{"id":1102,"date":"2018-12-19T08:43:36","date_gmt":"2018-12-19T07:43:36","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/?p=1102"},"modified":"2018-12-19T10:05:17","modified_gmt":"2018-12-19T09:05:17","slug":"leuropa-in-pezzi-quello-che-i-sovranisti-non-comprendono","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/2018\/12\/19\/leuropa-in-pezzi-quello-che-i-sovranisti-non-comprendono\/","title":{"rendered":"L&#8217;Europa in pezzi: quello che i sovranisti non comprendono"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2018\/12\/IMG_3041.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-medium wp-image-1106 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2018\/12\/IMG_3041-213x300.jpg\" alt=\"IMG_3041\" width=\"213\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2018\/12\/IMG_3041-213x300.jpg 213w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2018\/12\/IMG_3041.jpg 544w\" sizes=\"(max-width: 213px) 100vw, 213px\" \/><\/a>\u201c<i>L\u2019Europa in pezzi<\/i>\u201d \u00e8 il titolo dell\u2019ultimo numero di <i>Eurasia<\/i> (il cinquantatreesimo), la prestigiosa rivista di studi geopolitici delle Edizioni all\u2019insegna del Veltro, che uscir\u00e0 nei prossimi giorni.<\/p>\n<p>Un titolo che sembra riflettere in maniera speculare l\u2019attuale situazione del contesto comunitario europeo, segnato in queste ultime settimane anche dalle proteste dei <i>gilets jaunes<\/i>&#8230;<\/p>\n<p>Chi qui vi scrive, autore di un contributo all&#8217;interno della medesima rivista, ha avuto modo di interloquire con il professor Claudio Mutti, direttore di <i>Eurasia<\/i>, per chiedergli di commentare, oltre proprio ai contenuti di quest&#8217;ultimo numero, anche l&#8217;intricata situazione geopolitica dell&#8217;Europa nel suo complesso.<\/p>\n<p>\u201c<i>Questo nuovo numero di &#8216;Eurasia&#8217;,<\/i> &#8211; spiega il professor Mutti a proposito di quest&#8217;ultima uscita &#8211; <i>che inaugura il sedicesimo anno di vita della rivista, contiene oltre alle consuete sezioni (Continenti, Documenti ecc.) ben due dossari. Uno, Geopolitica delle religioni, si occupa dello scisma ortodosso in Ucraina, della crisi del mondo musulmano, delle manovre di Steve Bannon negli ambienti cattolici, del potere esercitato dalle sette evangeliche sulla societ\u00e0 brasiliana. L\u2019altro dossario, che essendo il pi\u00f9 nutrito d\u00e0 il titolo al volume (L\u2019Europa in pezzi?), focalizza la sua attenzione sul fenomeno del cosiddetto &#8216;sovranismo&#8217;, odierna versione del nazionalismo, evidenziandone la solidariet\u00e0 con la strategia egemonica dell\u2019amministrazione statunitense e indicando la dimensione eurasiatica come unica valida alternativa al debole e fallimentare europeismo dell\u2019Unione Europea. La quale, se da un lato ha manifestato alcune renitenze alle ingiunzioni nordamericane, dall\u2019altro si \u00e8 resa sempre pi\u00f9 impopolare per la sua strutturale soggezione al potere finanziario, rivelandosi incapace di guidare l\u2019Europa verso l\u2019unit\u00e0, l\u2019indipendenza politica e l\u2019autonomia militare\u201d<\/i><\/p>\n<p>Il professore ha pi\u00f9 volte sottolineato come gli Stati Uniti siano contrari alle grandi aggregazioni geopolitiche, che vanno nella direzione di un mondo multipolare.<\/p>\n<p>&#8220;<i>Soltanto i &#8216;sovranisti&#8217; &#8211; <\/i>spiega<i> &#8211; non arrivano a capire che dopo il 1945 la thiriartiana &#8216;soglia critica quantitativa&#8217;, cio\u00e8 la dimensione minima indispensabile affinch\u00e9 un\u2019entit\u00e0 politica sia davvero indipendente, sovrana ed autosufficiente, deve superare ampiamente la dimensione dello Stato nazionale. Perci\u00f2 solo Stati continentali come la Russia, la Cina o l\u2019India possono svolgere un ruolo autonomo sulla scena internazionale. Ci\u00f2 di cui abbiamo bisogno, dunque, non \u00e8 una fragile Unione Europea, n\u00e9 un\u2019altrettanto fragile confederazione di Stati nazionali proposta da alcuni &#8216;sovranisti&#8217;, bens\u00ec un\u2019Europa unitaria, integrata in un grande impero eurasiatico esteso fra Vladivostok e Dublino<\/i>&#8220;.<\/p>\n<p>Un ruolo e un destino particolare e per certi aspetti diverso riguarda il Regno Unito. E la <i>Brexit<\/i> non \u00e8 necessariamente un bene&#8230;<\/p>\n<p>&#8220;<i>L\u2019Inghilterra<\/i> &#8211; racconta ancora Mutti &#8211;<i> ha obbedito al destino geopolitico legato alla sua natura insulare e, diventata la potenza marittima perfetta, \u00e8 stata a lungo l\u2019Antieuropa per eccellenza. Se Carl Schmitt poteva ancora pensare all\u2019Inghilterra come ad una nave pirata che scioglie gli ormeggi e salpa alla conquista degli oceani, oggi sarebbe pi\u00f9 appropriato immaginarla come una portaerei ostile ancorata sul nostro versante occidentale; una portaerei a disposizione degli Stati Uniti, poich\u00e9 \u00e8 almeno dal 1941 che l\u2019Inghilterra ha la vocazione ad essere una pedina degli USA contro l\u2019Europa. Un\u2019Europa unita e sovrana \u2013 o un\u2019Eurasia imperiale \u2013 non potr\u00e0 affatto permettere l\u2019esistenza di una minaccia di questo genere, ma dovr\u00e0 agganciare saldamente a s\u00e9 l\u2019Inghilterra e non consentire assolutamente nessuna Brexit&#8221;.<\/i><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2018\/12\/IMG_3043.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-medium wp-image-1107 alignleft\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2018\/12\/IMG_3043-300x192.jpg\" alt=\"IMG_3043\" width=\"300\" height=\"192\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2018\/12\/IMG_3043-300x192.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2018\/12\/IMG_3043.jpg 750w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Il presidente francese Emmanuel Macron ha recentemente rilanciato l\u2019idea di un esercito europeo.<\/p>\n<p>&#8220;<i>La vedo esattamente come la vede Vladimir Putin<\/i> &#8211; spiega al riguardo il professore &#8211; <i>il quale ha definito l\u2019idea di un esercito europeo come &#8216;positiva nell\u2019ottica di un rafforzamento di un mondo multipolare&#8217;, poich\u00e9, cito le parole del presidente russo, \u201cl\u2019Europa \u00e8 un forte blocco economico, una potente unione economica, ed \u00e8 piuttosto naturale che voglia essere indipendente, autosufficiente, sovrana nella difesa e sicurezza&#8221;.<\/i><\/p>\n<p>La Federazione Russa, fino a pochi anni fa, sembrava in grado di poter fare da polo geopolitico di riferimento per i movimenti sovranisti europei: non dimentichiamo la stipula di accordi di collaborazione tra il partito Russia Unita e alcuni di questi movimenti. Una scelta strategica? Forse no.<\/p>\n<p><i>&#8220;In un recentissimo studio<\/i> &#8211; commenta al proposito il direttore di <i>Eurasia<\/i> &#8211; <i>intitolato &#8216;Chaos as a strategy. Putin\u2019s Promethean Gamble&#8217; e pubblicato dal &#8216;Center for European Policy Analysis&#8217;, gli analisti Donald Jensen e Peter Doran negano che la Russia prediliga le scelte politiche rappresentate dai movimenti &#8216;sovranisti&#8217; di destra. Secondo loro l\u2019attuale strategia di Mosca non mirerebbe a promuovere la formazione di un fronte di partiti filorussi, ma solo a confondere le oligarchie liberali, senza nessun espansionismo strategico. Perci\u00f2 il Cremlino non fornirebbe nessun considerevole aiuto alla Lega di Salvini (la quale da parte sua ha dato via libera al prolungamento delle sanzioni antirusse); n\u00e9 sosterrebbe i fautori del Brexit; n\u00e9 avrebbe influito sull\u2019elezione di Trump. Comunque sia, al Cremlino devono aver capito che i movimenti &#8216;sovranisti&#8217;, impegnati pi\u00f9 che altro nello scontro con l\u2019UE, sono sostanzialmente funzionali alla strategia trumpista. Pi\u00f9 che di movimenti &#8216;sovranisti&#8217; nazionali, la Russia avrebbe bisogno di un movimento &#8216;sovranista&#8217; europeo, cos\u00ec come l\u2019Europa avrebbe bisogno che la Russia intraprendesse in rapporto all\u2019Europa un\u2019azione analoga a quella svolta dalla Prussia nell\u2019area tedesca o dal Piemonte in Italia&#8221;.<\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u201cL\u2019Europa in pezzi\u201d \u00e8 il titolo dell\u2019ultimo numero di Eurasia (il cinquantatreesimo), la prestigiosa rivista di studi geopolitici delle Edizioni all\u2019insegna del Veltro, che uscir\u00e0 nei prossimi giorni. 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