{"id":1375,"date":"2019-04-11T16:42:30","date_gmt":"2019-04-11T14:42:30","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/?p=1375"},"modified":"2019-04-19T14:01:43","modified_gmt":"2019-04-19T12:01:43","slug":"cyberuomini-transumanesimo-perche-dal-progresso-dovremmo-diffidare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/2019\/04\/11\/cyberuomini-transumanesimo-perche-dal-progresso-dovremmo-diffidare\/","title":{"rendered":"Cyberuomini e transumanesimo: perch\u00e9 dal progresso (ogni tanto) si dovrebbe diffidare"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-1376 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2019\/04\/cyberuomo-216x300.jpg\" alt=\"cyberuomo\" width=\"216\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2019\/04\/cyberuomo-216x300.jpg 216w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2019\/04\/cyberuomo.jpg 700w\" sizes=\"(max-width: 216px) 100vw, 216px\" \/>Progresso, tecnologia, innovazione, futuro, digitalizzazione. Concetti che sono solitamente espressi sempre e solo in senso positivo, per il loro impatto sulla societ\u00e0 umana. Eppure non sempre il progresso ha portato cambiamenti in meglio. Basti pensare alla bomba atomica, o alla disoccupazione provocata dalla \u201crobotizzazione\u201d. Insomma, senza essere \u201cluddisti\u201d a tutti i costi, dal progresso, a volte, sarebbe bene diffidare. Specialmente quando questo rischia di disumanizzare la societ\u00e0. Lo spiega, ad esempio, nel suo ultimo lavoro (\u201c<em>Cyberuomo. L\u2019alba del transumanesimo e il tramonto dell\u2019umanit\u00e0<\/em>\u201d, edito da Arianna Editrice), la scrittrice torinese Enrica Perucchietti.<\/p>\n<p>Uno dei primi capitoli si apre con un titolo che \u00e8 una domanda. Perch\u00e9 scrivere oggi, in pieno neo-positivismo tecnologico, un libro sul transumanesimo? \u201c<em>Perch\u00e9<\/em> \u2013 spiega l\u2019autrice &#8211; <em>\u00e8 una tematica che sebbene sembri \u2018lontana\u2019 nel tempo riguarda e dovrebbe interessare maggiormente la collettivit\u00e0, dall\u2019automazione alle ripercussioni di alcune ricerche nel campo del post-umano. Credo sia necessario proporre all\u2019opinione pubblica i retroscena e gli aspetti pi\u00f9 ambigui e opachi non solo della rivoluzione digitale e dell\u2019automazione ma pi\u00f9 in generale delle ricerche nel campo dell\u2019Intelligenza Artificiale e della medicina perch\u00e9 sfociano nel controllo sociale e nella sorveglianza tecnologica. Dietro al mantra del \u2018progresso\u2019 si stanno finanziando ricerche che secondo me dovrebbero invece essere discusse soprattutto da un punto di vista etico e sociale: che senso hanno clonazione, creazione di chimere, uteri artificiali, crionica, mind uploading e soprattutto l\u2019ibridazione uomo-macchina? Ho l\u2019impressione che si stia divinizzando la tecnologia, facendone un nuovo feticcio da adorare. Al contrario, le macchine e l\u2019innovazione dovrebbero essere al servizio dell\u2019uomo, un mezzo per migliorare il benessere collettivo, non per aumentare il divario tra ricchi e poveri e per stringere le maglie del controllo sociale\u201d<\/em>.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-1377 alignleft\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2019\/04\/robot-3010309_960_720-300x200.jpg\" alt=\"robot-3010309_960_720\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2019\/04\/robot-3010309_960_720-300x200.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2019\/04\/robot-3010309_960_720.jpg 960w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nel secolo scorso le distopie futuristico-tecnologiche riscuotevano grande successo, sia nella letteratura che al cinema. Oggi \u00e8 un genere meno affrontato. Segno che forse l\u2019uomo ha meno paura della tecnica. O, forse, come spiega la Perucchietti: <em>\u201csono affrontate ma con un taglio radicalmente diverso: hanno subito una specie di ribaltamento, eccetto pochi casi come esempio la trilogia di Richard Morgan Altered Carbon da cui \u00e8 stata tratta anche la celebre serie TV prodotta da Netflix. Negli anni Settanta e Ottanta, per esempio, i film di fantascienza e i romanzi cyberpunk contenevano un\u2019aspra critica verso le derive tecnologiche: la tecnologia e i suoi paradisi artificiali rischiavano di schiavizzare l\u2019uomo. Oggi, invece, questa critica \u00e8 solo accennata se non addirittura scomparsa, offrendo semmai un connubio di spettacolo e intrattenimento volti a sdoganare la comodit\u00e0 e l\u2019efficacia della tecnologia. Ci sono sempre pi\u00f9 film, romanzi, graphic novels e serie TV con protagonisti ibridi, supereroi che sono stati potenziati fisicamente e cerebralmente o persino automi, che spingono quindi lo spettatore ad anelare di vivere in una condizione simile di potenziamento fisico e psichico, come se la condizione umana non fosse abbastanza. Stiamo cio\u00e8 vivendo una fase in cui i limiti vengono rigettati e si sogna di poter abbattere le catene biologiche. Drammaticamente, per\u00f2, come narro nell\u2019antefatto del mio libro, stiamo percorrendo un sentiero inverso a quello del Pinocchio di Collodi: Pinocchio attua una trasmutazione dallo stato di schiavit\u00f9 (la condizione di marionetta) a quello di Uomo (con la libert\u00e0 e le responsabilit\u00e0 che ne conseguono). Noi oggi, invece, siamo irretiti da un sogno prometeico: abbattere la natura, potenziare il corpo, cambiare il nostro destino biologico e trascendere i nostri limiti. Per diventare una marionetta dalle sembianze cibernetiche. Una macchina\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>Il progresso sta, insomma, rischiando di superare la capacit\u00e0 umana di guidarlo e controllarlo. \u201c<em>La paradisiaca strada<\/em> \u2013 prosegue la Perucchietti &#8211; <em>della tecnologia pu\u00f2 condurre verso scenari che non sono stati meritatamente discussi ma che filosofi, scienziati, persino romanzieri hanno predetto in modo straordinario, lanciando un grido d\u2019allarme che \u00e8 rimasto inascoltato. L\u2019entusiasmo e l\u2019esaltazione acritica nel progresso e nella tecnologia stanno oscurando il lato nascosto delle ricerche che analizzo nel libro, dal campo dell\u2019automazione alla ricerca della vita eterna. La domanda che pongo al lettore \u00e8 la seguente: \u2018Siamo sicuri che tutto ci\u00f2 che \u00e8 tecnologicamente possibile (o che lo sar\u00e0 in futuro) sia da ricercare e applicare a tutti i costi?\u2019. Come mostro nel mio libro, dietro la parola \u2018progresso\u2019 si nascondono ricerche che fino a qualche anno fa sarebbero state bollate come incubi distopici e che vengono offerte all\u2019opinione pubblica come un traguardo per l\u2019evoluzione collettiva. Se critichi qualunque cosa venga etichettata come \u2018progresso\u2019 vieni automaticamente bollato come un oscurantista e un neoluddista, inibendo il confronto e censurando il dialogo che invece sarebbe a mio dire necessario<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>La tecnica sta oggi raggiungendo dei traguardi (o e prossima a raggiungerli) di cui forse, anzich\u00e9 accoglierli sempre e comunque con aria festante, bisognerebbe avere paura. \u201c<em>Le ricerche che mi inquietano di pi\u00f9<\/em> \u2013 conclude l\u2019autrice &#8211; s<em>ono quelle relative al tecnosesso, mind uploading, crionica, ibridazione uomo-macchina, ma anche la possibilit\u00e0 di clonare essere umani, la fabbricazione di chimere, gli xenotrapianti e l\u2019ectogenesi: \u00e8 probabile che in futuro le nuove generazioni nasceranno in uteri artificiali. Vi \u00e8 poi il problema legato a un eventuale pericolo legato alla IA (Intelligenza Artificiale). A sostenere che l\u2019Intelligenza Artificiale possa divenire in futuro un grave pericolo per l\u2019umanit\u00e0 sono alcuni tra i massimi ricercatori, imprenditori, scienziati e filosofi del nostro tempo. Il patron di Tesla, l\u2019imprenditore visionario Elon Musk ha definitivo l\u2019IA come \u2018la pi\u00f9 grande minaccia alla nostra esistenza\u2019. Anche Bill Gates e l\u2019astrofisico Stephen Hawking, hanno espresso la loro preoccupazione. Tra i \u2018pentiti\u2019 troviamo persino un transumanista come Nick Bostrom che nel suo ultimo libro Superintelligenza prevede quali possono essere i superpoteri e le strategie che una IA divenuta superintelligente potrebbe usare contro di noi: dall\u2019hackeraggio per sfuggire al controllo dei suoi \u2018guardiani\u2019 umani, a un vero e proprio attacco. Insomma, quello che costoro ci stanno dicendo \u00e8 che una sfida tecnologica potrebbe diventare nell\u2019imminente futuro, una sfida per la sopravvivenza. Le macchine prenderanno il sopravvento e la specie umana rischia di scomparire nella competizione tra materia organica e inorganica. Fermo restando che l\u2019innovazione e le ricerche in campo medico, scientifico e tecnologico sono tanto apprezzabili quanto auspicabili, dovremmo andare pi\u00f9 cauti e interrogarci sugli eccessi del progresso, individuando quali di queste ricerche non siano in realt\u00e0 dei \u2018cavalli di Troia\u2019 per legittimare progetti iper-capitalistici volti alla reificazione dell\u2019uomo. Ricerca sulla vita artificiale, clonazione, creazione di chimere, potenziamento tecnologico, crionica, mind uploading, sono i molteplici aspetti di un unico scopo, la creazione dell\u2019uomo OGM, di un individuo geneticamente modificato che possa soddisfare le esigenze del potere: obbedienza, sottomissione, omologazione. Lo scopo del saggio \u00e8 far conoscere al grande pubblico il pensiero transumanista, ancora sconosciuto ai pi\u00f9 e aprire un dibattito sulle possibili conseguenze che tali ricerche possono comportare per l\u2019intera societ\u00e0\u201d<\/em>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Progresso, tecnologia, innovazione, futuro, digitalizzazione. Concetti che sono solitamente espressi sempre e solo in senso positivo, per il loro impatto sulla societ\u00e0 umana. Eppure non sempre il progresso ha portato cambiamenti in meglio. Basti pensare alla bomba atomica, o alla disoccupazione provocata dalla \u201crobotizzazione\u201d. Insomma, senza essere \u201cluddisti\u201d a tutti i costi, dal progresso, a volte, sarebbe bene diffidare. Specialmente quando questo rischia di disumanizzare la societ\u00e0. Lo spiega, ad esempio, nel suo ultimo lavoro (\u201cCyberuomo. L\u2019alba del transumanesimo e il tramonto dell\u2019umanit\u00e0\u201d, edito da Arianna Editrice), la scrittrice torinese Enrica Perucchietti. 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