Li pagava tutti. I partiti, dal primo all’ultimo. O almeno così ha detto, Luca Parnasi, l’imprenditore arrestato per la vicenda dello stadio di Roma, che ieri è stato sottoposto al suo primo interrogatorio. Come ai tempi di tangentopoli insomma. Peccato che tutto questo sia avvenuto al tempo dell’onestà a 5 Stelle e nella sua città simbolo: Roma, capitale d’Italia e del grillismo. Quello di Parnasi è in realtà un caso altamente simbolico dei tragici errori dell’antipolitica pentastellata. Sulla scia delle richieste a furor di popolo del Movimento 5 Stelle nel 2013 il parlamento votò infatti il decreto partorito dal Governo […]