Pur non condividendo nulla di certo giustizialismo da bar, è inutile negarlo: l’Italia ha un problema di corruzione. La recente ondata di arresti e indagini tra Lombardia, Piemonte e Calabria, che ha fatto impallidire il caso Siri e, probabilmente, costretto il numero uno della Lega Matteo Salvini a mollare in extremis la difesa di quest’ultimo (che fino al terzo grado, lo si ricordi, è comunque innocente), ha (ri)aperto il tema, con i soliti tormentoni. Così si prosegue per luoghi comuni, da un lato i manettari, dall’altro i garantisti, ognuno arroccato sulle sue posizioni, senza che nessuno, tuttavia, si dia minimamente da fare per […]