire e al contempo verrà introdotta una mancetta di povertà denominata reddito di cittadinanza universale. Questa è la nuova normalità che le elite hanno deciso per noi e che non sarebbe mai stato possibile realizzare in così breve tempo senza una pandemia con lockdown, fallimenti e aumento esponenziale del debito. Una pandemia che casualmente avevano anche previsto e che hanno espressamente dichiarato, essere un’occasione d’oro per il ‘Great Reset’. Lo stato di emergenza quindi durerà fino a quando il vecchio ordine economico e sociale non sarà stato completamente demolito perché come ha dichiarato l’organizzatore del WEF, Klaus Schwab, la normalità, non tornerà mai più”.

 

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