{"id":133,"date":"2018-05-30T14:19:54","date_gmt":"2018-05-30T12:19:54","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/?p=133"},"modified":"2018-05-30T16:24:02","modified_gmt":"2018-05-30T14:24:02","slug":"quei-liberals-europei-stretti-tra-trump-putin-e-la-cina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/2018\/05\/30\/quei-liberals-europei-stretti-tra-trump-putin-e-la-cina\/","title":{"rendered":"Quei &#8220;liberals&#8221; europei stretti tra Trump, Putin e la Cina"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-size: small\"><span lang=\"\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2018\/05\/15639702-poutine-xi-et-trump-les-nouveaux-maitres-du-monde.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-medium wp-image-134 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2018\/05\/15639702-poutine-xi-et-trump-les-nouveaux-maitres-du-monde-300x145.jpg\" alt=\"Poutine Trump Xi Pano\" width=\"300\" height=\"145\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2018\/05\/15639702-poutine-xi-et-trump-les-nouveaux-maitres-du-monde-300x145.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2018\/05\/15639702-poutine-xi-et-trump-les-nouveaux-maitres-du-monde.jpg 965w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Se non un vero e proprio scontro, un duro contrasto diplomatico \u00e8 in atto al vertice dell&#8217;Occidente. La questione del <\/span><\/span><span style=\"font-size: small\"><span lang=\"\"><i>JCPOA<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-size: small\"><span lang=\"\">, l&#8217;accordo sul nucleare iraniano,<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/2018\/05\/17\/sul-nucleare-iraniano-leuropa-gioca-una-partita-importante\/\"> di cui si \u00e8 gi\u00e0 avuto modo di\u00a0raccontare su queste colonn<\/a>e, e i dazi che Donald Trump, seguendo il suo ormai consolidato metodo del \u201cbastone e della carota\u201d, ha imposto sulle importazioni di alluminio e acciaio dall&#8217;Europa, che, salvo cambiamenti dell&#8217;ultimo momento,<a href=\"http:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/mondo\/2018-05-29\/usa-contro-tutti-dazi-sull-acciaio-ue-da-giugno-e-minacce-pechino-192723.shtml?uuid=AE5d8twE\"> scatteranno da dopodomani<\/a>,\u00a0<\/span><\/span><span style=\"font-size: small\"><span lang=\"\">stanno alimentando le divergenze tra gli Stati Uniti e le cancellerie europee.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\"><span lang=\"\">Il\u00a0contrasto non \u00e8 legato solo ad aspetti pratici, ma anche e soprattutto ideologici. Nonostante la sua parziale e progressiva normalizzazione, Trump, con la sua agenda, in parte nazional-populista e in parte neoconservatrice, ha infatti affossato o messo in secondo piano in nome di un isolazionismo che piace a quell&#8217;elettorato &#8220;<em>red neck<\/em>&#8221; o &#8220;<em>blue collar<\/em>&#8221; che lo sostiene non solo il <em>JCPOA<\/em>, ma anche immensi trattati liberoscambisti quali il <\/span><\/span><span style=\"font-size: small\"><span lang=\"\"><i>TPP<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-size: small\"><span lang=\"\"> e il <\/span><\/span><span style=\"font-size: small\"><span lang=\"\"><i>TTIP<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-size: small\"><span lang=\"\"> sui quali l&#8217;amminis<span style=\"font-size: small\"><span lang=\"\">trazione USA aveva lavorato alacremente negli otto anni di era Obama, ribaltando completamente la politica del predecessore. Laddove si parlava di apertura commerciale, oggi si parla di dazi e protezionismo, dove prima si parlava di accordi globali <\/span><\/span><span style=\"font-size: small\"><span lang=\"\"><i>a la page <\/i><\/span><\/span><span style=\"font-size: small\"><span lang=\"\">nei salotti ben<\/span><\/span><\/span><\/span><span style=\"font-size: small\"><span lang=\"\">pensanti<\/span><\/span><span style=\"font-size: small\"><span lang=\"\">, oggi si parla di pragmatiche intese bilaterali ridiscusse con i singoli stati.<\/span><\/span><\/p>\n<p lang=\"\"><strong><span style=\"font-size: small\">L&#8217;UE DI MERKEL E MACRON COSTRETTA A GUARDARE A\u00a0MOSCA E PECHINO<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\"><span lang=\"\">Cos\u00ec, i vertici del pensiero <\/span><\/span><span style=\"font-size: small\"><span lang=\"\"><i>liberal <\/i><\/span><\/span><span style=\"font-size: small\"><span lang=\"\">e globalista, sostenitori dei principi della <\/span><\/span><span style=\"font-size: small\"><span lang=\"\"><i>pax mercatoria<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-size: small\"><span lang=\"\"> mondiale, oggi, perse le sfide delle elezioni presidenziali americane e della<\/span><\/span><span style=\"font-size: small\"><span lang=\"\"><i> Brexit<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-size: small\"><span lang=\"\">, trovano una pi\u00f9 sicura rappresentanza nell&#8217;Europa continentale della cancelliera tedesca Angela Merkel e del presidente francese Emmanuel Macron. E l&#8217;Europa a trazione franco-tedesca, che \u00e8, nella situazione contingente e per un buffo paradosso del destino, l&#8217;unica paladina affidabile di quel mondialismo politico partorito dalla cultura anglosassone, sebbene sempre inserita in un contesto di subalternit\u00e0 geopolitica rispetto alla Casa Bianca, si trova costretta a volgere il suo sguardo a Oriente. Alla Russia di Putin e alla Cina di Xi Jinping. Paesi spesso dipinti caricaturalmente dai media <em>mainstream<\/em> occidentali addirittura come nemici del cosiddetto &#8220;mondo libero&#8221;, che oggi per\u00f2 acquistano una rilevanza strategica per consentire all&#8217;Unione Europea una maggiore libert\u00e0 di manovra rispetto alle imprevedibili scelte di &#8220;<em>The Donald<\/em>&#8220;. <\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\"><span lang=\"\">Il 18 maggio scorso Angela Merkel ha incontrato a Sochi, in Russia, Vladimir Putin. I risultati del <em>meeting<\/em> sono presto stati resi noti. I due <em>leaders<\/em> hanno infatti confermato il loro supporto, oltre che all&#8217;accordo sull&#8217;Iran, anche al gasdotto <em>North Stream 2<\/em>, sul baltico, che trasporter\u00e0 il gas russo nel cuore dell&#8217;Europa. Trump aveva indicato proprio in questo progetto il &#8220;prezzo&#8221; da pagare per gli europei per fermare i dazi americani ai Paesi UE. La questione, per gli USA, \u00e8 anche commerciale. <a href=\"http:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/mondo\/2018-05-18\/dazi-e-gasdotto-putin-trump-lotteremo-nord-stream-141557.shtml?uuid=AEBCkkqE\"><em>North Stream 2<\/em> \u00e8 infatti destinato a\u00a0fornire agli europei e soprattutto ai tedeschi gas a un prezzo tra il 25% e il 20% inferiore rispetto allo <em>shale gas<\/em> di esportazione americana<\/a>.\u00a0<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\"><span lang=\"\">Qualche giorno pi\u00f9 tardi, il 24 maggio, la cancelliera ha incontrato anche Xi Jinping a Pechino. Obiettivo, oltre al solito nucleare iraniano, quello di riequilibrare la bilancia commerciale tra Repubblica Popolare Cinese e Germania, entrambe nel mirino dei dazi statunitensi. Nel mentre il presidente francese Macron ha seguito la collega tedesca e ha incontrato a sua volta Putin. Segnali precisi, indirizzati verso la Casa Bianca: con le imposizioni unilaterali di Trump, l&#8217;Europa si sente libera di rivedere i propri rapporti con potenze rivali degli Stati Uniti o sul piano economico o sul piano geopolitico.<\/span><\/span><\/p>\n<p lang=\"\"><strong><span style=\"font-size: small\">PER I PAESI EURASIATICI SI TRATTA DI <em>REALPOLITIK.<\/em> PERMANGONO GLI OSTACOLI <\/span><\/strong><\/p>\n<p lang=\"\"><span style=\"font-size: small\">\u00c8 evidente tuttavia che le rivendicazioni europee non abbiano quale fine ultimo un reale distacco dagli USA, che chiaramente sarebbe al momento impensabile, quanto pi\u00f9 un desiderio di maggiore autonomia e soprattutto una necessit\u00e0 di rispondere agli atti di forza di Trump. Inoltre, se per Russia, Cina e Iran un avvicinamento all&#8217;Europa pu\u00f2 essere strategico in termini di <em>realpolitik<\/em> in chiave presente e futura, anche in questo caso non bisogna dimenticare le barriere ideologiche: proprio quei circoli globalisti che, con la fine dell&#8217;era obamiana, hanno trovato nella UE il principale interlocutore, non sono possono essere certamente considerati affidabili nella parte orientale del continente eurasiatico.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\"><span lang=\"\">Tanto pi\u00f9 che, a ricordare a Merkel, Macron, Juncker e soci che un riavvicinamento, soprattutto con la Russia, non sarebbe esente da ostacoli sono emersi, proprio negli stessi giorni delle viste diplomatiche della Cancelliera, sia\u00a0<a href=\"http:\/\/www.askanews.it\/esteri\/2018\/05\/27\/ucraina-tre-militari-uccisi-in-scontri-con-filo-russi-nellest-pn_20180527_00057\/\">una recrudescenza della crisi ucraina<\/a><\/span><\/span><span style=\"font-size: small\"><span lang=\"\">\u00a0che vede opposti, sul piano diplomatico, proprio Bruxelles e Mosca, sia gli esiti dell&#8217;indagine internazionale sull&#8217;incidente del Boeing della Malaysian Airlines abbattuto nel 2014 sui cieli dell&#8217;Ucraina, <a href=\"https:\/\/www.ilgiornale.it\/news\/mondo\/ucraina-inchiesta-sul-volo-mh17-fu-abbattuto-missile-russo-1531497.html\">che hanno incriminato, nonostante le numerose contraddizioni, la contraerea russa quale responsabile del disastro<\/a><\/span><\/span><span style=\"font-size: small\"><span lang=\"\">. Quasi un monito delle difficolt\u00e0 da superare.\u00a0Per non dimenticare la questione siriana.<\/span><\/span><\/p>\n<p lang=\"\"><strong><span style=\"font-size: small\">GLOBALISTI IN RITIRATA ANCHE IN EUROPA TRA SPINTE SOVRANISTE E GOVERNI CONSERVATORI<\/span><\/strong><\/p>\n<p lang=\"\"><span style=\"font-size: small\">Certo, non che, all&#8217;interno dell&#8217;Europa comunitaria, la situazione vada meglio. Oltre all&#8217;emergere di partiti populisti e sovranisti per ora minoritari, non bisogna dimenticare il rapporto critico dei vertici di Bruxelles con i governi dei Paesi del gruppo di Visegrad, guidati dall&#8217;Ungheria, e con l&#8217;Austria guidata da un centrodestra a forte connotazione conservatrice. A questi potrebbe presto aggiungersi l&#8217;Italia, destinata forse a tornare al voto in breve tempo.<\/span><\/p>\n<p lang=\"\"><span style=\"font-size: small\">Cos\u00ec l&#8217;UE, debole e divisa sul piano politico e guidata dalla sua minoritaria <i>liberal elite,\u00a0<\/i>si trova, nel mondo avviato verso uno scenario multipolare ancora di l\u00e0 da venire ma che si staglia nettamente all&#8217;orizzonte, sempre pi\u00f9 in ostaggio da un lato delle mosse di <em>players<\/em> regionali guidati da una crescente volont\u00e0 di potenza e dall&#8217;altro di un alleato, gli Stati Uniti, che, conscio del suo ruolo di prima forza mondiale, all&#8217;obamismo <i>chic<\/i> ha sostituito il duro pragmatismo trumpiano.<\/span><\/p>\n<p lang=\"\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Se non un vero e proprio scontro, un duro contrasto diplomatico \u00e8 in atto al vertice dell&#8217;Occidente. La questione del JCPOA, l&#8217;accordo sul nucleare iraniano, di cui si \u00e8 gi\u00e0 avuto modo di\u00a0raccontare su queste colonne, e i dazi che Donald Trump, seguendo il suo ormai consolidato metodo del \u201cbastone e della carota\u201d, ha imposto sulle importazioni di alluminio e acciaio dall&#8217;Europa, che, salvo cambiamenti dell&#8217;ultimo momento, scatteranno da dopodomani,\u00a0stanno alimentando le divergenze tra gli Stati Uniti e le cancellerie europee. Il\u00a0contrasto non \u00e8 legato solo ad aspetti pratici, ma anche e soprattutto ideologici. 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