{"id":1308,"date":"2019-03-21T10:20:27","date_gmt":"2019-03-21T09:20:27","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/?p=1308"},"modified":"2019-03-21T10:20:27","modified_gmt":"2019-03-21T09:20:27","slug":"occhio-bannon-neocon-destra-ingannarsi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/2019\/03\/21\/occhio-bannon-neocon-destra-ingannarsi\/","title":{"rendered":"Occhio a Bannon (e ai neocon): perch\u00e9 la destra non deve ingannarsi"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-1309 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2019\/03\/inganno-bannon-300x300.jpg\" alt=\"inganno-bannon\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2019\/03\/inganno-bannon-300x300.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2019\/03\/inganno-bannon-150x150.jpg 150w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2019\/03\/inganno-bannon.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Edito da Edizioni Cinabro, <em>\u201cInganno Bannon<\/em>\u201d, libro scritto a pi\u00f9 mani da Gianluca Marletta, Claudio Mutti, Maurizio Blondet e Andrea Marcigliano con la partecipazione del Centro Studi Raido e di Rigenerazione Evola \u00e8 un testo che arriva in un momento in cui il mondo della destra istituzionale sembra unanimemente schierato a supporto del \u201cpopulismo trumpiano\u201d, di cui Steve Bannon, con la sua idea di un\u2019internazionale sovranista legata alla geopolitica americana, \u00e8 il principale sostenitore. Prova ne sono gli strali lanciati da questo mondo nei confronti dell\u2019accordo tra l\u2019Italia e Pechino per la Nuova Via della Seta o a favore delle posizioni statunitensi in Venezuela.<\/p>\n<p>Il saggio \u00e8, tuttavia, la dimostrazione che, anche nel mondo della cultura \u201cdi destra\u201d, non tutti la pensano allo stesso modo e anzi intendono mettere in guardia da influenze che, per il sovranismo, possono essere deleterie.<\/p>\n<p>\u201c<em>Per prima cosa<\/em> \u2013 spiega lo scrittore Gianluca Marletta, uno degli autori &#8211; <em>va precisato che \u2018l\u2019inganno\u2019 a cui si allude nel titolo del libro non \u00e8 certo \u201cordito\u201d da Bannon ai danni di chicchessia\u2026 Steven Bannon non mi pare voglia &#8216;ingannare&#8217; nessuno: \u00e8 un lucido quanto pragmatico politico americano (ed ex sceneggiatore di Hollywood) che ha messo da subito in chiaro quali sono i suoi scopi e il suo obbiettivo, ovvero quello di rilanciare l\u2019egemonia anglo-americana nel mondo (corrosa dagli eccessi del progressismo liberal del clan Obama-Soros, che coi suoi metodi risulta attualmente inviso ad una consistente fetta dell\u2019opinione pubblica occidentale), a partire da un programma populista che possa risultare accattivante anche i movimenti di destra del Vecchio Continente. Non \u00e8 Bannon che vuol ingannare, sono le destre europee (ed anche una parte del mondo \u2018conservatore\u2019 cattolico) ad auto-ingannarsi, vedendo in Bannon (e in Trump) delle figure para-messianiche, fautori di una \u201crivoluzione globale\u201d contro le \u00e9lite o, addirittura, dei \u201crestauratori\u201d di una non meglio precisata \u2018tradizione\u2019. Bannon dal suo canto \u00e8 chiarissimo: al pari di Trump aderisce ad una versione populista del liberal-capitalismo USA, predica uno scontro di civilt\u00e0 che vedrebbe un presunto \u201coccidente\u201d cristiano-sionista-liberalista opporsi ad un presunto mondo \u2018asiatico\u2019, vede (anche) nelle religioni un mero instrumentum regni da utilizzare pragmaticamente nell\u2019ottica di tale strategia. Non \u00e8 lui a voler ingannare, siamo \u2018noi\u2019 a volerci ingannare\u201d.<\/em><\/p>\n<p>L\u2019inganno di cui sopra potrebbe dunque facilmente materializzarsi in <em>The Movement<\/em>, la piattaforma sovranista ideata da Bannon e da un misterioso avvocato belga, Mischael Modrikamen.<\/p>\n<p>\u201c<em>The Movement<\/em> \u2013 spiega ancora Marletta &#8211; <em>\u00e8 una piattaforma creata attorno alla figura di uno dei leader dell\u2019Ebraismo liberale del Nord Europa, l\u2018avvocato Modrikamen, con l\u2019intenzione di riunire uomini del mondo \u201cconservatore\u201d europeo di varia estrazione culturale e confessionale attorno ad un progetto unificante che \u00e8, appunto, quello caldeggiato da Bannon: opposizione al centralismo dell\u2019Unione Europea, indebolimento della stessa, ricompattamento dei movimenti che si oppongono alla (obbiettivamente) asfissiante morsa di Bruxelles, allineamento ad un presunto Occidente \u2018giudaico-cristiano\u2019 in opposizione agli avversari esterni e dipendenza dall\u2019egemonia di Washington. Lo scopo, a livello strategico, \u00e8 abbastanza chiaro: sfruttare il malcontento verso l\u2019Unione Europea per rinsaldare i vincoli con l\u2019America e, al tempo stesso, impedire che certi movimenti \u2018identitari\u2019 spingano per una fuga in avanti (magari caldeggiando alleanze verso Oriente) riconducendo ogni opposizione sotto l\u2019egida degli USA<\/em>\u201d<\/p>\n<p>Sotto l\u2019egida degli USA e quindi lontano da Mosca, la Terza Roma che, fino a poco tempo fa sembrava poter essere il faro dei movimenti sovranisti. Eppure, in ambienti conservatori, c\u2019\u00e8 ancora chi ipotizza un\u2019alleanza russo-americana con i sovranisti (e contro la Cina)\u2026<\/p>\n<p>\u201c<em>Il programma di Bannon<\/em> \u2013 prosegue Marletta &#8211; <em>sosteneva inizialmente questa possibilit\u00e0: \u2018riassorbire\u2019 la Russia in un pi\u00f9 vasto \u2018fronte occidentale\u2019 (non pi\u00f9 a guida liberal ma populist) per isolare soprattutto la Cina. Tuttavia, credo che tale obbiettivo si scontri con i fatti che parlano, al contrario, di una sempre pi\u00f9 invasiva e minacciosa presenza USA e NATO ai confini con la Russia. L\u2019idea, peraltro, sarebbe stata quella di fare della Russia un ennesimo satellite (forse solo un po\u2019 pi\u00f9 grande degli altri) del grande impero anglo-liberale. Un tale progetto, tuttavia, si scontra con un\u2019innumerevole quantit\u00e0 di fattori storici, culturali e geopolitici che lo rendono a dir poco irrealistico (ammesso e non concesso che non si sia trattata solo di una boutade da utilizzare come specchio per le allodole verso quella parte della destra europea che guarda alla Russia)\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Irrealistico e anche, forse, sconveniente.<\/p>\n<p>\u201c<em>La questione della \u2018convenienza\u2019<\/em> \u2013 spiega l\u2019autore &#8211; <em>va valutata con realismo. La politica concreta, infatti, non sempre pu\u00f2 prescindere da compromessi ed \u00e8 innegabile che, al giorno d\u2019oggi, il principale e pi\u00f9 \u2018prossimo\u2019 nemico dei popoli europei sia proprio l\u2019asfissiante burocrazia e tirannia economica e culturale imposta dalla UE a guida tedesca. Tuttavia, vi sono molte sfumature e gradi di compromesso possibile e non necessariamente opporsi a Bruxelles deve significare consegnarsi \u2018corpo ed anima\u2019 nelle mani di Trump e delle sue politiche, portare avanti una strategia economica di totale sudditanza agli interessi strategici USA o persino finire a combattere le guerre degli USA (e dei suoi alleati Israele, Arabia Saudita e simili) in Medio Oriente, in Asia o in Europa Orientale. La vera domanda da porsi \u00e8 piuttosto: i \u2018nostri\u2019 politici \u2018conservatori ed identitari\u2019 avranno la forza e l\u2019abilit\u00e0 di mantenere discernimento e libert\u00e0 nei loro rapporti con gli USA<\/em>?\u201d<\/p>\n<p>Il sovranismo di destra in effetti sembra ormai ruotare attorno a una prospettiva saldamente atlantica e &#8220;<em>neocon<\/em>&#8220;. Significa che il progetto sovranista \u00e8 fallito, che \u00e8 stato ricondotto nell&#8217;alveo della destra pi\u00f9 tradizionale e, per certi aspetti, reazionaria nel senso deteriore? Una risposta prova a fornirla lo stesso Marletta: \u201c<em>L\u2019aspetto positivo del cosiddetto \u2018sovranismo\u2019 \u00e8 stato quello di proporre alcune politiche concrete (lotta all\u2019immigrazione indiscriminata, certe misure a favore delle classi sociali pi\u00f9 sfavorite, una qualche diga ad alcune derive antropologiche come il gender, ecc.) che sono indubbiamente a favore dei popoli europei. Tuttavia, il problema del totale \u2018asservimento\u2019 agli USA di Trump (asservimento che potrebbe costare davvero caro in prospettiva, specie se la situazione internazionale dovesse peggiorare) \u00e8 di fronte ai nostri occhi; e la gara davvero poco \u2018dignitosa\u2019 dei leader della destra (soprattutto italiana) per accaparrarsi, spesso in maniera un pochino grottesca, la \u2018benevolenza\u2019 di Washington, non lascia presagire in prospettiva niente di buono&#8221;.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Edito da Edizioni Cinabro, \u201cInganno Bannon\u201d, libro scritto a pi\u00f9 mani da Gianluca Marletta, Claudio Mutti, Maurizio Blondet e Andrea Marcigliano con la partecipazione del Centro Studi Raido e di Rigenerazione Evola \u00e8 un testo che arriva in un momento in cui il mondo della destra istituzionale sembra unanimemente schierato a supporto del \u201cpopulismo trumpiano\u201d, di cui Steve Bannon, con la sua idea di un\u2019internazionale sovranista legata alla geopolitica americana, \u00e8 il principale sostenitore. 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