{"id":1760,"date":"2019-10-07T14:09:56","date_gmt":"2019-10-07T12:09:56","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/?p=1760"},"modified":"2019-10-09T17:27:27","modified_gmt":"2019-10-09T15:27:27","slug":"greta-e-la-geopolitica-cui-prodest","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/2019\/10\/07\/greta-e-la-geopolitica-cui-prodest\/","title":{"rendered":"Greta e la geopolitica. Cui prodest?"},"content":{"rendered":"<p><em><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-1762 alignleft\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2019\/10\/1569932090-lapresse-20190917175521-30469089-300x200.jpg\" alt=\"1569932090-lapresse-20190917175521-30469089\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2019\/10\/1569932090-lapresse-20190917175521-30469089-300x200.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2019\/10\/1569932090-lapresse-20190917175521-30469089-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2019\/10\/1569932090-lapresse-20190917175521-30469089.jpg 1500w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>\u201cCit\u00e9\u00ad-jardinistes\u201d.<\/em> Con questo termine Ren\u00e8 Guenon, nella sua opera <em>\u201cIl Teosofismo. Storia di una pseudo-religione\u201d<\/em>, indicava, negli anni Venti del XX secolo, quel<em> milieu<\/em> sostanzialmente liberal-paganeggiante (ma di un paganesimo essenzialmente sintetico e anti-tradizionale), antenato del contemporaneo ambientalismo. Non \u00e8 quindi strano che certo ecologismo sia in qualche misura consustanziale all\u2019<em>elite<\/em> mondialista e liberal-globalista. Non bisogna pertanto stupirsi se, all\u2019attuale fenomeno Greta Thunberg, si accodano figure come il principe monegasco Pierre Casiraghi o i soliti attori di Hollywood.<\/p>\n<p>Tuttavia, oltre a\u00a0ben rappresentare il retroterra ideologico di\u00a0circoli elitari<em>\u00a0<\/em>pi\u00f9 o meno occulti, il fenomeno Greta pu\u00f2 aprirsi anche a ulteriori chiavi di lettura. Interessante, tra gli altri, <a href=\"https:\/\/www.agi.it\/estero\/putin_su_greta_thunberg-6303664\/news\/2019-10-05\/\" target=\"_blank\">il commento, al proposito, del presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin<\/a>, che si \u00e8 chiesto perch\u00e9 \u201c<em>Paesi in via di sviluppo (\u2026) dovrebbero vivere in povert\u00e0 e non come in Svezia. Nessuno le ha detto<\/em> (a Greta, nda) <em>che il mondo moderno \u00e8 complesso e che in Africa e in molti Paesi asiatici vogliono vivere allo stesso livello di ricchezza&#8221;.<\/em><\/p>\n<p>Perch\u00e9, forse, il punto fondamentale di questa \u201cmoda Greta\u201d sta nel suo essere, consapevolmente o meno, un\u2019\u201darma\u201d geopolitica non convenzionale puntata contro quelle nazioni che, dopo aver inseguito l\u2019Occidente per decenni, oggi stanno crescendo, dal punto di vista industriale ed economico, o sono cresciute,\u00a0candidandosi\u00a0a divenire\u00a0una minaccia per l\u2019egemonia anche politica del ricco Ovest liberale.<\/p>\n<p>Dati<a href=\"https:\/\/www.agi.it\/economia\/energia\/petrolchimica_plastica_auto_petrolio_fertilizzanti-4535670\/news\/2018-10-26\/\" target=\"_blank\">\u00a0della <em>BP Statistical Review of Energy 2018<\/em> alla mano<\/a>, \u00e8 curioso, a tal proposito, andare a vedere quali siano i paesi che fanno maggior ricorso alle fonti di energia tradizionali, come il petrolio. E cio\u00e8, per gli attivisti seguaci della Thunberg, i \u201ccattivi\u201d. Ebbene a livello continentale \u00e8 interessante notare come sia l\u2019Asia a trainare i consumi, con oltre il 35% dell\u2019utilizzo globale di \u201coro nero\u201d. Di questa quota pi\u00f9 di un terzo \u00e8 a carico della Cina, il principale avversario economico (e ormai non solo) dell\u2019Occidente. Il Nord America si ferma invece al 24%. Tra i paesi produttori, lo stesso Nord America pesa invece per il 20,1%, mentre Russia ed Eurasia contano il 14,3%, il Medio Oriente il 31,6% e l\u2019Africa 8%.<\/p>\n<p>Paesi, quelli eurasiatici, centro-asiatici, mediorientali o africani, che peraltro senza le materie prime vedrebbero quasi annientata la propria economia, spesso scarsamente diversificata.\u00a0 \u00c8 pertanto abbastanza chiaro che, in uno scenario di questo tipo, se da domani, per assurdo, si smettesse di produrre e consumare utilizzando fonti energetiche \u201cfossili\u201d, come desiderano gli ecologisti &#8220;alla Greta&#8221;, i primi a rimetterci non sarebbero\u00a0stati gi\u00e0 sviluppati e fortemente terziarizzati, come gli <em>USA <\/em>o le nazioni europee, che pure fagocitano notevoli quantit\u00e0 di<em> commodities<\/em> energetiche tradizionali, ma proprio queste realt\u00e0 emergenti.\u00a0Per non parlare di quelle che, sullo sviluppo economico basato sulla produzione industriale, hanno costruito la propria rinascita e ascesa. La Cina, ovviamente, su tutte.<\/p>\n<p>E, del resto, quando un fenomeno culturale diventa globale e viene cos\u00ec ardentemente supportato dal sistema mediatico, come nel caso di Greta Thunberg, \u00e8 sempre opportuno porsi, prima di chiedersi se quanto proposto e suggerito sia giusto o sbagliato, un antico ma sempre rivelante quesito latino:\u00a0<em>\u201cCui prodest?<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Gi\u00e0, a chi conviene?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u201cCit\u00e9\u00ad-jardinistes\u201d. Con questo termine Ren\u00e8 Guenon, nella sua opera \u201cIl Teosofismo. Storia di una pseudo-religione\u201d, indicava, negli anni Venti del XX secolo, quel milieu sostanzialmente liberal-paganeggiante (ma di un paganesimo essenzialmente sintetico e anti-tradizionale), antenato del contemporaneo ambientalismo. Non \u00e8 quindi strano che certo ecologismo sia in qualche misura consustanziale all\u2019elite mondialista e liberal-globalista. Non bisogna pertanto stupirsi se, all\u2019attuale fenomeno Greta Thunberg, si accodano figure come il principe monegasco Pierre Casiraghi o i soliti attori di Hollywood. Tuttavia, oltre a\u00a0ben rappresentare il retroterra ideologico di\u00a0circoli elitari\u00a0pi\u00f9 o meno occulti, il fenomeno Greta pu\u00f2 aprirsi anche a ulteriori chiavi di [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/2019\/10\/07\/greta-e-la-geopolitica-cui-prodest\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1106,"featured_media":1762,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[20879],"tags":[60187,25,256486,34523,32762],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1760"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1106"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1760"}],"version-history":[{"count":10,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1760\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1791,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1760\/revisions\/1791"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1762"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1760"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1760"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1760"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}