{"id":1574,"date":"2019-07-02T08:59:48","date_gmt":"2019-07-02T06:59:48","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/?p=1574"},"modified":"2019-07-02T08:59:48","modified_gmt":"2019-07-02T06:59:48","slug":"dopo-il-g20-tra-behemoth-e-il-leviatano-incombe-ziz","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/2019\/07\/02\/dopo-il-g20-tra-behemoth-e-il-leviatano-incombe-ziz\/","title":{"rendered":"Dopo il G20: tra Behemoth e il Leviatano incombe Ziz"},"content":{"rendered":"<p>Il G20 di Osaka, in Giappone, \u00e8 finito da poche ore e da poche ore \u00e8 terminato l\u2019incontro tra Donald Trump e il <em>leader<\/em> della Corea del Nord, Kim Jong Un e gi\u00e0 le tensioni tra Est e Ovest rischiano di riacuirsi con quanto accaduto a Hong Kong dove le dure proteste per un disegno di legge che prevedeva l\u2019estradizione verso la Cina sono terminate con un attacco al locale parlamento. Nell\u2019ex colonia britannica, tra i principali centri finanziari dell&#8217;emisfero orientale, ceduta dall\u2019Inghilterra a Pechino nel 1997, potrebbe accendersi un nuovo focolaio di crisi tra Oriente e Occidente, <a href=\"http:\/\/piccolenote.ilgiornale.it\/41260\/assalto-al-parlamento-hong-kong\" target=\"_blank\">come sottolinea anche <\/a><em><a href=\"http:\/\/piccolenote.ilgiornale.it\/41260\/assalto-al-parlamento-hong-kong\" target=\"_blank\">PiccoleNote<\/a>.<\/em> Altamente simbolico, da parte dei manifestanti, lo sfoggio delle vecchie bandiere coloniali con la \u201c<em>Union Jack\u201d<\/em> britannica in bella mostra.<\/p>\n<p>Una dimostrazione che, al netto, delle parole distensive arrivate dal<em> summit<\/em> dei <em>leader<\/em> mondiali in Giappone, la nuova Guerra Fredda tra l\u2019impero atlantico da un lato e l\u2019impero eurasiatico dall\u2019altro, tra talassocrazie e tellurocrazie, non si pu\u00f2 fermare. E sarebbe del resto quasi innaturale ritenere che possa essere fermata. Il segnale, per\u00f2, di un dialogo trasversale all\u2019interno di questi due schieramenti, tra Trump da un lato e Putin e la Cina dall\u2019altro, effettivamente c\u2019\u00e8. A parlare chiaramente in tal senso \u00e8 stato lo stesso presidente russo che, in una recente intervista al <em>Financial Times<\/em><a href=\"https:\/\/www.tpi.it\/2019\/06\/30\/putin-liberalismo-obsoleto-g20-osaka\/\" target=\"_blank\">, ha spiegato come il principale nemico sia, a suo avviso, il \u201c<em>liberalismo<\/em>\u201d che \u201c<em>viene ormai usato come forza ideologica<\/em>\u201d.<\/a><\/p>\n<p>Ma \u201c<em>la forza ideologica che ha fatto da motore all\u2019occidente dal Novecento ad oggi si \u00e8 spenta avendo esaurito il suo scopo mentre vaste fette di cittadini hanno iniziato a ribellarsi contro l\u2019immigrazione, i confini aperti e il multiculturalismo<\/em>\u201d. Dunque \u201cl<em>\u2019idea liberale \u00e8 diventata obsoleta. \u00c8 entrata in conflitto con gli interessi della stragrande maggioranza della popolazione\u201d.\u00a0<\/em>E cos\u00ec il presidente russo ha di fatto espresso il suo appoggio alle politiche sull\u2019immigrazione del rivale americano. Perch\u00e9, se da un lato lo scontro geopolitico con gli Stati Uniti \u00e8 quasi una questione genetica, dall\u2019altro sia il Leviatano atlantico che il Behemoth eurasiatico devono entrambi confrontarsi con una nuova forza, figlia s\u00ec dall\u2019ordine mondiale liberale anglosassone, ma ormai sostanzialmente autonoma rispetto a qualsiasi attore statale. \u00c8, per usare un altro parallelo con i titani biblici, la forza di Ziz, l\u2019enorme bestia alata dominatrice dell\u2019aria, simbolo della globalizzazione che corre nei cieli e nell\u2019etere. Che corre sulla rete di internet.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-1577 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2019\/07\/1553846381-7359211-300x191.jpg\" alt=\"lapresse - susca -\" width=\"300\" height=\"191\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2019\/07\/1553846381-7359211-300x191.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2019\/07\/1553846381-7359211-1024x652.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>Lo scontro che si profila all\u2019orizzonte, oltre a quello gi\u00e0 (o, meglio, da sempre) in atto tra Eurasia e Occidente \u00e8, infatti, anche quello tra attori statali e attori non statali. Tra le grandi nazioni della Terra e gli apolidi potentati globali che, a esse, tentano definitivamente di sostituirsi. E cos\u00ec, mentre Facebook lancia l\u2019idea di una nuova moneta virtuale, Libra, con l\u2019ambizione di renderla uno strumento di pagamento mondiale, dalla <em>\u201cvalle del silicio<\/em>\u201d, luogo in cui si \u00e8 realizzata la totale sublimazione del liberalismo anglo-mondialista, della cultura dello sradicamento assoluto, con le sue impressionanti disuguaglianze tra l\u2019<em>elite<\/em> tecnocratica che governa l\u2019innovazione e poveracci sempre pi\u00f9 senza tutele (<a href=\"\/\/corriereinnovazione.corriere.it\/cards\/ricchissima-miseria-san-francisco-viaggio-contraddizioni-silicon-valley\/citta-senzatetto.shtml\" target=\"_blank\">San Francisco \u00e8 forse la citt\u00e0 con pi\u00f9 senzatetto negli USA, circa 7.500<\/a>, a causa dell\u2019alto costo della vita provocato dalla presenza concentrata delle multinazionali dell\u2019<em>hi-tech<\/em>), arriva la sfida a chi cerca di frenare la furiosa ed erinnica corsa verso l\u2019abbattimento di ogni barriera, di ogni confine. Una sfida che deve preoccupare tutta l\u2019umanit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Il G20 di Osaka, in Giappone, \u00e8 finito da poche ore e da poche ore \u00e8 terminato l\u2019incontro tra Donald Trump e il leader della Corea del Nord, Kim Jong Un e gi\u00e0 le tensioni tra Est e Ovest rischiano di riacuirsi con quanto accaduto a Hong Kong dove le dure proteste per un disegno di legge che prevedeva l\u2019estradizione verso la Cina sono terminate con un attacco al locale parlamento. 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