Tutti alla corte del drago. Con diverse motivazioni (e c’entra anche Biden)

Tutti alla corte del drago. Nessuno escluso. L’epilogo dell’agonia del Governo Conte bis, giunto al termine di una gestione dell’epidemia che, negli ultimi mesi, si era fatta addirittura imbarazzante (incomprensibile il continuo andirivieni di aperture e chiusure) non poteva forse essere più scontato, per chi minimamente “mastica” i grandi e i piccoli misteri del potere. Che sarebbe stato Matteo Renzi a staccare la spina era piuttosto evidente fin dalle prime battute dell’esperimento “giallo-rosso”. Che a rimpiazzare l’avvocato pugliese a Palazzo Chigi sarebbe stato un tecnico gradito al mondo della finanza, pure (i nomi che circolavano erano quelli di Mario Draghi […]

  

Voto o non voto? Decideranno le poltrone…

Con le dimissioni del ministro grillino all’Istruzione, Lorenzo Fioramonti, calano sensibilmente e ulteriormente le probabilità di una durata dell’esecutivo Conte-bis fino alla fine “naturale” del mandato. Del resto l’ex “avvocato del popolo”, portato a Palazzo Chigi dal Movimento Cinque Stelle e divenuto, dopo l’auto-defenestrazione della Lega e di Salvini, sempre più l’avvocato del Partito Democratico, pare ormai rassegnato a non vedere il 2023, data di scadenza naturale della legislatura in corso. Quest’ultima, invece, sembrava destinata ad arrivare alla fine e solo pochi giorni fa si parlava di un esecutivo di “sicurezza” con a capo l’ex numero uno della Banca Centrale […]

  

La Lega benedice il “Governo Draghi”? Per fortuna c’è la Meloni…

Lo ha detto Giancarlo Giorgetti, l’uomo di establishment del Carroccio. Lo ha confermato anche Matteo Salvini. Sì, la Lega, il partito sovranista per eccellenza vuole il Governo Draghi. Così, mentre l’esperienza a Palazzo Chigi di “Giuseppi” Conte sembra sempre più in bilico, tra scandali e scandaletti che sembrano essere stati piazzati ad arte come ostacoli da un grande e sapiente architetto, al fine di renderne la vita politica più breve, all’orizzonte si staglia l’ennesima manovra di palazzo. Una manovra già scritta, già prevista, forse. Perché di Draghi premier (o, addirittura, come erede di Mattarella al Colle) se ne parlava da mesi. […]

  

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