Fateci caso: le parole d’ordine della contemporaneità, quelle verso le quali si deve necessariamente avere un atteggiamento positivo, pena l’essere automaticamente ritenuti squalificati e “fuori dal tempo”, cioè “vecchi“, sono in realtà delle gigantesche, enormi fregature. Si pensi, per esempio, alla “flessibilità”: la generazione nata negli anni Ottanta e negli anni Novanta è cresciuta sentendosi dire che solo la flessibilità avrebbe rimosso i freni alla crescita economica, altrimenti inarrestabile in eterno. “Bisogna essere flessibili”, dicevano professori, economisti, giornalisti, industriali. Flessibili sul lavoro, soprattutto. Oggi il mondo ci è dentro, nell’”era della flessibilità”. E in cosa si è tradotto tutto questo? Precarietà. Per […]