{"id":1747,"date":"2019-09-26T14:17:15","date_gmt":"2019-09-26T12:17:15","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/?p=1747"},"modified":"2019-09-26T14:17:15","modified_gmt":"2019-09-26T12:17:15","slug":"oltre-le-termopili-perche-liran-non-dovebbe-essere-un-nemico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/2019\/09\/26\/oltre-le-termopili-perche-liran-non-dovebbe-essere-un-nemico\/","title":{"rendered":"Oltre le Termopili: perch\u00e9 l&#8217;Iran non dovebbe essere un nemico"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-1749 alignleft\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2019\/09\/Copertina-4-2019-Prima-212x300.jpg\" alt=\"Copertina-4-2019-Prima\" width=\"212\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2019\/09\/Copertina-4-2019-Prima-212x300.jpg 212w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2019\/09\/Copertina-4-2019-Prima.jpg 500w\" sizes=\"(max-width: 212px) 100vw, 212px\" \/>Intervenendo alla 74esima Assemblea Generale delle Nazioni Unite, il presidente statunitense Donald Trump ha voluto ribadire, come se ce ne fosse stato bisogno, l\u2019ostilit\u00e0 del suo paese verso l\u2019Iran. E proprio l\u2019Iran \u00e8 l\u2019argomento principe del 56esimo numero di <a href=\"https:\/\/www.eurasia-rivista.com\/negozio\/lvi-oltre-le-termopili\/\" target=\"_blank\"><em>Eurasia \u2013 Rivista di studi geopolitici<\/em>, di imminente uscita<\/a>, all\u2019interno del quale \u00e8 contenuto anche un modesto contributo di chi qui scrive.<\/p>\n<p>Un tema importante, del resto, quello dell\u2019Iran, che merita di essere conosciuto e approfondito anche da un pubblico di non addetti ai lavori, per poter meglio comprendere le dinamiche che ruotano attorno alla questione, spesso affrontata in maniera molto superficiale dai <em>media<\/em> generalisti. Dopo la decisione degli USA di recedere dal <em>JCPOA<\/em>, il paese degli <em>ayatollah<\/em> vive infatti rapporti diplomatici concitati con la cosiddetta \u201ccomunit\u00e0 internazionale\u201d. Eppure, solo due anni e mezzo fa, sembrava che le relazioni tra Teheran e l\u2019Occidente potessero normalizzarsi. A spiegare dove\u00a0nasce questa situazione (e quali siano i rischi che ne conseguono) \u00e8 il professor Claudio Mutti, direttore proprio di <em>Eurasia<\/em>.<\/p>\n<p><em>\u201cL\u2019origine della situazione attuale<\/em> \u2013 spiega il professor Mutti &#8211;<em> \u00e8 facilmente documentabile, poich\u00e9 la lista delle affermazioni anti-iraniane del presidente statunitense \u00e8 piuttosto lunga. Qui baster\u00e0 ricordare quella del marzo 2016, quando, nel corso di un incontro con esponenti dell\u2019ebraismo americano, Trump defin\u00ec \u2018catastrophic\u2019 per gli USA e per Israele l\u2019accordo sul nucleare iraniano. Al termine di quello stesso anno, il conservatore Mark Wallace e il democratico Joseph Lieberman pubblicarono sul \u2018Washington Post\u2019 un saggio che tracciava le linee guida circa il comportamento da tenere nei confronti della Repubblica Islamica, indicata come la minaccia pi\u00f9 grande per gli interessi statunitensi. Il testo raccomandava alla nuova amministrazione di ridimensionare il ruolo regionale dell\u2019Iran operando a stretto contatto con Israele e l\u2019Arabia Saudita. Diversamente dagli USA, l\u2019Unione Europea \u00e8 sembrata particolarmente propensa a mantenere in vigore l\u2019Accordo di Vienna, giudicato favorevole per sviluppare le relazioni economiche con Teheran; ma il rischio \u00e8 che ancora una volta le classi politiche europee si pieghino alla volont\u00e0 dell\u2019\u2019alleato\u2019 americano\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Il timore, anche in seguito al recente attacco alle raffinerie dell\u2019ARAMCO in Arabia Saudita, \u00e8 che la situazione possa raggiungere il punto di non ritorno. Ma la domanda che tutti si pongono \u00e8: esiste la possibilit\u00e0 di un conflitto? E, se s\u00ec, quali dimensioni potrebbe assumere? Quello di una guerra regionale su vasta scala o qualcosa di peggio?<\/p>\n<p><em>\u201cRispondendo alle accuse, alle minacce e alle dichiarazioni bellicose di Trump e di Mike Pompeo<\/em> \u2013 prosegue Mutti &#8211; <em>il cancelliere dell\u2019Iran Mohammad Zarif ha dichiarato che \u2018il paese che inizier\u00e0 una guerra contro l\u2019Iran non sar\u00e0 quello che la porter\u00e0 a termine\u2019. In ogni caso, se non si riuscir\u00e0 ad evitare lo scoppio di una guerra, il conflitto non sar\u00e0 limitato, ma si estender\u00e0 a tutta la regione ed avr\u00e0 effetti distruttivi per molti paesi. D\u2019altronde, in seguito al comunicato statunitense concernente l\u2019invio di nuove truppe nel Vicino Oriente e come implicita risposta all\u2019\u2019Operazione Sentinella\u2019, nell\u2019ambito della quale gli USA schiereranno oltre cinquanta unit\u00e0 navali nelle vicinanze del Golfo Persico, il Ministero iraniano della Difesa ha annunciato che molto presto la Repubblica Islamica effettuer\u00e0 manovre navali congiunte con la Russia e la Cina nelle acque internazionali del Golfo di Oman. Il segnale dato agli USA \u00e8 eloquente: se l\u2019Iran venisse aggredito, i suoi alleati non starebbero fermi a guardare\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Nell\u2019immaginario collettivo lo scontro tra l\u2019Occidente euro-americano e \u201cgiudeo-cristiano\u201d e la Repubblica Islamica raccoglie l\u2019eredit\u00e0 dello scontro fra Greci e Persiani. Eppure le radici culturali del Vecchio Continente sono indoeuropee, esattamente come quelle iraniane.<\/p>\n<p><em>\u201cSecondo Eschilo<\/em> \u2013 racconta al proposito il direttore di Eurasia &#8211;<em> che pure combatt\u00e9 a Maratona e forse anche a Salamina, le radici comuni erano addirittura d\u2019ordine etnico, tant\u2019\u00e8 vero che nei Persiani egli ci presenta Atene e la Persia come \u2018sorelle di sangue, di una medesima stirpe\u2019 (kasign\u00e9ta gh\u00e9nous tauto\u00fb). D\u2019altronde le guerre persiane furono viste dai Greci secondo angolazioni diverse; e comunque, nonostante il risalto che essi poterono dare alla differenza esistente tra la loro cultura politica e quella della Persia, la visione greca della realt\u00e0 persiana non solo non fu mai interamente condizionata da sentimenti di antagonismo, ma spesso suscit\u00f2 profondo interesse e sentimenti di ammirazione. In realt\u00e0, il mondo iranico e la nazione persiana in particolare hanno trasmesso all\u2019Europa, ancora nella tarda et\u00e0 imperiale romana ed in et\u00e0 medioevale, una cospicua eredit\u00e0 di idee, relativa all\u2019organizzazione dello Stato e della societ\u00e0 civile\u201d.<\/em><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-1751 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2019\/09\/architecture-3147832_960_720-300x169.jpg\" alt=\"architecture-3147832_960_720\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2019\/09\/architecture-3147832_960_720-300x169.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2019\/09\/architecture-3147832_960_720.jpg 960w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>Anche in termini di collegamenti infrastrutturali e di scambi, l\u2019ostilit\u00e0 diplomatica appare estremamente sconveniente. Non per nulla i dirigenti politici dell\u2019Europa continentale (in primo luogo Germania e Francia) stanno tentando di porre un argine all\u2019aggressivit\u00e0 statunitense. Tuttavia i rappresentanti della classe dirigente persiana non sembrano nutrire troppa fiducia verso l\u2019<em>\u00e9lite<\/em> liberale di Parigi e Berlino. Che facciano bene?<\/p>\n<p><em>\u201c\u00c8 vero<\/em> \u2013 conclude il professor Mutti &#8211; <em>che la Germania e la Francia (come d\u2019altra parte il Giappone) hanno rifiutato di accodarsi agli USA nella cosiddetta \u2018Operazione Sentinella\u2019. \u00c8 vero che Macron ha fatto i suoi tentativi di mediazione ed ha invitato alla cautela esortando a \u2018stare molto attenti nell\u2019attribuire la responsabilit\u00e0\u2019 all\u2019Iran per gli attacchi del 14 settembre contro l\u2019ARAMCO. Ma \u00e8 anche vero che, solo qualche ora dopo la dichiarazione di Macron, un comunicato congiunto anglo-franco-tedesco, pur sostenendo la necessit\u00e0 di \u2018stabilire ulteriori dettagli\u2019, ha affermato che &#8216;l\u2019Iran ha la responsabilit\u00e0 dell\u2019attacco&#8217; contro le strutture petrolifere saudite. Ed \u00e8 ugualmente vero che la Merkel, dopo avere incontrato sia Trump sia Rohani, ha detto di non ritenere &#8216;realistica&#8217; la condizione della revoca delle sanzioni per avviare i negoziati tra USA ed Iran. Perci\u00f2 non bisogna stupirsi pi\u00f9 di quel tanto se il comandante generale del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica ha reagito con parole dettate dall\u2019indignazione, dicendo che \u2018non vi \u00e8 alcuna differenza tra europei e americani\u2019.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Intervenendo alla 74esima Assemblea Generale delle Nazioni Unite, il presidente statunitense Donald Trump ha voluto ribadire, come se ce ne fosse stato bisogno, l\u2019ostilit\u00e0 del suo paese verso l\u2019Iran. E proprio l\u2019Iran \u00e8 l\u2019argomento principe del 56esimo numero di Eurasia \u2013 Rivista di studi geopolitici, di imminente uscita, all\u2019interno del quale \u00e8 contenuto anche un modesto contributo di chi qui scrive. 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