{"id":1807,"date":"2019-10-16T12:49:29","date_gmt":"2019-10-16T10:49:29","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/?p=1807"},"modified":"2019-10-16T12:51:12","modified_gmt":"2019-10-16T10:51:12","slug":"lue-in-crisi-e-daccordo-solo-sullanticomunismo-ma-e-propaganda-anti-russa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/2019\/10\/16\/lue-in-crisi-e-daccordo-solo-sullanticomunismo-ma-e-propaganda-anti-russa\/","title":{"rendered":"L&#8217;UE in crisi \u00e8 d&#8217;accordo solo sull&#8217;anticomunismo. Ma \u00e8 propaganda anti-russa"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" class=\" size-medium wp-image-1809 alignleft\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2019\/10\/flag-3370970_960_720-300x200.jpg\" alt=\"flag-3370970_960_720\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2019\/10\/flag-3370970_960_720-300x200.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2019\/10\/flag-3370970_960_720.jpg 960w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><a href=\"https:\/\/www.agi.it\/estero\/von_der_leyen_macron_goulard-6359122\/news\/2019-10-15\/\" target=\"_blank\">Il Parlamento europeo \u00e8 in subbuglio<\/a>, alle prese con la sempre pi\u00f9 difficoltosa nascita formale della Commissione guidata da Ursula Von Der Leyen, minata dalle divisioni in seno alla maggioranza che dovrebbe sostenerla, dopo la bocciatura della commissaria designata dalla Francia di Emmanuel Macron, la liberale Sylvie Goulard. Divisioni che ora rischiano di far slittare di un mese il voto di conferma alla nuova Commissione, che dal 1 novembre dovrebbe sostituire quella attualmente guidata dall\u2019uscente Jean Claude Juncker, dopo che la fiducia alla Von Der Leyen era stata ottenuta con appena nove voti di margine.<\/p>\n<p>Una situazione ben diversa da quella che ha visto, nel mese di settembre,<a href=\"https:\/\/www.huffingtonpost.it\/entry\/la-risoluzione-delleuroparlamento-su-comunismo-e-nazismo-e-un-capolavoro-di-propaganda_it_5d87396fe4b0849d472a85fe\" target=\"_blank\"> l\u2019approvazione della risoluzione 2819 <em>\u201csull&#8217;importanza della memoria europea per il futuro dell&#8217;Europa<\/em>\u201d<\/a> da parte del medesimo Parlamento, di cui si \u00e8 fatto un gran parlare. Si tratta del testo con cui l\u2019emiciclo comunitario ha formalmente proceduto a una sostanziale equiparazione dei totalitarismi comunisti e fascisti per il ruolo avuto nel secondo conflitto mondiale. Cos\u00ec in molti hanno celebrato il riconoscimento delle &#8220;<em>colpe del comunismo<\/em>&#8221; come un traguardo di consapevolezza da parte delle istituzioni di Bruxelles e Strasburgo.<\/p>\n<p>Ma perch\u00e9 si \u00e8 arrivati a questa decisione proprio ora? Un\u2019interessante lettura di quanto accaduto \u00e8 quella contenuta in <a href=\"https:\/\/www.geopolitica.info\/una-ue-eristica-la-storiografia-come-arma-nella-lotta-geopolitica\/\" target=\"_blank\">un\u2019analisi recentemente pubblicata da Roberto Motta Sosa<\/a>, saggista e studioso di storia delle relazioni internazionali e membro dell\u2019\u00e9quipe di analisti di \u201c<em>Geopolitica.info<\/em>\u201d portale del Centro studi di geopolitica e relazioni internazionali, che ha parlato di <em>&#8220;storiografia come arma nella lotta geopolitica (&#8230;) tra la Russia, da un lato, le ex repubbliche sovietiche baltiche pi\u00f9 la Polonia(&#8230;) dall&#8217;altro&#8221;.<\/em><\/p>\n<p><em>\u201cIl fallimento del socialismo reale<\/em> \u2013\u00a0ha successivamente spiegato\u00a0Motta Sosa, direttamente interpellato da chi\u00a0qui scrive &#8211; <em>(cos\u00ec come la perversit\u00e0 del nazionalsocialismo)\u00a0\u00e8 un dato di fatto, oramai, acclarato. Riconosciuto ci\u00f2, sorprendono soprattutto le argomentazioni con cui la risoluzione intende attribuire specifiche responsabilit\u00e0 alla Russia sovietica nell\u2019avere contribuito a scatenare il Secondo conflitto mondiale attraverso il Patto Ribbentrop-Molotov firmato a Mosca e datato 23 agosto 1939, ratificato dal Soviet Supremo il 31 ed entrato in vigore il 24 settembre successivo con lo scambio degli strumenti di ratifica. \u00c8 perci\u00f2 forse lecito ritenere che l\u2019Europarlamento abbia ritenuto di affrontare nuovamente il tema dell\u2019intesa tedesco-sovietica del \u201939 anche sulla scia delle recenti polemiche nate in occasione delle celebrazioni per l\u201980esimo anniversario dall\u2019inizio del Secondo conflitto mondiale, che si sono tenute in Polonia e alle quali non \u00e8 stata invitata la Federazione Russa. Si aggiunga che nell\u2019agosto scorso l\u2019Archivio di Stato russo ha ostentato alcuni documenti relativi alla politica europea negli anni compresi tra la crisi cecoslovacca del 1938 e lo scoppio del conflitto mondiale. Tra questi documenti figurava anche l\u2019originale sovietico del Protocollo segreto annesso al Patto Ribbentrop-Molotov, all\u2019interno del quale sono contenute le clausole con cui tedeschi e russi intesero spartirsi, mediante \u2018sfere d\u2019interesse\u2019, l\u2019Europa orientale dal Baltico al Mar Nero. Pare utile aggiungere un dato ulteriore: le tre repubbliche baltiche il 5 novembre 2015 hanno firmato a Riga un memorandum d\u2019intesa in cui menzionavano sofferenze economiche patite durante l\u2019occupazione sovietica; occupazione che fu attuata dall\u2019Armata Rossa proprio in esecuzione dei contenuti del succitato Protocollo segreto\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Motta Sosa ha parlato, al proposito, di un\u2019Unione Europea \u201c<em>eristica<\/em>\u201d. \u201c<em>Ho semplicemente voluto utilizzare questa parola<\/em> \u2013 spiega &#8211; <em>nel tentativo di sottolineare meglio un dato che mi \u00e8 parso rivelarsi quasi immediatamente alla lettura del testo della Risoluzione del Parlamento europeo. Vale a dire quello che sembra essere l\u2019intento di fare prevalere una tesi senza considerare se in essa vi siano elementi rispettosi della complessit\u00e0 di ogni singolo aspetto storiografico. Per il suo significato legato al &#8216;disputare con la parola&#8217; ed il rimando ad Eris mi \u00e8 sembrata la pi\u00f9 adatta. Eris \u2013 che spesso era raffigurata come un d\u00e8mone alato \u2013 per i Greci antichi era la divinit\u00e0 personificante la discordia e taluni la indicavano come sorella di Ares, dio della guerra, con ci\u00f2 ben esemplificando come i conflitti possano derivare anche da dissidi e contrasti sapientemente creati (ad esempio il famoso \u2018dispaccio di Ems\u2019 che nel 1870 fu scintilla della guerra franco-prussiana) o celati sotto intenti in apparenza lusinghieri e appaganti. A quest\u2019ultimo riguardo, l\u2019esempio mitologico pi\u00f9 noto \u00e8 forse il pomo d\u2019oro recante la frase \u201calla pi\u00f9 bella\u201d gettato da Eris durante le nozze di Peleo e Teti a cui la dea non era stata invitata. Dalla contesa che ne segu\u00ec tra le tre dee, che si ritenevano tutte degne di quel \u2018dono\u2019, scatur\u00ec la lunga guerra tra Greci e Troiani cantata da Omero. Del resto, che su determinati argomenti storici esista una forte divergenza di vedute tra la Russia ed alcuni Stati della comunit\u00e0 internazionale lo testimonia, ad esempio, un report del Ministero degli Affari Esteri russo del 6 maggio scorso, in cui si manifestava particolarmente preoccupazione per quelli che la diplomazia russa definiva manovre volte a rivedere la storia della seconda guerra mondiale e a presentare i collaborazionisti nazisti come partecipanti ai movimenti di liberazione nazionali, definendo tali azioni: \u2018sforzi blasfemi da parte delle \u00e9lite politiche di un certo numero di Paesi dell&#8217;Europa occidentale e orientale per distruggere la memoria storica\u2019. Peraltro, nel lungo documento si citavano anche alcune organizzazioni, definite \u2018neo-fasciste\u2019, attive in Italia<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>La storiografia pu\u00f2 dunque essere utilizzata come un&#8217;arma?<\/p>\n<p><em>\u201cSe declinata in senso sofistico s\u00ec<\/em> \u2013 spiega l\u2019analista &#8211;<em> Rispetto al documento del Parlamento europeo, va anche detto che le controversie relative ai contenuti del Patto Ribbentrop-Molotov erano gi\u00e0 state affrontate negli ultimi anni di esistenza dell\u2019Unione Sovietica. Il 24 dicembre 1989 il Congresso dei Deputati del Popolo approv\u00f2 infatti una risoluzione in cui si recepivano le conclusioni a cui era giunta una commissione costituita ad hoc costituita il 1\u00b0 giugno di quell\u2019anno per volont\u00e0 di Michail Gorba\u010d\u00ebv nel generale clima contraddistinto da perestrojka e gl\u00e0snost. In quel documento si faceva menzione di una \u2018situazione internazionale critica\u2019, tale per cui l\u2019URSS nel \u201939 si sarebbe sentita minacciata ad occidente dall\u2019aggressivit\u00e0 nazista e ad oriente dal militarismo giapponese. Bisogna infatti ricordare che in Asia giapponesi e sovietici (questi ultimi alleati della Mongolia) combattevano gi\u00e0 dal maggio del 1939 in quello che fu l\u2019ennesimo episodio di un contenzioso confinario con l\u2019impero giapponese che si protraeva sin dal 1932. Gli scontri ebbero termine il 16 settembre 1939 dopo la battaglia di Nomonhan in cui i russi sconfissero le forze giapponesi dell\u2019Armata del Kwantung grazie anche alle capacit\u00e0 militari di un generale dell\u2019Armata Rossa che di l\u00ec a pochi anni avrebbe fatto parlare di s\u00e9: Georgij \u017dukov. Il 13 aprile 1941 la diplomazia sovietica, forte di questa vittoria, provvide a mettere in sicurezza il fianco orientale dell\u2019URSS sottoscrivendo un patto di non aggressione con il Giappone. La situazione non era migliore ad ovest. Il Commissario del Popolo agli Affari Esteri, Maksim Litvinov, era persuaso della necessit\u00e0 di creare, con francesi e inglesi, un sistema di sicurezza collettiva che potesse dissuadere la Germania hitleriana dal perseguire una politica revisionista che attraverso la (minaccia della) forza alterasse la carta geografica europea ovvero minacciasse la sicurezza dell\u2019URSS. Il costante rifiuto di Parigi e Londra oltrech\u00e9 di Varsavia a tale progetto determin\u00f2, in sostanza, la caduta di Litvinov (rispedito a Washington in qualit\u00e0 di ambasciatore), spingendo Mosca, obtorto collo, in un abbraccio fatale con Berlino. La tesi di fondo della risoluzione sovietica dell\u201989 fu che il Patto Ribbentrop-Molotov, pur siglato in condizioni di emergenza per quanto riguardava l\u2019URSS, fosse comunque una deviazione dai princ\u00ecpi leninisti che uniformavano la politica estera sovietica. Dopo la \u2018declassificazione\u2019 operata dall\u2019Archivio di Stato russo nell\u2019agosto scorso, Lavrov ha sostanzialmente ribadito la tesi dello \u2018stato di necessit\u00e0\u2019 cui sarebbe stata soggetta la leadership sovietica nel 1939 al momento della firma del patto\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Ma la strumentalizzazione della Storia a fini politici o (come in questo caso specifico) geopolitici, non \u00e8 una novit\u00e0. \u201c<em>L\u2019uso distorto della Storia per fini politici o di war propaganda<\/em> \u2013\u00a0conclude Motta Sosa &#8211; <em>\u00e8 una tentazione cui il potere ha ceduto alcune volte in passato. Per quanto riguarda la Risoluzione del Parlamento europeo ci si augura naturalmente che non sia cos\u00ec. Certo, talune affermazioni contenute in essa possono risultare deboli se lette alla luce di una responsabile e consapevole analisi storiografica. Nondimeno, gi\u00e0 alla vigilia della Guerra Fredda la Russia dovette difendersi da un\u2019accusa simile, dopo che il Dipartimento di Stato ebbe reso pubblici i documenti tedeschi sui rapporti nazi-sovietici compresi tra il 1939 e il 1941. Come reazione, il 3 febbraio 1948 il Sovinformburo pubblic\u00f2 l\u2019opuscolo Falsificatori della storia (inizialmente intitolato Risposta ai calunniatori). L\u2019URSS, infatti, sino alla risoluzione del 1989 citata prima, neg\u00f2 sempre l\u2019esistenza del Protocollo segreto annesso al Patto Ribbentrop-Molotov. Di quel libello voluto da Stalin nel \u201948 esiste anche una edizione italiana del 2007 pubblicata con il titolo I falsificatori della storia. Nota sugli autentici responsabili della seconda guerra mondiale. Questo non significa che oggi, dal canto suo, la Russia non offra ci\u00f2 che alcuni Stati europei, soprattutto dell\u2019area baltica, considerano validi motivi per esprimere recriminazioni nei confronti di atteggiamenti interpretati come gravi provocazioni. Ad esempio, nel Report annuale del Segretario generale dell\u2019Alleanza Atlantica datato 2015 si faceva menzione del fatto che nei tre anni precedenti la Russia avesse condotto esercitazioni militari su larga scala nelle quali si simulavano attacchi nucleari contro alleati e partner della NATO. Queste e altre questioni geopolitiche attualmente oggetto di aspro contenzioso (ricordo ad esempio le controversie sul gasdotto Nord Stream 2 o l\u2019estinzione del Trattato INF), contribuiscono ad alimentare un clima di forte incomprensione, soprattutto tra i Paesi baltici e la Russia. In tal senso l\u2019idea, suggerita nel 1998 da George Kennan \u2013 che certamente non pu\u00f2 essere ricordato come un appeaser nei riguardi della potenza russa \u2013 circa il rischio che oggi si possa essere dinnanzi ad una New Cold War appare, purtroppo, fondata\u201d.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Il Parlamento europeo \u00e8 in subbuglio, alle prese con la sempre pi\u00f9 difficoltosa nascita formale della Commissione guidata da Ursula Von Der Leyen, minata dalle divisioni in seno alla maggioranza che dovrebbe sostenerla, dopo la bocciatura della commissaria designata dalla Francia di Emmanuel Macron, la liberale Sylvie Goulard. Divisioni che ora rischiano di far slittare di un mese il voto di conferma alla nuova Commissione, che dal 1 novembre dovrebbe sostituire quella attualmente guidata dall\u2019uscente Jean Claude Juncker, dopo che la fiducia alla Von Der Leyen era stata ottenuta con appena nove voti di margine. Una situazione ben diversa da [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/2019\/10\/16\/lue-in-crisi-e-daccordo-solo-sullanticomunismo-ma-e-propaganda-anti-russa\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1106,"featured_media":1809,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[20879],"tags":[2648,19,176],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1807"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1106"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1807"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1807\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1813,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1807\/revisions\/1813"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1809"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1807"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1807"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1807"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}