{"id":1262,"date":"2019-02-18T16:42:53","date_gmt":"2019-02-18T15:42:53","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/?p=1262"},"modified":"2019-02-18T16:42:53","modified_gmt":"2019-02-18T15:42:53","slug":"dresda-e-montecassino-quei-crimini-democratici-e-il-suicidio-deuropa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/2019\/02\/18\/dresda-e-montecassino-quei-crimini-democratici-e-il-suicidio-deuropa\/","title":{"rendered":"Dresda e Montecassino: quei &#8220;crimini democratici&#8221; e il suicidio d&#8217;Europa"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-1263 alignleft\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2019\/02\/Dresden-300x200.jpg\" alt=\"Dresden\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2019\/02\/Dresden-300x200.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2019\/02\/Dresden-1024x682.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2019\/02\/Dresden.jpg 1280w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Nei giorni scorsi, in particolare quelli dal 13 al 15 febbraio, cadeva una ricorrenza drammatica per l\u2019Europa. Una ricorrenza che, purtroppo, solo molto raramente viene menzionata, forse perch\u00e9 ancora considerata troppo \u201cpoliticamente scorretta\u201d. Insomma, uno di quei &#8220;crimini democratici&#8221; che non sta bene ricordare. Negli stessi identici giorni del 1945, infatti, un bombardamento alleato distruggeva per sempre uno dei tesori storici e architettonici del vecchio continente: la citt\u00e0 barocca di Dresda. Un patrimonio dell\u2019identit\u00e0 continentale raso al suolo da oltre 4mila tonnellate di bombe incendiarie ed esplosive, un anno esatto dopo il brutale abbattimento (15 febbraio 1944) dell\u2019abbazia di Montecassino, il monastero fondato da San Benedetto da Norcia. Furono 21.271 i corpi umani ritrovati dopo l\u2019apocalisse di fuoco. Ritrovati, appunto, perch\u00e9 molti di pi\u00f9 furono quelli che finirono sepolti per sempre dalle macerie (corpi devastati dalle bombe sono stati scoperti addirittura fino al 1966\u2026) o letteralmente inceneriti. Lo scopo dell\u2019attacco, infatti, era quello di provocare l\u2019effetto della \u201ctempesta di fuoco\u201d, realizzato grazie alle strette vie del centro urbano, alla massiccia presenza di edifici con parti lignee, ai tunnel sotterranei che funsero da propagatori per le fiamme. Konrad Adenauer, nel 1955, ipotizz\u00f2 addirittura 250mila morti. Oggi le cifre ipotizzate sono di molto inferiori.<\/p>\n<p>Resta e rester\u00e0 per sempre, per\u00f2, il criminale intento, una delle tante infamie che avvennero in quello scontro fratricida che mise uno contro l\u2019altro i popoli del vecchio continente, di distruggere scientemente quello scrigno contenente secoli di storia. Una scelta dovuta, tra le altre cose, alla volont\u00e0 degli alleati di piegare nel terrore il morale del popolo tedesco, mentre da est avanzava ormai inarrestabile l\u2019Armata Rossa.<\/p>\n<p>Quella di Dresda \u00e8 una ferita che, dopo 74 anni, ancora sanguina nel petto del continente. Perch\u00e9, sebbene sembrino ormai eventi lontani, nulla meglio di quelle rovine mai pi\u00f9 ricostruite (se non in minima parte) pu\u00f2 rappresentare la tragica fine dell\u2019egemonia politica e culturale di quell\u2019Europa che aveva scelto di suicidarsi nei due conflitti mondiali e negli errori e negli orrori delle ideologie del mondo moderno. Quell\u2019Europa che per millenni aveva retto i propri destini e quelli del mondo, lasciando dietro di s\u00e9 un complesso simbolico di chiese, citt\u00e0, cattedrali, castelli, regge, monasteri, abbazie, universit\u00e0 e biblioteche, appendici concrete di una civilt\u00e0 millenaria e delle sue declinazioni religiose e filosofiche, veniva asfaltata e annientata, a Dresda come a Montecassino, dalle bombe. Le macerie fisiche e morali dell\u2019agonizzante spirito europeo aprirono la strada, dopo il conflitto, alle non-culture dei vincitori: a est della futura \u201ccortina di ferro\u201d all\u2019egualitario grigiore sovietico e a ovest al mortale veleno del consumismo americano, entrambe rimpiazzate, dopo il 1989, da un veleno ancora pi\u00f9 potente, il globalismo.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, mentre sulle citt\u00e0 un tempo dominate dai campanili si stagliano gli anonimi grattacieli del nuovo stile architettonico &#8220;globale&#8221; e &#8220;democratico&#8221;, mentre i cittadini d\u2019Europa si nutrono nei <em>fast food<\/em> con le insegne al neon, tutti rigorosamente vestiti nello stesso modo, con gli stessi auricolari e gli stessi telefoni cellulari, senza che nessuno li abbia formalmente obbligati e mentre alle grandi narrazioni e alle scuole di pensiero si sostituisce sempre pi\u00f9 il cretinismo economico e tecnologico, viene da pensare a Dresda. A Montecassino. Al cuore profondo del nobile animo europeo. Un cuore schiacciato nel pugno del pi\u00f9 crudele degli errori del \u2018900: la guerra tra gli europei. Vinta infine e all\u2019atto pratico solo da chi europeo non lo era.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Nei giorni scorsi, in particolare quelli dal 13 al 15 febbraio, cadeva una ricorrenza drammatica per l\u2019Europa. Una ricorrenza che, purtroppo, solo molto raramente viene menzionata, forse perch\u00e9 ancora considerata troppo \u201cpoliticamente scorretta\u201d. Insomma, uno di quei &#8220;crimini democratici&#8221; che non sta bene ricordare. Negli stessi identici giorni del 1945, infatti, un bombardamento alleato distruggeva per sempre uno dei tesori storici e architettonici del vecchio continente: la citt\u00e0 barocca di Dresda. Un patrimonio dell\u2019identit\u00e0 continentale raso al suolo da oltre 4mila tonnellate di bombe incendiarie ed esplosive, un anno esatto dopo il brutale abbattimento (15 febbraio 1944) dell\u2019abbazia di Montecassino, [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/2019\/02\/18\/dresda-e-montecassino-quei-crimini-democratici-e-il-suicidio-deuropa\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1106,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[4625],"tags":[228778,228777,29834,15909],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1262"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1106"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1262"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1262\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1265,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1262\/revisions\/1265"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1262"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1262"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1262"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}